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Ciclo delle stagioni --> A metà Inverno

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Messaggio Da Jessica Mar Feb 01, 2022 9:27 am

Secondo il nostro calendario, è appena iniziato il mese di Febbraio: dal punto di vista delle stagioni e del ciclo solare, ciò significa che ci troviamo esattamente a metà strada tra l’inizio dell’Inverno (21 Dicembre, Solstizio invernale) e la fine della stagione invernale, seguita dall’inizio della Primavera (21 Marzo, Equinozio primaverile).

Siamo quindi al centro dell’Inverno, proprio al suo culmine, o picco!

Con la data di oggi, ci lasciamo ufficialmente alle spalle le settimene meno luminose dell’anno e ci prepariamo ad accogliere la luce che torna a crescere!

Infatti, nella data del Solstizio d’Inverno, le ore di buio sono arrivate a dominare su quelle di luce all’interno della giornata, mentre quando arriveremo all’Equinozio di Primavera, ci sarà per un breve momento perfetto equilibrio: avremo conquistato 12 ore di luce, contro 12 ore di buio.

La direzione è quindi di crescita! Ci avventuriamo nella parte più luminosa dell’anno.

Il Sole torna a sorgere sempre più vicino ad Est ed a tramontare più vicino ad Ovest, le direzioni cardinali esatte di alba e tramonto all’Equinozio. La Luna, naturalmente, rifletterà anch’essa queste variazioni nella posizione in cui sorge e tramonta.

Come allinearci per vivere al meglio questa fase della Natura? Scopriamolo in questo post!

TRADIZIONI E SIMBOLI

Siamo adesso al centro dell’Inverno, ci siamo appena lasciati alle spalle il momento più freddo dell’anno e stiamo per addentrarci invece in quella porzione della stagione invernale che si apre alla primavera.

E in questo momento la Natura si prepara. Il ghiaccio che inneva le montagne brilla alla luce del sole, pronto a sciogliersi al primo calore. I rami degli alberi, ancora freddi e immobili in apparenza, cominciano ad essere riattraversati dalla vita. Le giornate intanto continuano ad allungarsi e il rigore dell’inverno è sempre più un ricordo e cede il passo ad un clima ancora rigido, ma promettente.

Se affiniamo l’olfatto, infatti, potremo percepire, a passeggio nelle campagne ma anche nelle città, i primi timidi accenni di Primavera negli acerbi effluvi delle piante, che cominciano a risvegliarsi dal gelo invernale e ci avvisano che il ciclo riproduttivo naturale sta riavviando il suo moto. E’ un momento quindi in cui possiamo fiutare nell’aria le promesse della stagione in arrivo.

Facciamo un giro a spasso tra le tradizioni che riguardano questo momento dell’anno (quindi, del ciclo della natura), per comprendere meglio il suo significato.

Ad esempio, nelle tradizioni pagane (ovvero rurali, dal greco “pagòs” = “villaggio”) questo momento è celebrato l’1-2 Febbraio e la festività prende il nome di Imbolc o Candelora o Candlemas.

Il termine Candelora è una sovrascrizione cristiana cattolica successiva che significa “festa delle candele”, perché in questo momento cui venivano benedette le candele che si sarebbero utilizzate per la processione di Pasqua.

Ma proprio perché è un tempo di promesse e anticipazioni su ciò verrà, questa fase dell’anno è anche utilizzata per predire l’arrivo dell'”imprevedibile” Primavera, il momento di risveglio delle attività terrestri, da cui dipende il ciclo di coltivazione del grano.

Ci sono moltissimi proverbi popolari, infatti, dedicati alla Candelora che ci permettono di fare previsioni sul clima delle settimane successive, il più famoso recita più o meno così (a seconda della variante regionale):

“Per la santa Candelora,
de l’inverno semo fora,
ma se piove o tira vento,
de l’inverno semo drento.”

Secondo la tradizione popolare, quindi, al momento della Candelora (2 Febbraio) siamo ormai fuori dalla stagione invernale, però se quel giorno piove o tira vento, la stagione invernale per quell’anno risulterà protratta un po’ oltre il consueto.

Un’altra simbologia ricorrente è quella che definisce gli ultimi 3 giorni di Gennaio come “giorni della Merla”. Perché proprio la merla? La leggenda vuole che, essendo questi giorni particolarmente freddi (è il picco di Inverno, appunto!) una merla intirizzita con i suoi piccini al seguito, che all’epoca si dice avessero il piumaggio tutto bianco, trovò rifugio in un camino e li restò qualche giorno, essendo troppo freddo per volare.

Poi, però, arrivò Febbraio, che con il suo pur pallido sole riuscì a sciogliere il gelo e ridare vita e speranza. La merla ed i suoi piccoli ripresero quindi il volo. Ma i giorni spesi nella fuliggine avevano portato una trasformazione, tingendo per sempre le loro piume: secondo la leggenda, da allora i merli nascono tutti i neri.

E’ il potere trasformativo del periodo di attesa, pausa “forzata”, ma necessaria, che l’Inverno impone nelle nostre vite, in modo da permettere la nostra evoluzione nelle fasi di vita successive!

Nella tradizione celtica, il 1-2 Febbraio si celebra invece Imbolc, che deriva dal gaelico “oimelc” (“in milk”), ovvero “nel latte” perché nel mondo animale questo è il momento in cui gli animali da fattoria, come pecore o mucche, si preparano a dare alla luce i propri cuccioli e li nutriranno con il proprio latte.

Ad Imbolc nelle tradizioni pagane è celebrata in particolare la divinità di Brigid, la “fanciulla di fuoco”, che incarna un archetipo significativo per questo periodo dell’anno, quello della “vergine”, inteso nell’accezione di “giovane donna”, che ancora non conosce l’età matura.

A livello simbolico, questa fase dell’anno ci permette di sintonizzarci all’anima fresca e giovane della Natura, che si prepara come una fanciulla, una “vergine” che ancora non conosce, al momento in cui potrà “sbocciare” e diventare una donna matura, attraverso l’accesso alla sessualità ed allo scambio fertile con l’uomo.

La tradizione cristiana successiva, in particolare quella cattolica, più incline a ricalcare i pre-esistenti culti pagani per agevolare il coinvolgimento dei fedeli (al tempo dell’Antica Roma, quando il culto cristiano era appena nato), sostituisce alla giovane fanciulla la celebrazione di San Valentino, ben nota anche oggi!

Tutti conosciamo San Valentino, celebrato il 14 Febbraio, come “festa dell’amore”. E’ una celebrazione dell’amore romantico, fresco, tenero, vitale, caratterizzato dalla carica erotica che contraddistingue l’unione di coppia.

Ma chi era Valentino e perché è diventato il simbolo dell’amore di coppia? La sua storia non è chiara, perché pare che fossero ben tre gli uomini passati alla storia con questo nome e legati al tema del romanticismo. Ma l’ipotesi più frequente è che fosse un sacerdote che si era battuto contro l’Imperatore Claudio II, perché costui aveva abolito il matrimonio, in modo che più giovani restassero celibi e quindi disponibili per partecipare alla guerra, non avendo una famiglia sotto la propria responsabilità.

Valentino quindi come primo paladino del detto “fate l’amore, non fate la guerra!“

Non a caso, da allora, la festa di San Valentino cade in questo periodo dell’anno: la celebrazione dell’amore di coppia, come fondamentale premessa dell’espressione della fertilità umana e della riproduzione.


CONSIGLI ED ISPIRAZIONI PER IL BENESSERE

Siamo quindi in una fase del ciclo della natura in cui le energie vitali sono proiettate verso la  crescita.

La luce del Sole ha già ricominciato a crescere a Natale, ma ora la sua presenza torna ad essere chiara nelle nostre vite. E’ una fase di attività, quindi, ma non è ancora forte tanto quanto il buio, né tantomeno l’apoteosi di vita che ci attende nel pieno della Primavera.

E’ una fase di anticipazione, di preparazione, di progettazione sognante delle avventure che verranno. E’ frizzante e carica di curiosità e della passione che infonderemo nei nostri progetti.

E’ il sogno amato e cullato con cura, prima della sua realizzazione. Molte coppie, statisticamente, si fanno la promessa di matrimonio proprio intorno a San Valentino e trascorrono i mesi successivi nella pianificazione e riflessione che li conduce a questo impegno profondo, che si nutre di amore

Se sovrapponiamo i ritmi delle stagioni alle fasi del nostro ciclo vitale, se il Solstizio corrisponde alla rinascita, con il suo Sole bambino a simbolizzre l’infanzia, ecco che il picco d’Inverno corrisponde alla prima adolescenza o gioventù ed incarna le stesse energie, permettendoci di riviverle ed esplorarle, in qualsiasi età della nostra vita.

E’ un momento in cui le forze in atto nella Natura non sono più quelle rigide ed austere delle stagioni più fredde, ma non ancora quelle esuberanti e travolgenti dell’esplosione della Primavera.

Questo momento della Natura è espressione di un’energia mite, dolce e morbida. E’ un’energia nuova, ancora immatura e per questo lieve e innocente. Armonizzarci a questo momento significa quindi imbracciare il brio leggero che la caratterizza e lasciarci ispirare dalla tenerezza dei sentimenti.

I colori tipici che rappresentano questo momento dell’anno sono infatti colori tenui ed eleganti, come il bianco del latte, della neve e dello stato di purezza, il rosa dell’amore tenero che potrà sbocciare e crescere, il rosso brillante della promessa di un amore maturo e soddisfacente. Si tratta, infatti, dei colori tipici che ritroviamo nelle classiche decorazioni e regali di San Valentino (cuori, cioccolatini, fiori, orsacchiotti, ecc.).

Se siamo in una relazione di coppia, è il momento adatto per farci ispirare dai fermenti timidi e stuzzicanti che si librano nell’aria per celebrare l’amore all’interno di una coppia, in tutte le sue forme, da quella più fisica e intima a quella più emotiva e spirituale.

Approfittiamo di questo momento per fare l’amore, per dedicarci qualche momento speciale come coppia e riflettere insieme sul percorso di vita che stiamo condividendo e la direzione che vorremmo prendere insieme. Condividiamo con il partner i nostri sogni, i nostri progetti, creiamone di nuovi insieme, da realizzare grazie al reciproco supporto durante il resto dell’anno. Progettiamo una piccola vacanza solo per noi due, oppure dedichiamoci una cena speciale o piccoli gesti di attenzione per affermare e quindi rafforzare il nostro legame.

E’ un momento adatto anche per celebrare i nuovi nati, accolti da poco nel calore di casa. Come le madri nel mondo animale che in questo momento sono occupate a nutrire i piccoli con il loro latte, dedichiamo allora ai piccoli una coccola speciale, ad esempio durante l’allattamento, per ricordarci che sono il simbolo di un nuovo inizio, la promessa del futuro e l’ispirazione a guardare avanti alle nuove stagioni della vita.

E’ soprattutto un momento che ogni donna può utilizzare per coltivare se stessa, sintonizzandosi alle energie di questa fase per sentirsi giovane e nuova, capace di nuovi inizi e nuovi percorsi. Possiamo utilizzare questa fase per riflettere con dolcezza ed ispirazione sulla nostra identità, sul nostro percorso, per prepararci a metterlo in condivisione con l’altro/gli altri.

Possiamo immaginarci come una sposa (in inglese “bride”, collegato etimologicamente a Brid, diminuitivo di Brigid, fanciulla, l’archetipo di questa celebrazione) nel mattino del suo matrimonio, mentre si prepara ad indossare l’abito nuziale ed è emozionata e carica di anticipazione per il momento speciale della sua vita che la attende, intrigante preludio ad un percorso di condivisione fertile.

E ricordiamo che il nostro potenziale fertile è sempre qualcosa che ci appartiene, prima ancora di incontrare l’altro, e per tutta la vita a prescindere anche dall’incontro con l’altro: è un invito a conoscere e padroneggiare la bellezza della nostra ciclicità fertile, della nostra sensualità e della gioia di vivere.


Ultima modifica di Jessica il Dom Mag 01, 2022 12:50 pm - modificato 2 volte.

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Messaggio Da Jessica Mar Feb 01, 2022 9:28 am

San Valentino: la festa dell'amore. E dove c'è amore...
In un blog dedicato alla "celebrazione" della fertilità e della coppia in tutte le sue forme, non poteva mancare un post dedicato alla festa di San Valentino!

Potrei cominciare "annoiandovi" della storia di come San Valentino sia una delle tante feste di origini pagane, sovrascritte dalla Cristianità per massimizzare il numero di adesioni, ma non lo farò...scherzavo, lo rimando invece a qualche paragrafo più sotto

Volevo invece condividere con voi la riflessione sul concetto, piuttosto diffuso ai nostri giorni, di "festa comandata" e di come venga utilizzato per boicottare emotivamente lo spirito festivo di chi invece percepisce ancora un senso dietro alle tradizioni celebrative. E' applicata abbastanza indiscriminatamente a tutte le festività presenti sul calendario, si salvano forse solo quelle percepite "davvero" come tradizioni, cosa che naturalmente dipende dalla cultura in cui siamo cresciuti.
Ma la verità è che ogni festa ha il suo significato: nasce da qualche parte nella psiche collettiva di un gruppo e si trasforma in pratica culturale, affinché sia tramandata. Nasce perché qualcuno percepisce l'importanza di un evento, ad esempio naturale, e decide di ufficializzarlo sotto forma di ricorrenza. Dunque non tutto è una strategia per vendere di più
Anzi, alla base è vero il contario: saggio è il business che si modella intorno alle nostre necessità (quantomeno, quelle avvertite come tali) e si sviluppa per fornirci risposte fruibili, come servizi e prodotti. E nel frattempo, aspetto non meno importante, contribuisce a portare avanti la cultura di quella circostanza, ossia l'insieme di valori che rappresenta e il modus di celebrarli.

Il problema consiste, invece, secondo me, non di per sé nel guadagno economico che circonda un evento, quanto piuttosto in tutto quello che ci allontana dal vero significato delle nostre azioni, delle nostre tradizioni. Chi vive immerso in una società autodefinita "consumistica" rischia in effetti di percepire una festa come San Valentino (ma potremmo ugualmente parlare di Pasqua o Natale) meramente come un'occasione di lucro per note marche di cioccolato, fioristi, cartolerie e ristoranti (stando alle modalità più tipiche di festeggiamento). Questo perché nel frattempo i gesti che compiamo si sono svuotati del loro messaggio, in qualche modo l'hanno smarrito per strada, nel corso del tempo e delle trasformazioni.

Qualcuno riesce a recuperare questo senso a livello più istintivo, riesce a essere contagiato dall'atmosfera di celebrazione, riesce a emozionarsi. Anche senza sapere veramente perché.
Altri sono più recalcitranti e pronti a sposare uno spirito cinico-critico, che con il loro disagio indirettamente ci parlano della carenza di una connessione tra il senso e l'azione. Connessione ormai in effetti impallidita, tra le spinte sociali a sintonizzarsi al clima di festa secondo il calendario e il motivo per cui apparentemente dovrebbero farlo.

E' a queste persone che è dedicato oggi questo post (con amore!).



Tutte le feste del nostro calendario occidentale sono legate a tradizioni legate agli eventi della Natura e risalgono alle epoche in cui la vita rurale era nettamente scandita dal ritmo delle stagioni. Il momento dell'anno aveva ripercussioni importanti sulla gestione dell'esistenza, qualcosa che nel tempo l'essere umano ha lentamente smarrito, parallelamente allo sviluppo della vita cittadina e i suoi tempi artificiali.
Ma il punto è che, dentro e fuori, nel corpo e nella mente, siamo ancora essere umani, soggetti alle stesse leggi naturali di un tempo. Perché allora non cercare di riavvinarci a questo ritmo? Potrebbe permetterci di recuperare parti interessanti, forse anche essenziali, dell'esperienza umana.

Veniamo alla storia della festa di San Valentino. Come accennato in apertura, prima dell'avvento del cristianesimo, tutte le attuali feste conosciute avevano il significato di celebrare le fasi del cambiamento stagionale, alle quali il cristianesimo si è sovrapposto, rinominandole. In particolare S.Valentino, che oggi porta il nome di un santo, in precedenza corrispondeva ai Lupercalia, un "festival dell'amore" patronato da divinità come Giunone, protettrice del matrimonio e delle unioni. Questa festività celebrata a Roma prevedeva banchetti, vari rituali di fertilità, e particolarmente rappresentato era l'elemento della nudità dei partecipanti. Una vera e propria celebrazione della sessualità, della vita, dell'amore anche fisico.
Il suo significato originava dal fatto che, dopo il picco di freddo invernale, la Natura comincia a scaldarsi in vista della primavera (e tutti sappiamo cosa fa la Primavera agli ormoni, alle piante, agli animali ) . Perciò questo momento dell'anno era il tempo in cui si celebravano nuovi inizi nella vita, nuove unioni e nuovi innamoramenti, perché rapprsenta il primo spiraglio di calore nella ruota dell'anno, portatore di nuova fertilità.

E Valentino chi era? La storia Cristiana narra che nel terzo secolo d.C. l'imperatore Claudio II, desiderando accrescere il suo esercito, avesse proibito per un periodo i nuovi matrimoni (al tempo, solo i soldati "single" potevano essere arruolati). Ma un prete di nome Valentino decise di continuare a celebrare segretamente le nuove unioni, andando contro la legge e finendo, così, per essere giustiziato. I giovani innamorati inviavano al prete lettere in cui scrivevano che "l'amore era molto meglio della guerra" e da questi messaggi deriverebbe la tradizione dei biglietti romantici tipici in questa festa (i "Valentines" della tradizione anglosassone).

Se guardiamo il fatto che negli U.S.A. ben il 10% delle proposte di matrimonio vengono fatte proprio il 14 Febbraio, si direbbe che lo spirito festivo di San Valentino non si è perso. Ma come interpretare chi non riesce proprio ad innamorarsi (scusate il gioco di parole) della prospettiva di una serata all'insegna di cuori di cioccolato, rose rosse, magari una cenetta intima e qualcosa di più...?

Come rapportarci a chi, nonostante tutto, magari avverte più la pressione di stare al gioco e per questo non riesce a goderselo?

Ripenso ad un importante concetto promosso da Michel Odent, ginecologo francese attivista del parto naturale. E' lui che ci fa notare che, nelle culture umane, ovunque siano presenti l'amore e la creazione, incontriamo anche l'aggressività e la distruzione. Questo si riscontra, ad esempio, nelle varie pratiche o superstizioni mirate a separare la madre e il bambino nei primi momenti dopo il parto, quando invece entrambi hanno più bisogno (e sono predisposti da un cocktail di ormoni) del contatto reciproco, per poter sviluppare quella speciale relazione d'amore che permette al nuovo essere umano il corretto sviluppo fisico e psichico. Alcuni esempi: il neonato che nel setting ospedialiero viene allontanato con il pretesto di "essere lavato", il cordone ombelicale che viene reciso prima che abbia smesso di pulsare, le visite dei parenti che fanno a turno a strapparlo dalle braccia dei genitori nei primi momenti, solo per dirne alcuni. Tutto questo si intromette nei delicati primi momenti insieme, ostacola di fatto l'intimità necessaria a quel legame.

Lo stesso Freud (caro, vecchio, incompreso Freud) parlava delle stesse tendenze nella psiche umana, quando ci presentava Eros e Thanatos, ovvero Amore e Morte, tendenze accrescitive e tendenze distruttive. Gli stessi messaggi, gli stessi archetipi, sono quindi ovunque, se guardiamo bene.
Perciò forse non deve sorprendere se, a livello culturale, ci sono istanze che cercano di sopprimere le celebrazioni "positive", soprattutto quelle dell'amore come protagonista.

Pensiamo ugualmente a tutti i messaggi culturali volti a incutere paura rispetto alle conseguenze di un rapporto sessuale (dalle gravidanze indesiderate alla malattie sessualmente trasmissibili), dimenticando di incoraggiare invece ciò che di positivo l'intimità può comportare per gli amanti. Troveremo migliaia di articoli che ci mettono in guardia contro i pericoli del sesso, mentre pochissimi che ne sottolineano i lati positivi. Be', ma i pregi dell'attività sessuale sono scontati, giusto? In parte, ma non è ragione sufficiente per non coltivarli a livello culturale, poiché tutto ciò che non è coltivato, muore.

Per concludere, vi lascio con un quadretto dello stimato fumettista internettiano The Oatmeal e il suo importante messaggio, che reputo adatto a mettere pace tra tutti, i "pro" e gli "anti" San Valentino:

Less complaining.
More sexy rumpus.

(trad. Meno lamentele, più sesso!)



Link alla vignetta completa:
The worst thing about Valentine's Day

Come dire, "non importa come la pensiate su San Valentino, approfittatene per dedicarvi all'amore!"
E dunque a tutti auguro uno splendido, romantico e soprattutto fertile (come sempre) San Valentino! I love you

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