I "terrible two"

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I "terrible two"

Messaggio Da fatina il Ven Feb 13, 2015 10:56 pm

Non ho trovato un topic sull'argomento, così ne apro uno.
Prima di avere un figlio ignoravo l'esistenza della dicitura e ignoravo pure le problematiche relative ai due anni, ma adesso che ci siamo mi piacerebbe confrontarmi con altre mamme che ci sono già passate per chiedere consigli e condividere esperienze.
Come ho già scritto anche altrove Samu ancora non parla, forse si sta un po' sbloccando proprio in questi giorni (dice pappa!), però è un bambino molto sveglio e pieno di spirito di iniziativa. Ultimamente mi sta dando un po' di filo da torcere, soprattutto quando siamo in giro e io inizio a fare un po' fatica a gestirlo fuori casa.
Io non ho la macchina, quindi da sempre siamo abituati a muoverci a piedi, in bus e in bici; quando era più piccolo abbiamo usato tanto il baby carrier, ma da quando ho avuto una brutta tendinite ad una spalla e samu ha raggiunto i quasi 13 kg l'ho messo da parte, anche perchè pensare di portarlo lì dentro per ore e di passeggiare con lui sulla schiena, la spesa e tutto il resto mi sembrava davvero improponibile. Da quando siamo tornati dalle vacanze comunque lui ha iniziato a camminare tanto anche in giro, quindi spesso usciamo con il passeggino e lo zainetto con la coda; lui cammina e quando si stanca gli dò un passaggio. Da qualche settimana però si è rotto l'idillio lui si butta per terra e ride, si pianta lì e non si schioda oppure piange disperatamente per non si sa bene quale motivo, la gente poi ovviamente non è capace di tenere la bocca chiusa e io mi sono già trovata un paio di volte in situazioni piuttosto imbarazzanti. Come fare a fargli capire che il suo comportamento non è "giusto"? Qual è il momento giusto, a livello di età, per insegnare ad un bambino che non ci si butta per terra etc etc?
A casa le cose vanno meglio per modo di dire, nel senso che da qualche mese vede solo mio marito, io sono semplicemente un diversivo, quando c'è lui in casa io potrei sparire e la cosa non lo disturberebbe, anzi, quando sono insieme a giocare samu mi saluta come per dire "vai pure che qui ci pensiamo noi"
Insomma... sono un po' abbattuta No
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da daneb il Sab Feb 14, 2015 12:26 pm

abbi solo oazienza e fermezza.....vedrai che superati i due anni e mezzo inizia la discesa.
ci siamo dentro anche noi con Emiliano.
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da dipkick il Lun Feb 16, 2015 7:01 am

Ora purtroppo non ho molto tempo per scrivere, ma anche per noi i "terrible two" sono magicamente iniziati allo scoccare dei 2 anni!! Shocked Complice periodo di malattia+vacanza (che ovviamente per i bambini vanno sempre insieme Twisted Evil ).
In qualche modo mi sembra di stare riuscendo a trovare la via giusta per 'prenderlo', appena ho tempo spieghero' meglio. Tanta pazienza e tanta tanta negoziazione, Fatina!!
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da luisav il Lun Feb 16, 2015 8:55 pm

Io con Rebecca ho iniziato ben prima dei 2 anni...già intorno ai 16 mesi sono iniziati capricci e altro, lo stesso ora con Francesco, anzi lui tra pianti e scenate di pianto per terra promette molto bene 
Quello che dicono le altre è vero, tanta tanta pazienza e fermezza, sulla negoziazione ho qualche dubbio Dip. Fino ai 3 anni è più semplice per loro accettare dei limiti, non sanno cosa significa negoziare (nel senso che non comprendono fino in fondo, anzi loro vedono che tu a un certo punto cedi e loro ottengono). E' un momento di grande cambiamento per loro, perché si comincia a formare la loro personalità distaccata dalla nostra e vogliono fortemente affermarsi "in società".
Oltre alla pazienza si possono osservare molto i loro comportamenti, cosa crea loro maggior disagio e scatena il "capriccio". C'è chi lo manifesta in modo più pacato chi strilla a più non posso. Per esempio io so che se non preparo la cena entro le 18.45 dovrò essere pronta ad affrontare parecchi pianti e scenate e sarà molto più difficile concludere i pasti in tranquillità. 
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da dipkick il Mar Feb 17, 2015 2:37 am

Dalla mia esperienza, invece, mi pare che la negoziazione funzioni bene. E non lo intendo come dargliela vinta o cose del genere, ma semplicemente 1) come strategia di sopravvivenza per me 2) come modo di arrivare a un risultato per cui siamo tutti e due contenti.
Ne ho discusso recentemente anche con F. perche' lui invece era piu' tipo da risposte secche tipo'no' o 'dopo' o 'domani', e questo scatenava scenate allucinanti. Con negozioazione intendo trovare un compromesso, o puntare sul 'do ut des' o cose del genere. Ovvio non su tutto, le cose pericolose per esempio ovviamente non sono negozioabioli ma gli si spiega perche'. Il rischio e' che poi loro tendano a negoziare all'infinito per vedeer fino a quando possono permetterselo, e allora se cio' succede sta a noi porre fine ai negoziati . Quindi per me i due principi salvavita sono:
-comprensione (capire perche' si sta impuntando e quale sia il vero problema)
-pick your battles! (scegli le tue battaglie) cioe' essere fermi sulle cose che si ritengono veramente importanti e lasciar un po' correre sul resto
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da fatina il Ven Ott 09, 2015 1:00 pm

Torno qua a scrivere perchè la situazione è in continua evoluzione: da diversi mesi ormai samu è diventato piuttosto aggressivo, lancia i giochi, spinge tutti quelli che incontra sulla sua strada e gli rivolgono la parola, fosse anche la vecchietta che dice "che bel bambino", e anche al giardinetto le cose non vanno meglio. Il fondo direi che l'abbiamo toccato oggi: sono andata a prenderlo all'asilo e la maestra mi ha detto che sbattuto un gioco in testa ad un bambino ripetutamente, loro l'hanno sgridato e lui ha iniziato a piangere, calciando e facendo la scena madre. Ora, io lo so che lui fa così, lo fa anche a casa... però vorrei capire come posso fare per aiutarlo a gestire la rabbia, a fargli capire che se uno vuole stare da solo e vuole essere lasciato in pace non deve per forza alzare le mani e spingere la gente, che non si fa male agli altri bimbi, ... etc etc
So che è ancora piccolo per capire queste cose, ma ho paura che crescendo peggiori :-( in casa regna una situazione di assoluta calma e tranquillità e non capisco proprio dove abbia "imparato" a comportarsi così, anche perchè lui passa la maggior parte del tempo con me. Sono un po' abbattuta... mi chiedevo anche se avete un libro da consigliarmi da leggere con lui, ama leggere e insieme leggiamo anche storie piuttosto lunghe, magari attraverso una storia riusciamo a confrontarci su questa cosa.
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Panicqueen il Ven Ott 09, 2015 1:19 pm

Dal mio parere la cosa va affrontata (in casa e a scuola) con un approccio un pochino più analitico. Perché è vero, in parte, che "è l'età", "gli passerà crescendo", "fanno tutti così". Ma è anche vero che si può capire di più su questi episodi e quindi secondo me si deve. Da un lato, e non va sottovalutato, le maestre sono tenute giustamente a segnalare se ci sono problemi, rischiando però anche di sopravvalutarli (es. il problema è effettivamente transitorio, benigno, "normale" per la sua età, ma viene trasmesso con senso di urgenza/gravità) Dall'altro, tu stessa noti un crescendo di queste situazioni anche a casa, identificando che forse c'è margine di poter dare supporto.

Parto però dal commento della maestra, perché evidenzia solo il comportamento indesiderato del bambino: ha picchiato un compagno. Ma questo non basta: nel contesto, perché? dove? quando? dopo quale catena di eventi? poi cosa è successo?
Alla sua età (2-3 anni) c'è un confine particolarmente sottile tra "aggressività" in senso di sfogo della "frustrazione" e "aggressività" come anche semplice "attivazione psicofisica". Da notare che ancora manca completamente la nozione di "aggressività" come "specifica azione intesa a ledere l'altro", perché manca ancora la comprensione cognitiva degli stati mentali altrui (che vada oltre il semplice contagio emotivo). Quando tira il gioco in testa all'amichetto, può essere frustrazione per non aver ottenuto qualcosa che voleva, certo, ma potrebbe anche essere solo il suo "modo di giocare" in questa fase (come quando lancia i giochi a casa, magari da solo). La vecchietta invece è più probabile che faccia qualcosa che lo infastidisce

Pensando soprattutto al contesto scuola, poi, sgridare un bambino di 2-3 anni per un comportamento che non è ancora interamente sotto il suo controllo tende ad essere controproducente, perché tipicamente alimenta l'aggressività, nel famoso circolo vizioso. E' più indicato per i più piccoli (fino all'età delle elementari, circa), usare toni neutri e calmanti per risolvere questi episodi, allontanando/isolando magari il bambino per aiutarlo a calmarsi. E' ovvio che se l'adulto rimprovera sempre bruscamente o alza addirittura il tono della voce, non può cambiare il suo stato d'animo "agitato", ma solo peggiorarlo.

In casa, dove c'è la presenza di adulto significativi di riferimento (mamma e papà, nonni, ecc.), si possono certo prendere maggiormente le redini della situazione. E' perfetta l'idea della letture di storie, in questa età tipicamente le apprezzano molto, perché li sostiene nello sviluppo della capacità di simbolizzare (cioè di immaginare mentalmente la realtà), che si sviluppa proprio intorno ai 2 anni ed è precursore di tante altre capacità che poi servono anche nelle funzioni sociali ed emotive. Si possono per esempio scegliere storie con temi ad hoc, dove possa immedesimarsi con i personaggi nei contesti e nelle situazioni in cui lui stesso fa più difficoltà. Però per questo è opportuno identificare meglio quali sono

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Re: I "terrible two"

Messaggio Da fatina il Ven Ott 09, 2015 1:55 pm

Grazie PQ, in realtà non ho spiegato bene nel dettaglio la cosa: samu è un grande amante della musica e degli strumenti in generale e mi pare che da quando ha ricevuto in dono (dai miei suoceri) la batteria la situazione sia un po' degenerata... nel senso che con ste bacchette sbatte su qualsiasi cosa e, a quanto mi ha detto la maestra, oggi deve aver fatto lo stesso all'asilo, usando come batteria la testa di un bimbo. Mi immagino la scena perchè lo fa anche a casa. Effettivamente mi ha detto che l'hanno preso da parte in una situazione più tranquilla e lui poi si è calmato ed è tornato a giocare serenamente con gli altri...
Vediamo come procede nei prossimi giorni, in fondo all'asilo è alle prime esperienze: il baby parking che frequentava purtroppo ha chiuso e frequenta questo micronido da sole 2 settimane.
Se invece altre mamme sanno consigliarmi qualche libro da leggere con lui sono tutta orecchie :-)
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da nike il Ven Ott 09, 2015 2:46 pm

Io quando è stata regalata la batteria a mio figlio in quell'età l'ho eliminata in breve tempo! Per me era troppo, anche come tipo di energia che muove uno strumento così. Non lo trovo adatto, e credo che sia davvero plausibile che sia troppo per lui. Uno xilofono?
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da mononoke il Ven Ott 09, 2015 3:35 pm

Cerco di capire meglio così forse ti posso consigliare: che terreno comune cerchi in un libro per confrontarvi?
La mia idea è che la narrazione sia un momento simbolico di un'importanza incommensurabile, e sono assolutamente contraria ai "libri medicina", ovvero pensati appositamente per eliminare un determinato comportamento.
Cercherei più qualcosa che faccia parlare i suoi sentimenti magari, per questo ti chiedo: pensi siano di paura? frustrazione? smarrimento?
O vorresti qualcosa che gli faccia capire il tuo disagio e quello altrui? Questo però non è detto che sia in grado di accoglierlo. Secondo me, se non ha un problema specifico, e questo ovviamente da qui non lo posso sapere, ha semplicemente bisogno che gli adulti gli facciano da filtro.

Storie piuttosto lunghe e complesse quanto? Mi fai un esempio? Ti ascolta o leggete illustrati guardandoli insieme?

Un altro bel modo per usare il potere del racconto è mimare con pupazzi quello che è successo, lasciando a lui il potere di completare la storia. Tipo quando il pupazzo che fa la sua parte si inalbera, lui può spiegare perché, mentre a richiesta diretta non ce la può fare.

Poi lavorerei sul tuo abbattimento, che è legittimo, ma magari non lo aiuta, e comunque non aiuta te. Se hai voglia potresti leggere qualcosa su questi temi che ti dia risorse in più, non so.
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da fatina il Ven Ott 09, 2015 4:12 pm

@nike: probabilmente hai ragione, abbiamo anche lo xilofono e svariate chitarre, armoniche, sonagli, maracas, diciamo che la musica gli piace molto... questi sono i suoi giochi preferiti e quelli con cui trascorre buona parte del suo tempo. La batteria fortunatamente l'ha ormai distrutta, quando butteremo anche l'ultimo pezzo non credo verrà rimpiazzata, o comunque non nell'immediato.

@mononoke: sulla sua comprensione delle storie io uso come metro di paragone mio nipote e una sua amichetta che hanno più o meno la stessa età, ma vedo che non stanno così tanto concentrati su una stessa storia come lui. Leggiamo spesso le storie della pimpa (quelle della collana con pimpa e la stella lulù, pimpa e il fungo sognatore, pimpa e la mela volante, pimpa e le due lune, ...), ormai le sa a memoria e continua a chiederle! Ultimamente poi abbiamo letto tantissimo prosciutto e uova verdi del Dr Seuss (ama le cose scritte in rima, e anche di questo ormai conosce a memoria alcuni passi), la città dei lupi blu, alcuni libri di filastrocche, ... li leggiamo insieme nel senso che io leggo e magari lui sfoglia e commenta le figure, osserva i dettagli e poi vedo che nel corso della giornata tira fuori somiglianze tra quello che abbiamo letto insieme e quello che succede o che vede. Ecco perchè pensavo a delle storie da leggere, perchè vedo che poi spesso riporta alle situazioni che vive le cose che leggiamo e magari la cosa può aiutarlo ad elaborare le sue emozioni. L'impressione che ho io è che usi molto la fisicità per gestire la sua rabbia quando qualcosa non va come vorrebbe e anche per esprimere concetti tipo "voglio stare solo, non voglio che mi disturbi, adesso voglio parlare/fare io".
Magari sto dicendo delle fesserie eh, nel caso accetto volentieri consigli: in fondo nessuna di noi nasce mamma e penso che l'esperienza di chi ci è già passata possa essere sicuramente utile. Quindi se hai qualcosa da consigliare anche a me leggerò di buon grado :-) è vero che il mio abbattimento non aiuta assolutamente tutta questa situazione, me ne rendo conto anche io  
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da mononoke il Ven Ott 09, 2015 6:03 pm

Ho in mente alcuni titoli, ma ho paura di andare ot, te li scrivo nel topic dei libri
Sì sì elaborare emozioni con le storie è fondamentale, e lo facciamo anche noi tutti i giorni, infatti siamo qui a scrivere

Prova a dare un'occhiata a Le emozioni dei bambini della Filliozat, lo trovo utile per questa fase.

Una volta avevo letto una frase della Sagone, psicologa, che diceva che i TT lo sono per i bambini che si trovano a fare i conti con il mondo in modo sempre meno mediato e a fare i conti con le proprie capacità in crescita, ma anche per i genitori, che dal cucciolino inerme si ritrovano ad avere in casa un miniadolescente che per giunta si esprime male.
Quindi c'è da lavorare tanto anche su sé stessi, oltre che sulla relazione, e anche da comprendersi un po'
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Anyanca il Ven Ott 09, 2015 8:38 pm

Mia figlia frequentava un nido che si avvaleva della consulenza di una pedagogista che una volta al mese era a disposizione dei genitori; anche la mia bimba, come tutti, ha passato i "terrible two", e la pedagogista imputava certi scatti e certe scenate alla difficoltà nella gestione delle emozioni: un bimbo di quell'età non ha gli strumenti per comprendere quello che sente e comportarsi di conseguenza perciò se una cosa lo turba, gli da fastidio, lo contraria o gli provoca frustrazione tende ad esplodere...
La cosa migliore è lasciarlo sfogare, lasciar passare la furia e, una volta calmato, parlargli serenamente sottolineando che comprendiamo il suo disagio, che capiamo che è arrabbiato, ma che la sua non è una reazione corretta, e dargli delle alternative comportamentali come per esempio mettere il muso...
Certo il bambino non è che cambia magicamente atteggiamento,  ma parlargli costantemente,  farlo sentire capito, dargli delle alternative alle sue reazioni alla lunga lo aiuta a marginare quelle scenate...
Io ho sempre cercato di mettere in pratica questi consigli anche se non nascondo di aver a volte perso le staffe, ma alla fine siamo sopravvissuti ai suoi 2 anni (che poi non è che dopo i 2 anni passa tutto, eh )
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Mar Feb 02, 2016 9:27 pm

Ahahah, ragazze, tutto bene! 
Dante non è mai stato un bambino accomodante, nemmeno con se stesso  , e fare qualsiasi cosa è sempre stata una mezza impresa perchè aveva da ridire quasi sempre! Ma in questi giorni si vede proprio che è scattato qualcosa e oltre ad essere tutto nonononononono (anche se un secondo dopo, per qualcosa che vuole, si corregge e dice sì  ) le sue crisi di rabbia sono aumentate notevolmente durante il giorno, sia per intensità che per quantità. Quando si arrabbia se non riesce in quello che sta facendo urla, lancia fortissimo gli oggetti, si butta a terra scalciando. Tutto questo lo faceva già anche prima   ma se prima bastava l'intervento mio o del papà per calmarlo quasi subito, ora ci va decisamente più tempo! E rischia sempre di farsi male da solo. 

Di certo, il fatto che parli abbastanza bene aiuta molto, sia nella comprensione sua di certi limiti (tipo: si può salire in piedi sul tavolo solo se non c'è la tavola apparecchiata), sia nella comprensione di ci che prova lui e di quello che vuole dirci. Vedremo come andrà, per ora mi sembra molto bene. Quando ha queste crisi di rabbia mi intenerisco sempre   come fa a stare un'emozione così potente in corpicino così piccolo? 

Ad ogni modo, questo sviluppo neurologico ci piace. In una settimana ha dormito per ben due notti TUTTA la notte. E che sarà mai un po' di testa dura in più? 
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da ArdathLilith il Ven Dic 02, 2016 5:51 pm

Ciao, mi riaffaccio un po' qui, siamo in una fase... beh, diciamo che l'inverno mi fa schifo e viene fuori tutto il peggio di tutto, la fatica, la noia, l'insofferenza, il freddo, la solitudine... Ma sospetto che Leo sia una fase di "negazione" non so come chiamarla. Tutto è NO, tutto è una battaglia. Non mangia più verdure, nessun tipo se non patate fritte (che mangeremo una volta al mese fuori casa, ma anche meno in inverno a dirla tutta). Non vuole mai andare a letto, non vuole cambiarsi il pannolino, non vuole alzarsi al mattino, picchia con le mani dando schiaffoni e mi tira dei graffi pazzeschi.
A volte è "no" anche quando non sa cosa dobbiamo fare, anche quando gli voglio dare qualcosa di buono o lo vado a prendere al nido e gli dico che dobbiamo fare una commissione, è NO.
Oh, ma che è? Ho capito che ha quasi 3 anni, ma si è come intestardito su tutto.
Vi prego, ditemi che è una fase perché non mi sta molto simpatico
È così... diciamo in fase di intensificazione da agosto in avanti.

EDIT: vuole guardare un quantitativo di cartoni inumano. E urla per sere e sere di seguito se non glieli facciamo vedere (abbiamo provato per una settimana intera, non c'è stato il benché minimo cambiamento, lui piange e urla perché vuole i cartoni da quando torna a casa dal nido a quando va a letto - circa 3 ore). Io sarei per una mezz'oretta al giorno, e non quando ceniamo, ma anche se altre regole riesco a farle rispettare, questa è impossibile. Si fa venire i conati di vomito, picchia tutto e tutti, distrugge ogni cosa. Dovrei chiuderlo in camera da solo ma ho paura si faccia male.
La cosa che mi fa strano è che ha subito un cambiamento, per questo auspico una fase...
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Mar Dic 06, 2016 3:01 pm

Quello che descrivi per la fase del "tutto no" (pure le cose belle che gli piacciono) mi sembra proprio normale, il mio post sopra il tuo dice le stesse cose Ora Dante sembra aver superato quella fase, rimane il lancio di oggetti in caso di frustrazione, ma non è più sistematico come prima.

Più che altro mi verrebbe da soffermarmi invece sui cartoni. Tre ore al giorno sono davvero un bel po', considerato anche il fatto che sono le ore che potete trascorrere in famiglia. Ti butto lì un paio di considerazioni che mi sono venute in mente. Dante vorrebbe guardare molti cartoni soprattutto se è stanco o se si annoia. Potrebbe essere un modo che ha Leo per rilassarsi dopo la giornata al nido? Dici che non c'è stato un cambiamento, ma non è che magari prima trascorrevate tempo all'aria aperta e ora non più a causa della brutta stagione? Hai provato a porre dei limiti chiari per vedere se dopo un po' di tempo Leo si abitua alla nuova routine? (Tipo: puoi guardare i cartoni solo dopo cena. Oppure fino a quando suona un timer o finisce un episodio. Dante per un periodo chiedeva i cartoni come prima cosa al mattino. Allora abbiamo deciso che avrebbe potuto vedere solo max un cartone lungo al giorno e solo nel pomeriggio/sera. C'è voluto un po' ma con lui ha funzionato). Solitamente cosa fate appena arrivate a casa? Hai modo di cambiare la routine per vedere se abbandona l'idea dei cartoni?
Magari poi nel frattempo hai già risolto I love you
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da ArdathLilith il Mer Dic 07, 2016 8:30 am

Guarda, devo dire che sì, in realtà abbiamo cominciato a trovare una strada. C'è da aggiungere che la settimana scorsa, in cui abbiamo raggiunto il picco di teledipendenza, da lunedì a giovedì sia io che il mio compagno siamo stati KO per l'influenza intestinale, quindi quando Leo tornava a casa dal nido non avevamo la forza nemmeno per stare in piedi e la TV è stata un ripiego male necessario.
Quando torniamo a casa alle 17.00 Leo gioca un po' con i suoi giochi in sala da pranzo, a volte si fa un giro per casa, spesso mi chiede i cartoni prima di cena perché secondo me è stanchissimo e non ce la fa a fare altro. Mentre cucino, gli faccio vedere una mezz'oretta di cartoni lì con me in cucina. Dopo cena si gioca col papà, in questo periodo prepariamo i regali fatti a mano per i nonni, o giochiamo con gli adesivi (che adora). A volte vuole di nuovo i cartoni. I problemi sono più nel weekend, ma abbiamo messo un veto secco e dato due "finestre": 1 cartone prima del riposino del pomeriggio, 2-3 cartoni prima di andare a nanna. Può capitare che nel tardo pomeriggio di domenica ci guardiamo un cartone lungo tutti e tre insieme, più impegnativo ma visto che a noi piace "il cinema" ci piace condividere la cosa con Leo (su Netflix ci sono un sacco di Disney storici e altre cose molto belle, oppure Miyazaki che lui adora).
La verità è che la tele è comodissima! Lo piazzi lì e riesci a risposare o a far qualsiasi altra cosa sia necessaria in casa... Noi non guardiamo mai "La TV" intesa come talent, show, o sottofondo generico, perché non ce l'abbiamo nemmeno in zona giorno, ma solo in sala (all'ultimo piano della casa). Lui ovviamente ci chiede il computer, quando siamo giù, perché è un furbetto!
A ogni modo, quello che mi ha preso in contropiede è che fino a poco fa "ci potevo ragionare", non so come dire, mentre ora l'unica strada è un NO secco che causa una crisi isterica, ma che passata la crisi viene interiorizzato e provoca un'evidente evoluzione. Io gli spiego sempre le cose, ma prima lui ascoltava, adesso protesta. Quello che mi ha preso in contropiede è la durezza che lui si aspetta da me - non in quanto modi, ma in quanto posizioni. Ho notato che non serve a NIENTE urlare, basta dire NO e ignorare le sue successive proteste. Un paio di volte gli ho anche detto: "Adesso vai in camera tua e ti calmi." Lui ha salito le scale da solo ed è andato in camera sua urlando (ma ci va da solo). Dopo 5-10 minuti scende, mi abbraccia e mi dice: "Mamma, io adesso mi sono calmato."
Da quando seguiamo questa strada anche lui sembra moooooolto più a suo agio: sa che da questa parte c'è stabilità (in tutti i sensi) e che i suoi "capricci" non la scalfiscono. Ora la fase successiva è parlare di come si sente, perché sta cominciando a modulare in modo palesemente diverso le emozioni! Molto affascinante.
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Mer Dic 07, 2016 7:02 pm

Ah, ecco, bene! Penso che i cartoni (un po' come la rete o la TV) creino dipendenza e quindi per loro diventa difficile capire quando è ora di smettere. Poi vabè, quando si è malati non ci sono molte alternative, se non si ha nessuno che aiuta!

Comunque non è che lui non ascolta la tua spiegazione, la ascolta eccome, solo che è dispiaciuto, rattristato, arrabbiato per non poter avere ciò che desidera e te lo dimostra
Io ad ignorare non riesco. Se ad esempio mio marito lo facesse con me ci resterei davvero male! Tipo, se mi dicesse che non posso avere un altro pezzo di dolce e io mi lamentassi perchè lo desidero tanto, se mi dicesse di andare a calmarmi da un'altra parte mi sentirei uno schifo (Diverso il caso se io sono talmente arrabbiata da aver bisogno di spazio e tempo lontana da tutti per ritrovare la calma) Così quando capita a Dante cerco di stargli vicino, gli dico che capisco che è arrabbiato/triste/frustrato (cerco cioè di rispecchiare quello che lui sta provando, anche per aiutarlo a dare un nome alla sua emozione), che purtroppo non posso accontentarlo e il perchè. Poi gli sto vicino, toccandolo o meno a seconda se lo vedo propenso oppure no, fino a che la crisi non passa, a volte devo proprio prenderlo in braccio perchè rischia di farsi male da solo o di fare male agli altri. Quando si è calmato lo aiuto a trovare un compromesso tra quello che può fare e quello che potrebbe fare. Ormai capita raramente che abbia crisi isteriche e quando capita sono quasi sempre legate a fame o stanchezza. Per noi i terrible two non stati affatto così terrible, forse perchè partivamo già allenati
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da ArdathLilith il Mer Dic 07, 2016 7:11 pm

AHahhA, Zara... Se lo tocchiamo diventa una furia assassina. Leonardo ha come bisogno di "farcela da solo", ma in tutto. Lui sa che ci sono, io non lo mando in camera in castigo, ma il messaggio è: è chiaro che sei arrabbiato e che in questo momento ci odi. Pensaci su e poi torna quando vuoi. Non lo chiudo dentro né lo vado a riprendere io, è lui peraltro che va da solo...
Il resto non funziona, si esaspera e basta, almeno per adesso.
Faccio un po' fatica a fare paragoni tra i comportamenti che teniamo coi bambini e quelli che teniamo con gli adulti, però. Il mio compagno non fa scene isteriche urlando e sbraitando e buttandosi a terra e lanciando oggetti in giro, è chiaro non si può reagire allo stesso modo a un adulto o a un bambino. Io, sinceramente, se uno urla e sbraita e lancia cose, prendo ed esco dalla stanza perché mi dissocio dal quel comportamento. Poi, se si calma e vogliamo parlare del perché è stato così e cosa possiamo fare insieme per evitare che la cosa si ripeta, allora ok.
Io non voglio "punire" la rabbia di Leonardo o le sue espressioni, ma per me è importante che capisca che c'è un limite che non si deve superare. Limite che non preclude l'amore che provo per lui, che è incondizionato...
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Gio Dic 08, 2016 3:07 pm

Diciamo che non sono una grande fan del "pensaci su" con i bambini, perchè per me, quando hanno una crisi, sono già troppo oltre, ormai hanno le loro emozioni fuori controllo. Dante in queste situazioni non riesce a riprendere il controllo da solo, è come sommerso da tutto ciò che prova, fino ad esserne anche spaventato a volte. E rischia di farsi davvero davvero male fisicamente (è anche capitato). Certo che tra adulti e bambini non è la stessa cosa. Infatti non ho detto che io mi sarei messa a fare scenate o che, ma che ci sarei rimasta molto male più per il comportamento di mio marito che per ciò che non potevo avere, il che è ben diverso. Per questo motivo scelgo di adottare un comportamento che spero venga percepito come "empatico": capisco, mi dispiace, se vuoi e hai bisogno sono qui per te (se no va bene lo stesso).

Non mi è chiara una cosa, dici che non vuoi "punire" nè la rabbia nè la sua espressione, ok, ma vorresti comunque che capisse che c'è un limite. Ma un limite alla rabbia o alla sua manifestazione?

Da come dici per Leo sarà diverso che per Dante, ma visto che eravamo in topic ne ho approfittato per dire come ce la siamo cavata noi
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da ArdathLilith il Gio Dic 08, 2016 3:35 pm

Io vorrei che capisse una cosa, che per me è molto importante (ed è stata molto invalidante nella vita): le emozioni sono una cosa potentissima, ti sovrastano a volte, prendono il controllo di te. Ti sommergono. Ma se impari a "usarle a tuo vantaggio", ti aprono un mondo. Sono un punto di forza e non di debolezza. Sono qualcosa tutto nostro, che gli altri non sempre capiscono e che spesso dismettono come "esagerato". Quello che vorrei che lui imparasse è che lui le può accogliere e controllare, anche per conto suo. Quando lui viene a cercare un abbraccio, a piangere, è particolarmente coccoloso o, senza nessuno motivo, mi dice "Mamma, in braccio", io lo accolgo. Non è che gli dico: "Vai e impara a gestire il tuo bisogno di affetto"
Quando però mi rendo conto che ogni intervento esterno esaspera la situazione e che non posso toccarlo, parlargli, interagire nemmeno CON ALTRI perché lui vuole l'attenzione ma non la vuole, ti cerca ma ti odia, io penso che e ho constatato che con lui l'unica cosa che funziona è il "ce la puoi fare da solo, se non vuoi l'aiuto di nessuno". E così è. Andare in camera sua è regalargli 5 minuti in cui si può rendere conto che è lui in controllo, e poi può tornare e ricevere un abbraccio perché ce l'ha fatta. Se non torna, andiamo su noi e gli chiediamo come sta.
Anche io sono empatica, credo, solo che la mia empatia si manifesta anche nell'assenza, nel fare un passo indietro e nel dire: provaci tu, io non sono la soluzione a tutti i mali. Ripeto, poi se lui MI CERCA, io non mi sottraggo, ma quando sembro essere parte del problema, ne prendo atto e gli lascio il suo spazio.
Ti ricordo che mio figlio è quello che a 9 mesi ha pianto UN MESE INTERO perché gli davamo fastidio dormendo con lui in camera nostra e che, messo in cameretta, ha dormito 19-7 del mattino dalla prima notte O___o
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Gio Dic 08, 2016 5:38 pm

ArdathLilith ha scritto: Anche io sono empatica, credo, solo che la mia empatia si manifesta anche nell'assenza, nel fare un passo indietro e nel dire: provaci tu, io non sono la soluzione a tutti i mali.

Se leggi più su è un po' quello che ho scritto anche io: "capisco, mi dispiace, se vuoi e hai bisogno sono qui per te"

In pratica cerchiamo di fare le stesse cose il che però mi sembra ben diverso dal dire: "basta dire NO e ignorare le sue successive proteste". Poi mi rendo conto che è veramente difficile parlare di relazioni, si rischia sempre di tralasciare qualcosa.


Ultima modifica di Zara il Dom Dic 11, 2016 12:36 pm, modificato 1 volta
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da ArdathLilith il Gio Dic 08, 2016 8:35 pm

LOL Zara, il tuo messaggio si è sdoppiato.
Ti giuro che avevo capito la prima volta

Comunque, credo che il quid sia che tariamo la nostra azione/reazione in base al comportamento del nostro bambino specifico (tu Dante, io Leo) quindi è probabile come dici tu che perseguiamo la stessa cosa ma con strade diverse tenendo presenti gli input che ci danno loro
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Re: I "terrible two"

Messaggio Da Zara il Ven Dic 09, 2016 5:09 pm

Ardath Ho fatto io un casino di sicuro Adesso lo modifico.
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