Quando dire "no"

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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da dipkick il Lun Apr 04, 2011 1:08 am

Anche il mio nipotino, che ha qualche settimana piu' di Chiaretta di Sea (quindi 9 mesi emmezzo) e' entrato in fase capricci Shocked . Non so se sto dicendo una cavolata, ma ha imparato a strillare in un modo che a me (via skype cyclops ) pare proprio di stizza . Puo' essere?

poi volevo chiedere: a quell'eta' dite che capiscono gia', o cmq assimilano i NO! . Cioe', se fa qualcosa che assolutamente non deve fare, tipo giocare con le prese della corrente , e' utile dirgli un NO bello deciso o gli entrerebbe da una parte e uscirebbe dall'altra?
Grazie
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da sea il Mer Apr 06, 2011 12:52 pm

Non so DK, quando a Chiara dico un No deciso lei ride ...oppure a volte, se tocca qualcosa che non deve e le faccio capire che sono contrariata lei fa finta di non sentirmi, e continua
Io in questo momento non mi impongo più di tanto perchè penso sia troppo piccolina, e credo che lei tante cose le faccia più che altro spinta dalla curiosità, io per ora mi limito semplice,ente a controllare che non si faccia male e che non si metta qualcosa di pericoloso in bocca....poi magari sto sbagliando, non so
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da nike il Mer Apr 06, 2011 12:59 pm

Se è curiosità come dici, Sea, e vale anche il tuo nipotino, l'ideale è distoglierli, proprio spostarli fisicamente e fargli fare altro. So che è faticoso, ma a quell'età è la cosa più sensata. Il no lo percepiscono come rivolto a loro più che riuscire a capire qual è la cosa che non devono fare. E la cosa più pratica è rimuovere ogni pericolo, tipo coprire le prese.
Sui capricci si, ci sta. In questa fase bisognerebbe avere delle regole molto chiare, nelle quali i bambini si possano muovere, cercando di evitare motivi di frustrazione, tipo i capricci al supermercato sono dovuti dal fatto che per i bambini è faticoso, troppi stimoli, troppo caos, quindi sai che gli stai chiedendo troppo e cerchi di limitare il più possibile.
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Panicqueen il Mer Apr 06, 2011 1:38 pm

dipkick ha scritto:poi volevo chiedere: a quell'eta' dite che capiscono gia', o cmq assimilano i NO! . Cioe', se fa qualcosa che assolutamente non deve fare, tipo giocare con le prese della corrente , e' utile dirgli un NO bello deciso o gli entrerebbe da una parte e uscirebbe dall'altra?
Fino ai 2 anni, quando si sviluppa la capacità simbolica, non sono capaci di riconoscere un'azione "sbagliata" in quanto tale, perché il concetto di "giusto/sbagliato" si acquisisce solo quando si sviluppa il senso del sé e quindi la capacità di provare emozioni di vergogna e colpa.
Però bambini di tutte le età sono sensibili al tono delle emozioni del genitore e dato che lo seguono come guida alla comprensione delle emozioni, possono reagire anch'essi con spavento, se vedono il genitore spaventato. Tuttavia, difficilmente il genitore riesce a veicolare reale spavento e se anche lo facesse, per il bambino piccolo è molto più traumatico subìre una brusca alterazione dell'umore a cui non riesce in quel momento a dare senso (perché intellittavamente ancora è troppo immaturo). Come dice Nike, la cosa migliore è rimuoverli dalla situazione, magari anche accompagnando comunque da un commento verbale,dato che nel tempo svilupperanno comunque una sempre migliore comprensione del significato

C'è un filone di pensiero che ritiene che il NO! decisissimo vada usato con grande parsimonia, perché se abusato, il bambino impara che non significa nulla, e se anche in un primo momento si riesce ad attirarne l'attenzione, disimpara presto a dargli ascolto, perché ad esso non segue una conseguenza particolare. Invece non usando il NO! per le situazioni quotidiane non pericolose, si garantisce meglio che sia ascoltato quando invece c'è un reale pericolo, perché allora per il bimbo quella reazione del genitore è inusuale e quindi gli presta attenzione. I genitori che abusano del no, che sovrareagiscono in modo concitato per ogni infrazione piccola o grande, hanno spesso figli "disubbidienti", ma in realtà è un sottostante problema di comunicazione.

Per quel che vale, io ho applicato questo principio con il cane di casa, e a me dà retta, e ai miei genitori, che lo "sgridano sempre", no tongue c'è anche il discorso, da non sottovalutare, della relazione: in futuro, per poter usare i genitori come guida per tutti gli apprendimenti, i bambini devono poter essere inseriti in un contesto di fiducia amorevole. Se il contesto diadico è teso, perché il genitore sgrida sempre, la disubbidienza diventa frutto non solo di un errore comunicativo, ma anche di un clima emotivo negativo di sfiducia.

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Quando dire "no"

Messaggio Da Camilla il Mer Apr 06, 2011 2:08 pm

In questo senso sto iniziando a chiedermi quando iniziare a far capire a Bea che certe cose non si fanno. Anche lei, come Chiara di Sea, ride se uso un no deciso. Ho provato anche a pestarle la manina (un piccolo colpetto con la mia mano ovviamente) ma anche questo la fa ridere.
Quello che vorrei davvero insegnarle al più presto è a non tirare i capelli! I miei sono lunghi e ricci e riesce sempre ad afferrarli e strapparmene ciuffi, anche se sono legati L'unico modo perchè non possa farlo è non prenderla in braccio, ma non voglio certo rinunciarci!! Come posso fare confused
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da nike il Mer Apr 06, 2011 3:23 pm

Diciamo che se ride il no non è tanto deciso, perchè quando lo è davvero è più facile che piangano. Forse tu ti senti un po' in colpa, e non riesci ad essere troppo decisa. Per me, fermo restando quanto sopra, vale una regola: non devi fare male a te, a me, a nessuno, anche se sei un bebè, quindi io credo che questa debba essere la tua intenzione! Le togli la mano e la rimetti giù, e continui a rimetterla giù ogni volta che ti fa male, non con l'intento di punirla, ma con quello di preservarti! Cercare di non sgridarli quando ancora non possono capire non deve però arrivare a farti far male, e, diciamolo, quando si aggrappano ai capelli, o agli orecchini, fa davvero un male cane!
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Miwako il Mer Apr 06, 2011 3:55 pm

Ragazze so che probabilmente direte che sono matta e insensibile ma io ho notato che un bimbo piccolo non si scosta molto lontano da un cucciolo di cane.... AAASSSSPEEE... fatemi continuare!
Dico così perché ho prima cresciuto un cane e poi i miei nipoti e ho notato che se il NO era accompagnato da un'alternativa la cosa funzionava benissimo.
Es: il cane che morde il calzino... NO! però aspetta che ti do il tuo giochino.
Es: il bambino che vuole fare una cosa che non va fatta... NO! ma aspetta che ti do qualcos'altro di buono da fare.

Se non si adotta questa tecnica e si usa solo il NO il cane tenderà a riprendere il calzino e il bambino a fare quello che gli pare.

Faccio esperimenti sui cani e sui bambini... ok... lo ammetto.
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da sea il Mer Apr 06, 2011 7:41 pm

Interessante questo confronto. In effetti in questo periodo ammetto che a volte non so proprio come comportarmi davanti ad alcune situazioni...Chiara, come tutti i bambini, sembra essere attirata solo dalle situazioni più pericolose. Pensate che l'altro giorno si è tirata addosso una sedia, solo per un secondo che l'ho persa d'occhio. Però adesso è davvero un tutt'uno, e a volte è difficile non farsi uscire un NO! dalla bocca. Però capisco anche che la sua voglia di scoprire il mondo e la possibilità che si faccia male anche seriamente, a me mette molta ansia, per cui tante volte quel NO! lo dico nella speranza che capisca solo la mia preoccupazione, però mi rendo conto che è impossibile che lei faccia questa associazione, per cui devo proprio impormi di mantenere la calma e semplicemente di vigilare...insomma, non è per niente facile, in più anche in questo i parenti vogliono sempre mettere bocca...alcuni consigliando anche punizioni corporali, per me in questo momento assolutamente inconcepibile
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da bluce il Mer Apr 06, 2011 8:49 pm

Sto leggendo in questi giorni il libro "il concetto del continuum" di Jean Liedloff e ci sono alcune riflessioni che possono interessarvi. L'autrice ha vissuto alcuni anni a contatto con una tribù di indios venezuelani, mettendo in luce gli aspetti positivi della loro società, in particolare legati alla cura dei bambini. In particolare il capitolo che mi ha colpitolo spiegava come i bambini vengono lasciati molto liberi, secondo l'autrice il bambino ha infatti un forte senso di autoconservazione che gli permette di non farsi male (i bambini molto piccoli infatti giocano con coltelli, o vicino a buche profonde, e il tasso degli incidenti è minimo). Questo senso di autoconservazione viene meno nella nostra società quando investiamo i bimbi con le nostre paure o ansie..i bambini avrebbero un innato senso che li porta a fare "quello che i genitori si aspettano da loro", ed ecco che quando una mamma teme che il bimbo si faccia male in un tale modo il bambino sente questa predisposizione ed "esaudisce" le aspettative della madre, magari facendosi male proprio in quel modo. Il libro è molto interessante e porta tutta una serie di esempi a rafforzare questa teoria..
Penso anche che per un bimbo sia importante poter sperimentare i propri limiti, avevo letto un testo una volta dove una mamma italiana si confrontava con una mamma americana: quest'ultima aveva lasciato che sua figlia che non sapeva nuotare si addentrasse nel mare e andasse dove non toccava, per poi intervenire solo quando la bimba ha iniziato ad annaspare. La mamma italiana si diceva molto in ansia, lei avrebbe impedito alla bambina di entrare in acqua, mentre la mamma americana sosteneva che in questo modo la bambina aveva testato i propri limiti, capendo da sola e senza troppi "NO".

forse sto andando offtopic, ma potrebbe essere sea che la tua ansia, del tutto comprensibile, possa essere "captata" da Chiaretta, e che sia proprio la molla che la porta a voler a tutti costi fare quello che le proibisci..
Io da piccola ero esattamente così, non avrei mai pensato di toccare il ferro da stiro, fino a quando qualcuno mi diceva "assolutamente non toccarlo! è caldo!".
Una soluzione potrebbe per esempio essere quella di farle vedere in maniera protetta quali possono essere le conseguenze delle sue azioni (per esempio farle sentire da lontano il caminetto, spiegarle che brucia..)
Penso in sostanza che i divieti categorici a profusione siano molto molto controproducenti.
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da sea il Mer Apr 06, 2011 9:22 pm

bluce ha scritto:bambini avrebbero un innato senso che li porta a fare "quello che i genitori si aspettano da loro", ed ecco che quando una mamma teme che il bimbo si faccia male in un tale modo il bambino sente questa predisposizione ed "esaudisce" le aspettative della madre, magari facendosi male proprio in quel modo.


Shocked Aiutooo, è proprio quello che mi è successo!Erano giorni che pensavo che Chiara avrebbe potuto tirarsi addosso una sedia, ed è prorpio quello che ha fatto, in un nanosecondo ! Comunque Bluce, io non mi riputo eccessivamente ansiosa, nel senso che la bimba la lascio molto libera di esplorare, cerco più che altro di non perderla di vista, nei limiti del possibile. Il fatto è che quando ti vedi un topo che ti gira per casa, tutto ti sembra pericoloso e in grado di nuocerle, perchè tutto sembra grande e pesante confronto a lei.In più i bambini sono attirati come delle calamite dalle cose più pericolose, o più sporche. Ad esempio, lei ha una fissa assurda per le ciabatte, la ritroviamo che se le ciuccia, a me sinceramente fa schifo ( e ti assicuro che non sono la maniaca dell'igiene) e lì, di riflesso qualche bel NO! ci scappa. Purtroppo penso che un pò d'ansia, nel periodo gattonamento-primi passi, sia fisiologica
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Leila il Mer Apr 06, 2011 9:24 pm

Bluce, in questo periodo siamo in sintonia...
Il CC è il mio libro must..io lo trovo di una forza dirompente...Ho avuto la fortuna di avere una bimba con la quale ho cercato in ogni modo di essere mamma-continuum...è stata dura, lo è ancora...anche con il secondo bimbo ci sto lavorando, ma Alessandro mi mette a dura prova e non nè facile...anche se vedo che dare loro fiducia aiuta tantissimo.

Con Rachele ho sempre usato tutte le cose che usavamo noi...dai bicchieri, alle forchette ai coltelli...non ho mai coperto le prese, messo i cancelletti sulle scale, nascosto i coltelli ...ho cercato di evitare i "attenta che cadi", o il fermati non correre"...ho sempre però cercato di dare l'esempio giusto e di essere sempre presente e vicina a lei..conditio sine qua non è che il bimbo sia tenuto in braccio moltissimo (io usavo la fascia e la piccola fino ai 10 mesi ci stava quasi tutto i giorno) e quindi anche allattato...insomma, che il bimbo viva in simbiosi con la madre, la quale continui a vivere la sua vita ma ora in DUE, con una piccola appendice che fa tutto e vede tutto quello che fa la mamma in tempo reale..

di sicuro i bimbi portati tanto piangono pochissimo, hanno ottime competenze manuali, stanno benissimo in società e non si stancano, fanno pochi "capricci"...con Alessandro è stato un pò diverso, ma con lui non ho fatto le stesse cose che ho fatto con la sorella, causa lavoro e causa problemi familiari.
per essere mamma.continuum,, purtroppo, ci vuole molto tempo da dedicare al bimbo, praticamente non staccarsene mai...ed in questa società in cui noi mamme siamo spesso sole ed in cui bisogna anche lavorare è davvero difficile
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Pantofolina il Gio Apr 07, 2011 7:01 am

simone ha iniziato da poco a capire il mio No....
e infatti inzia ad ascoltarmi di piu e a volte fa proprio la faccia dell'offeso..
Quando era piu piccolino intorno i 9/10 mesi ci provavo ma me la rideva in faccia a crepa pelle.. infatti la prima parola che ha imparato oltre mamma e' stata NO.... pensa quante volte posso averlo detto ma non ho mai usato il corpiprese... cancelletti perle scale... o i gancetti per chiudere gli sportelli o altro.. Sono sempre stata dietro a lui...cercando di fargli capire cosa giuste e sbagliate..., a volte provavo a distrarlo con altro e spostarlo da quello che in quel momento per lui era una cosa attrattiva..
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da dipkick il Gio Apr 07, 2011 7:23 am

uh, non mi ero accorta che la mia domanda era diventata un topic Super interessante, grazie! Allora aveva ragione mio fratello, poverino, che lo aveva semplicemente portato via dalla presa (liberata giusto per mettere il cavo del computer , visto che eravamo su skype )
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Miwako il Gio Apr 07, 2011 11:32 am

Bhe senza andare in Venezuela basta guardare i bambini tedeschi.
Noi siamo andati a fare rievocazione in Germania e c'erano bimbi anche molto piccoli che gironzolavano tra di noi... nel campo abbiamo oggetti potenzialmente pericolosi (armi, fuoco, oggetti pesanti) però mai nessuno di loro si è mai messo nelle condizioni di farsi del male e anzi, se volevano toccare chiedevano sempre prima o si portavano dietro i genitori. In Italia questo non avviene e, anzi, spesso sono proprio i genitori che si mettono in pericolo!
Ho notato che in Germania i bambini sono molto più liberi ma anche molto più calmi, e lo sono anche i genitori. Ho notato che se ci sono delle controversie tra bimbi riescono a gestirsele tra di loro e interviene un adulto solo nel caso in cui davvero succede un incidente. Comunque non ho mai visto le scenate che si vedono in Italia. Culture diverse.
Io credo molto nel "sbagliare-imparare" ovvio, nel limite di non farsi seriamente male. Ricordo una volta che mio nipote voleva giocare con l'acqua in pieno febbraio, ai giardini. Io ovviamente gli ho detto che avrebbe avuto freddo e che si sarebbe bagnato... lui ha insistito e l'ho lasciato fare... dopo un po' torna tutto bagnato e infreddolito e mi fa "zia, mi sono bagnato" e io "bhe, non lo sai che l'acqua bagna?"... e lui prende e se ne va tutto imbronciato... tornando poi per dirmi "avevi ragione, non si tocca l'acqua quando fa freddo" ...VITTORIA!!!
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Sharon il Ven Mag 18, 2012 12:52 pm

mi auto quoto
Sharon ha scritto:Ragazze, provo a chiedervi un consiglio, io ho un nipotino di quasi 9 mesi… è un bimbo dolcissimo e molto affettuoso…ecco troppo affettuoso!
Nel senso che essendo ancora piccolino, il suo modo per dimostrarci affetto è farci male Suspect , nel senso che a casa tutti portiamo i “segni di guerra”, dei bei graffi in genere vicino al naso!!!
Ecco con me ora ha deciso che per dimostrarmi il suo affetto mi prende per i capelli e intanto mi da i baci!!! Vi assicuro che fa malissimo, però come fargli capire che non si fa così?

Abbiamo provato a sgridarlo ma non funziona ci guarda come per dire “ma che state dicendo?!” e poi mentre gli fai no con il dito lui cerca di prendere il dito! È uno spasso se non fosse per i miei capelli!!!

Ecco io lo so che la sua è una dimostrazione d'affetto, ho capito anche che il no sia verbale che "gesticolato" non lo capisce (però quando cerca di acchiappare il dito mi fa morire ) però ecco mi piacerebbe fargli capire che non è un gioco... quindi secondo voi è troppo piccolo e dobbiamo solo "schivare" i suoi attacchi?
Il fatto è che mi dispiace perchè sembra quasi che non vuoi farti abbracciare No
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da mammamike il Ven Mag 18, 2012 12:55 pm

Io credo che per un rimprovero sia troppo piccolo, però trovo giusto dire "no, così non si fa" ma col tuo tono di voce abituale, senza imposizione insomma. E nello stesso momento spostargli la manina e distrarlo a fare altro..
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Re: Quando dire "no"

Messaggio Da Sharon il Ven Mag 18, 2012 1:16 pm

Provo e vediamo un po' come va... è che è un bambino tanto affettuoso...l'altro giorno sono entrata a casa e lui era nel girello e mi è corso incontro per abbracciarmi e poi mi ha acchiappata per i capelli Twisted Evil

Lui capisce il rimprovero solo se proviene da mio padre, lui è innamorato del nonno e se lo sgrida e poi si allontana, lui continua a guardarlo fin quando non gli si avvicina per una coccola però ecco lo fa solo con il nonno degli altri se ne frega!
L'altra volta mentre era in braccio a mio padre l'ha graffiato sul viso ed è stato sgridato, poi continuava a fargli "caro caro" e a guardarlo per vedere se lo sgridava ancora!
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