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Il ruolo dello Psicologo nella PMA

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Messaggio Da Jessica Dom Apr 10, 2022 8:33 pm

Un sondaggio condotto su IG nel 2021 su 356 soggetti rivela che più del 35% delle coppie nei percorsi PMA non ha ricevuto supporto psicologico perché non gli è mai stato accennato o proposto dal centro o équipe a cui si sono rivolti!  Il ruolo dello Psicologo nella PMA 10933

Ma sapevi che la presenza della figura di Psicologo è obbligatoria all’interno dei centri PMA? Lo stabilisce la legge 40/2004, che regola anche l'obbligo da parte dello staff di comunicare ai pazienti che il supporto è disponibile e come può essere utile.

Questo significa non solo che ogni centro deve avere nel proprio team multidisciplinare uno Psicologo che possa accompagnare la coppia nel percorso, ma anche che i pazienti devono essere messi a conoscenza del fatto che lo Psicologo è a disposizione, se desiderano supporto.

In che modo uno Psicologo può aiutare le persone o coppie all'interno del percorso di PMA?

Consulenza implicativa : lo Psicologo accoglie la coppia e li supporta a livello informativo/educativo in merito alle varie opzioni di trattamento ed i loro risvolti psicologici, in modo da facilitare la presa di decisioni da parte della coppia in modo informato e consapevole

Consulenza di supporto: sostiene ed accompagna la coppia lungo il percorso PMA, accogliendo la difficoltà emotiva ed aiutando la coppia a gestire tensioni, dubbi o conflitti

Counseling psicologico: accoglie vissuti anche non direttamente legati al percorso di PMA, ma che possono essere ugualmente importante per il benessere personale e familiare, soprattutto nell’ottica della genitorialità.

Il riferimento è al modello biopsicosociale della salute, che vede la persona come un sistema olistico e integrato, non limitato alla dimensione biologica,  ma che comprende ed è intrecciato con le dimensioni psicologiche, sociali e spirituali.
L'obiettivo di assistenza alle persone e alle coppie non deve pertanto esaurirsi nell'unico proposito di "avere un figlio in braccio", ma di garantire una transizione verso la genitorialità preparata e più serena possibile!

Conoscevi questa possibilità?
Se non hai ricevuto supporto psicologico durante la PMA, pensi che ti avrebbe invece aiutato?
Se lo hai ricevuto, com'è stata la tua esperienza?

_________________
Dott.ssa Jessica Borgogni
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Messaggio Da florberry Ven Mag 06, 2022 3:11 pm

Ciao! Come ti raccontai a suo tempo, noi ci siamo rivolti al centro di medicina della riproduzione una volta capito noi (e già qui..) che c'era qualcosa che non andava.
Partiamo dall'inizio: non fummo ascoltati molto, effettivamente non era neanche un anno che stavamo provando a concepire, però io conoscendo ormai da tanti anni il mio corpo, il mio ciclo e la mia ovulazione ero certa di ovulare mese per mese, ed ero certa che tutto stesse andando bene. Questo chiaramente mi metteva mille dubbi e angosce in testa e la sola cosa che volevo capire era il perché, le risposte tipiche che ci venivano dette erano “sei giovani/non pensateci e arriverà/ci state provando da troppo poco/fatevi un viaggio ecc..”
Così dopo vari consulti (soffro di una iperprolattinemia che poi si è scoperta non essere proprio iperprolattinemia, insomma nulla di che) un ginecologo trovato tramite internet ci disse di rivolgerci al centro di medicina della riproduzione del Evangelico di Genova.
Siamo stati accolti da una ginecologa che ci diede subito tutte le varie analisi da fare, così iniziammo con i vari appuntamenti con tempistiche assurde, ma comunque tempo niente capimmo qual era il problema purtroppo, mio marito soffre di azoospermia. Sembrerebbe a causa di un intervento di ernia inguinale bilaterale, ma purtroppo non potremmo mai avere conferma.
Comunque al successivo incontro chiesto da me per perdite di sangue che non dovevano esserci, la dottoressa, quando le chiesi come avremmo affrontato il tutto, con un'aria molto insufficiente mi disse che l'unico modo per rimanere incinta sarebbe stato con la PMA dicendomi una roba tipo "che cosa si aspettava", ora sono passati anni e non ricordo le parole precise, comunque una bella risposta poco empatica. Oltre al fatto che in quel momento ero sola in quello studio davanti ad una donna assolutamente con tatto zero e che avrebbe dovuto comfortarmi e darmi risposte, sono crollata.
Tornata a casa ho raccontato tutto a mio marito e lui ha subito preso appuntamento con l'andrologo del centro. Il suo dottore senza neanche approfondire o provare a capire che cosa fosse successo o perché si fosse arrivati a questa condizione, gli disse senza mezzi termini di prendere appuntamento per tese/micro tese. Chiaramente anche mio marito sprofondò su quella sedia. Rispose che noi non avremmo mai voluto intraprendere una PMA, che al massimo avremmo voluto, se possibile provare una cura  altrimenti la nostra scelta sarebbe stata altro.
Nessuno dei medici ci ha mai parlato di adozione come alternativa, e nessuno dei medici ci ha mai parlato o proposto di parlare del enorme macigno che ci era appena caduto addosso. Decisamente il fatto di non averci proposto alternative, in primis per aiutare noi come singoli individui, è stata una delle cose che ha fatto più male.
Perciò non ci è mai stato proposto un appoggio psicologico, e assicuro che in quel momento ne avremmo avuto tanto tanto tanto bisogno.
Grazie al cielo noi facciamo parte di una comunità e abbiamo una rete di amici che ci ha sostenuti, capiti e aiutati in tutti i modi possibili. Ad oggi noi stiamo bene anche e soprattutto psicologicamente, siamo una coppia più forte che mai, e siamo alla fine della fase di istruttoria per l'adozione.
Scegliere per l’adozione è stato il nostro piano A, iniziato poi più di 1 anno dopo con consapevolezza e dopo aver affrontato un lungo lavoro personale e di coppia su noi stessi. Ammetto d'essere molto fiera di noi, di tutto il nostro vissuto fino ad ora.
Però se torno indietro mi rendo conto che l'unica cosa di cui avremmo avuto bisogno in quel momento non era la pillola magica della PMA e non erano neanche i moduli per l'adozione, ma ricevere un aiuto psicologico, parlare con qualcuno che ci ascoltasse in maniera imparziale e preparata. Bisogna capire che coppie che affrontano quello che abbiamo affrontato noi si sentono sole, sbagliate, in un vicolo buio. Ci guardiamo intorno e ci sembra che nulla abbia più senso, che la felicità non torni più. Dopo davvero un grande nostro sforzo abbiamo capito ed elaborato che no, non è proprio così (si potrebbe scrivere un libro), ma non è giusto ad oggi rendersi conto di non essere aiutati sul piano psicologico/morale.
Come mi consigliò Jessica a suo tempo feci una segnalazione sul sito della ASL, ora non ricordo neanche bene dove e come, e un anno dopo (o forse anche di più), quando iniziammo il percorso per l’adozione, ne parlai anche con i servizi sociali. La mia speranza è che nessun’altra coppia si trovi sola su quella sedia a sprofondare, spero vivamente sia cambiato qualcosa.


Edit: Aggiungo: scusate ma è un tema che mi sta a cuore e mi fa un po' innervosire su certi aspetti.
Anche se avessimo scelto per PMA comunque avrebbero dovuto sin da subito informarci sui risvolti negativi che la PMA porta con se. Ai vari incontri fatti per l'adozione, da quello proposto dalla regione a quello del gruppo che noi abbiamo deciso di seguire per la vita con Famiglie per l'accoglienza, arrivano coppie su coppie distrutte da anni di tentativi e dolori mai elaborati.
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Messaggio Da Jessica Sab Mag 07, 2022 3:42 pm

florberry ha scritto:
Perciò non ci è mai stato proposto un appoggio psicologico, e assicuro che in quel momento ne avremmo avuto tanto tanto tanto bisogno.
Grazie al cielo noi facciamo parte di una comunità e abbiamo una rete di amici che ci ha sostenuti, capiti e aiutati in tutti i modi possibili. Ad oggi noi stiamo bene anche e soprattutto psicologicamente, siamo una coppia più forte che mai, e siamo alla fine della fase di istruttoria per l'adozione.
Scegliere per l’adozione è stato il nostro piano A,  iniziato poi più di 1 anno dopo con consapevolezza e dopo aver affrontato un lungo lavoro personale e di coppia su noi stessi. Ammetto d'essere molto fiera di noi, di tutto il nostro vissuto fino ad ora.

florberry ha scritto:Però se torno indietro mi rendo conto che l'unica cosa di cui avremmo avuto bisogno in quel momento non era la pillola magica della PMA e non erano neanche i moduli per l'adozione, ma ricevere un aiuto psicologico, parlare con qualcuno che ci ascoltasse in maniera imparziale e preparata.

Sacrosante parole!! I love you
Grazie della tua testimonianza, hai centrato in pieno un punto importantissimo: quello che fa stare meglio le coppie non è affrettarsi a piazzargli un bambino in braccio a tutti i costi (sapevate che il "bambino in braccio" è proprio il nome della metrica con cui si valuta in numeri il successo dei centri di PMA? Io lo chiamo la cultura del Cicciobello), è ricevere accompagnamento che sostenga la loro capacità di riformulare la loro vita, nei loro termini.

Gli aspiranti genitori non sono bambini di 5 anni a cui a tutti i costi occorre dare la caramella per farli contenti; eppure questo è esattamente la mentalità che si incoraggia molto spesso nel contesto della PMA. Naturalmente dietro c'è il fatto che i centri hanno il proprio obiettivo di procurarsi lavoro e continuare a procurarne.

Ma mentre la PMA deve restare l'ottima risorsa che in ALCUNI casi è (lungi da "tutti" e perfino da "molti"), troppo spesso diventa una trappola multi-livello per gli aspiranti genitori.

La medicina si scorda sempre (a sua propria convenienza?) che con le sue prassi genera cultura. Ed è poi la cultura che consolida ed alimenta tali prassi. Ma se le prassi favoriscono l'operatività della medicina, ma non al contempo la salute integrale delle persone, allora quella cultura sta prendendo una piega storta.

Vedo anche troppi colleghi Psicologi che lavorano in questa area, interamente conniventi a questo spirito.
Fanno proseliti naturalmente perché offrono un "muro del pianto" che incoraggia le tendenze narcisistiche di genitori "disposti a tutto", che non devono "mollare mai". La PMA diventa la grande panacea di qualsiasi difficoltà di procreazione, poco importa se questa deriva da un problema medico da curare, da uno stile di vita da correggere, da motivazioni psicologiche da elaborare.

Tutto finisce nella catena di montaggio.

Sono contenta Florberry che tu abbia fatto la segnalazione alla ASL Il ruolo dello Psicologo nella PMA 13860 può sembrare una piccola cosa, ma difendere il proprio diritto all'assistenza - e ad un'assistenza degna - non deve essere sottovalutato, in quanto ha un effetto terapeutico in sé e per sé!

Voi avete trovato una grande forza di rimettere insieme i pezzi del vostro cammino e siete stati anche fortunati ad avere lo stesso il supporto necessario, fuori dal contesto ospedaliero. Molte coppie purtroppo non hanno la stessa fortuna ed è facile che vengano lasciati sostanzialmente abbandonati a se stessi Neutral

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