Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Julmax il Ven Nov 18, 2016 6:53 pm

sea ha scritto:Leggo anche io da giorni questo topic....e mi ritrovo sempre di più a sentirmi una voce fuori dal coro.
Io non lo so se mia figlia è ad alto o basso contatto, personalmente non mi è mai interessato saperlo.
Parlo dal punto di vista della madre....io mi sento una madre ad alto contatto, bisognosa prima di tutto io della relazione che ho instaurato con mia figlia.
...
A me pesa invece e tanto il contrario, mi pesa delegare, mi pesa il tempo che non passo con lei.
E' per questo che non sono mai riuscita ad entrare fino in fondo a discorsi di questo tipo. Forse è anche una questione caratteriale....di sicuro lo è.
O forse sono io che sono strana.....perchè mi sento estranea a tanti discorsi ( tipo quelli del rientro al lavoro come una "liberazione" o riappropriarsi di una dimensione).
Io non ho mai sentito che mia figlia mi togliesse qualcosa, semmai mi sono sentita arricchita da un dono totalizzante e per sempre....che è l'amore per un figlio. E totalizzante non significa sfibrante. Totalizzante per me significa che io ci sono adesso per te, e questo adesso è un per sempre.
...
Pesante è stato invece per me il percorso opposto....ossia il dover lasciar andare, il dover non essere più il suo unico perno, il dover accettare i compromessi....e per compromessi io includo il nido, la babysitter.

Io parlo da quasi-mamma, e mi ritrovo molto nelle parole di Sea (solo con i verbi al futuro). Se c'è un modo in cui ho sempre immaginato la maternità è così, so già che sarò (che poi magari sul momento cambia tutto eh) una mamma orsa o mamma gatta... ovvero guai a chi si avvicina! Chiaramente in senso buono, non mordo. Ho "sofferto" tanto l'attesa del momento giusto, e sin dai 16 anni cercavo di sfogare altrove l'amore che avevo dentro, il bisogno di prendermi cura di qualcuno (con il risultato che ho gatti a casa di entrambi i genitori che dormivano con me, compreso anche il nostro micione qui a casa nostra, tutti gatti mammoni). E ora come ora se guardo avanti vedo giornate intere con un bimbo (parlo al neutro) addosso; sono contenta di non avere un lavoro a cui tornare, di non aver bisogno di un nido o di una babysitter, perché il figlio è il mio e ci voglio stare io sempre. Non so se riesco a rendere l'idea, ma sento tanto il bisogno di dare.

sea ha scritto:...
Quello che ho scritto è solo quello che sento...veramente quello che sento in merito....la differenza per me tra difficile e pesante.
Non è una critica nei confronti di nessuno I love you
E anche io vorrei che nessuno la prendesse come critica, perché davvero tutte siamo diverse, con idee ed esigenze diverse I love you


P.s.: mi viene in mente il diverbio che c'è sugli HSP (Highly Sensitive People) sempre per via di quell'aggettivo "alto".
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Zara il Ven Nov 18, 2016 8:11 pm

Grazie PQ per esserti spiegata meglio, avevo frainteso le tue parole. Ora mi è più chiaro cosa intendevi dire E se qualcosa ci tocca da vicino c'è sempre un motivo. Sentirsi bombardare da ogni dove che ciò che stai facendo/hai fatto con tuo figlio non va bene (perchè come fai sbagli, c'è questo sport popolare molto diffuso del giudica la madre) e capire quando val la pena mettere in discussione ciò in cui credi e ciò che invece deve passare inascoltato è una gran fatica.

Poi hai ragione, ciò che vale per me può non valere per un'altra mamma e il suo bambino. Chi ha un bimbo più grandicello come me e Ardath, o più di uno come Fatina e Luisa, ha sicuramente un'altra prospettiva della relazione con il proprio figlio/i propri figli. Proprio perchè si è superato il primo periodo di vita insieme e ora ci si può rendere conto in maniera più semplice del feedback sul lungo periodo. E dal canto mio posso dire che questa prima esperienza mi ha dato tantissimo, tanto che sono molto fiduciosa del fatto che con un secondo figlio certe cose saranno più semplici, soprattutto a livello emotivo. Poi se sarò morta di stanchezza e verrò qui a lamentarmi di quanto pretenda il mio secondo figlio rimandatemi a questo post dove mi rimangerò tutto (ma spero proprio di aver imparato qualcosa di buono in questi anni, almeno su di me).

Ed è molto vero anche il discorso che fa Luisa sulle aspettative. Mollate quelle tutto diventa più semplice!

Ma credo anche che sia lecito e giusto, per una neomadre alla prima esperienza, essere insicura. Sta facendo qualcosa che non ha mai fatto, sente una grande responsabilità su di sè, che parte anche da se stessa, e una forte pressione sociale, vuole il meglio per suo figlio e prova ciò che reputa il meglio per tutta la famiglia. Mi sembra che un periodo di tempo variabile della durata di qualche mese per calarsi nel "ruolo" sia il minimo. Che poi, chi ha solo granitiche certezza rischia di perdersi.

Un altro fattore per me determinante - lo so ne ho già citati almeno altri due - è stato capire qual'era il mio limite fisico e mentale e fermarmi appena prima di superarlo. L'ho superato alcune volte, non è stato piacevole, ma mi è servito. Ora mi capita davvero rarissimamente di superarlo e quando succede riesco a capirlo in tempi brevi e posso mettere in atto delle strategie per fermarmi e poi ripartire ricaricata. Di sicuro c'è a chi riesce meglio, magari non ha bisogno di fare esperienza perchè lo sa già, ma per me è stato un passaggio fondamentale. Ho dovuto imparare, insomma.

Sea, è molto bello che ci dici I love you

Per quanto riguarda Sears, non è che ne sia un'esperta, l'unico suo libro che ho letto è uno sul sonno (genitori di giorno e di notte). Lui si rifà alla teoria dell'attaccamento e dice che esso è ancora più importante per i bambini "ad alto bisogno" . Mi pare di aver letto di uno studio della Ainsworth da qualche parte nel suo libro, ma non dei riferimenti a Bowlby, il che non gli fa di certo onore, ma tant'è. Di loro due ho letto molto in rete, ma non ho letto le loro opere, che a questo punto mi interessa davvero approfondire (così come leggerò con attenzione l'articolo postato da PQ).

Vi ringrazio tutte per il confronto molto interessante e arricchente I love you
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da sea il Sab Nov 19, 2016 12:25 pm

Zara ha scritto:

Sea, è molto bello che ci dici I love you

In verità io non ho scritto per fare un bel discorso ma per esprimere semplicemente una risposta che mi sono data nel tempo....e alla fine questa risposta è la convinzione che mi fa vivere tutto con grande serenità.
La domanda "quando smetterà di cercarmi, quando smetterà di piangere quando mi allontano" e tutte le domande ad essa correlate per me si riassumono nella domanda " Quando smetterà di aver bisogno di me???? " e la risposta è semplicemente MAI.
A vari livelli, in relazione alla crescita, agli anni che hanno....ma i nostri figli avranno bisogno di noi pr sempre.
E' questa non è rassegnazione, è semplicemente un prendere atto di una relazione d'amore che durerà per sempre. Punto.
Mia figlia ha 6 anni, ma quando passa una giornata intera senza vedermi mi si spalma addosso, mi abbraccia, vuole coccole, mi fa una testa così perchè mi vuole raccontare....e così finchè non va a letto....e non esiste altro, non esiste la mia doccia, non esiste il mio relax.Questo non vale solo per me, anche per il papa'.....adesso...a 6 anni.
Ma di chi dovrebbe avere bisogno, della babysitter? Della nonna?? Del nido ( Lapsus di una madre che è rimaasta indietro con gli anni   ) Della maestra??
Alla fine il bisogno d'amore dei nostri figli deve dissetarsi dalla fonte....e la fonte siamo noi.
Io credo che più che a fasce, allattamenti a richiesta, coosleeping ( favorevolissima eh   )....un padre e una madre debbano preparare il loro cuore a questo per sempre......
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Zara il Sab Nov 19, 2016 1:22 pm

sea ha scritto:
Zara ha scritto:

Sea, è molto bello che ci dici I love you

In verità io non ho scritto per fare un bel discorso

Non era questo che intendevo, infatti la mia frase ha perso un pezzo (ho un portatile nuovo e faccio pasticci con il touchpad in continuazione!) Intendevo dire che è molto bello il fatto che tu sia riuscita ad arrivare a questa conclusione in maniera serena, senza dover "patire" la situazione. Magari con fatica e difficoltà, ma senza quella pesantezza che io ho provato tante volte. E non lo dico "tanto per", ma perchè lo penso sinceramente. I love you
Poi posso dirti che nonostante tutto, io ero (e sono!) contenta di trascorrere tanto tempo insieme al mio bambino. L'ho proprio scelto e non mi sono mai pentita di questa scelta. L'idea di dover tornare al lavoro era per me fonte di ulteriore ansia, Dante aveva 4 mesi e io non volevo proprio ricominciare! Quando mi sono licenziata è stata una liberazione. E non mi sono MAI pentita nemmeno un istante di aver avuto un figlio. Anzi, credo che sia la cosa migliore che abbia fatto nella mia vita, lui è il mio dono prezioso, la mia stella polare I love you I love you I love you Come al solito difficile che sia tutto bianco o tutto nero.

sea ha scritto:E' questa non è rassegnazione, è semplicemente un prendere atto di una relazione d'amore che durerà per sempre. Punto.

Ma di chi dovrebbe avere bisogno, della babysitter? Della nonna?? Del nido ( Lapsus di una madre che è rimaasta indietro con gli anni   ) Della maestra??
Alla fine il bisogno d'amore dei nostri figli deve dissetarsi dalla fonte....e la fonte siamo noi.
Io credo che più che a fasce, allattamenti a richiesta, coosleeping ( favorevolissima eh   )....un padre e una madre debbano preparare il loro cuore a questo per sempre......

Come sono vere queste parole I love you I love you I love you
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Lun Nov 21, 2016 2:01 pm

Ragazze posso dire che secondo me si è un po' frainteso il senso del topic? O per lo meno, quello che intendevo condividere io e su cui vi chiedevo esperienze?

Julmax ha scritto: E ora come ora se guardo avanti vedo giornate intere con un bimbo (parlo al neutro) addosso; sono contenta di non avere un lavoro a cui tornare, di non aver bisogno di un nido o di una babysitter, perché il figlio è il mio e ci voglio stare io sempre. Non so se riesco a rendere l'idea, ma sento tanto il bisogno di dare.
sea ha scritto:
Ma di chi dovrebbe avere bisogno, della babysitter? Della nonna?? Del nido ( Lapsus di una madre che è rimaasta indietro con gli anni   ) Della maestra??
Alla fine il bisogno d'amore dei nostri figli deve dissetarsi dalla fonte....e la fonte siamo noi.
Io credo che più che a fasce, allattamenti a richiesta, coosleeping ( favorevolissima eh   )....un padre e una madre debbano preparare il loro cuore a questo per sempre......

Io non sto dicendo che mi pesa che mia figlia a 8 mesi abbia bisogno di me! Sono ben consapevole che un figlio avrà bisogno di me per sempre, come io anche e soprattutto adesso ho bisogno dei miei genitori, e l'averli così lontani mi pesa parecchio.
Questo è ancora focalizzarsi sulla mamma, come se il sentire a volte il peso della responsabilità esclusiva dell'accudimento di un figlio fosse qualcosa di "negativo". Sembra un po' sulla serie "hai voluto la bicicletta ora pedala".
Io invece intendevo focalizzarmi di più sul bambino.
Ho capito il discorso delle etichette e avete ragione, specie probabilmente Luisa quando dice che negli anni della scuola peseranno come macigni, ma comunque è un dato di fatto che ci siano alcuni bambini che sono più indipendenti di altri. Sharon e Zara hanno capito quello che intendevo. Ci sono bambini che stanno anche mezz'ora in sdraietta o box o sul tappeto a giocare da soli, la mia no. Ci sono bambini che vanno in braccio a tutti e passano la fase del pianto al distacco solo verso gli 8-9 mesi, la mia lo fa dai 4 mesi. Vuol dire che sono 4 mesi che la sento piangere disperata ogni volta che cambio stanza, mentre altre mamme stanno cominciando a viverlo adesso e ne sono disorientate.
Io lo vivo da 4 mesi e due domande me le faccio. Dipende da lei? Dipende da me? Dipende dalle circostanze? Ha avuto troppo contatto o ne ha avuto troppo poco? E alla fine quando analizzo tutto e non capisco se ho fatto qualcosa di sbagliato arrivo alla conclusione che lei è semplicemente così...ma non sono tutti così! Anita mi dormiva 8 ore a 2 mesi e mezzo e altri bambini di svegliavano ogni ora. Non facevo niente di diverso da quando dopo ha cominciato lei a svegliarsi ogni ora...voi non vi chiedereste perchè? Accettereste senza battere ciglio e senza sforzarvi di capire se e dove state sbagliando? E questo è solo un esempio.

luisav ha scritto:Ad esempio: quando finirà che piangerà perché vado al bagno, o come faccio ad evitarlo? Mah...da neonati piangono, a 3 anni non piangono ma vengono al bagno con voi sempre, a 5 anni a volte vengono a volte no, ma se viene il fratello vengono sempre anche loro. 
Se usiamo le nostre forze per stare dietro ad aspettative su quando una cosa cambierà perché ci fa stare male ora, usiamo le forze in modo sbagliato. Un'aspettativa non ripagata ci fa stare davvero male e di conseguenza anche il nostro rapporto con nostro figlio subirà un danno.
Poi è ovvio che dobbiamo fare pace con noi stesse e non superare il limite che ci fa stressare davvero.

Sulle aspettative il discorso è molto giusto e farò tesoro delle parole che ho grassettato. Io non ho nessuna formazione pedagogica, non ho vissuto cuginetti nè fratellini nè nipoti e delle due amiche che hanno avuto un figlio prima di me una è veramente un angelo tranquillo. Probabilmente avevo delle aspettative e adesso è il momento di salutare la "bambina immaginaria" che pensavo avrei avuto e accettare che la mia bambina reale è mooooolto più irrequieta di quanto mi aspettassi e di quanto io sia mai stata. Su questo so che ci sono libri di pedagogia quindi non è una para mia. La mia bambina è anche mille altre cose positive, ogni volta che qualcuno ci vede mi riempie di complimenti per quanto è sorridente e ridente e felice ed espressiva. Solo che generalmente non lo scrivo qui perchè non mi interessa condividere questo genere di esperienza.
Questa cosa del bagno che ha scritto Luisa, ad esmepio, io non la sapevo, perchè non ho nessun tipo di esperienza con i bambini e non ho idea di cosa mi aspetterà. Il senso del topic era inteso questo da me.
Sul non superare i miei limiti io per fortuna sono abbastanza brava, non sono fatta per caricarmi eccessivamente, e penso che in queste circostanze sia un bene. Da quando ho smesso di allattare tante cose vanno meglio. Sono una mamma meno brava perchè mi pesava allattare? Non lo so. So che sono una mamma più serena ora che ho smesso.

Zara ha scritto:
Poi posso dirti che nonostante tutto, io ero (e sono!) contenta di trascorrere tanto tempo insieme al mio bambino. L'ho proprio scelto e non mi sono mai pentita di questa scelta. L'idea di dover tornare al lavoro era per me fonte di ulteriore ansia, Dante aveva 4 mesi e io non volevo proprio ricominciare! Quando mi sono licenziata è stata una liberazione. E non mi sono MAI pentita nemmeno un istante di aver avuto un figlio. Anzi, credo che sia la cosa migliore che abbia fatto nella mia vita, lui è il mio dono prezioso, la mia stella polare I love you I love you I love you Come al solito difficile che sia tutto bianco o tutto nero.

Ecco infine io quoto Zara che ha espresso quello che penso io con molta più pacatezza di quanto io per carattere non riesca a fare I love you
Anche io sono felice di crescermela e di non perdermi un solo suo progresso o una sua giornata, ma questo non toglie che ogni tanto possa anche ammettere che è impegnativo più di quanto pensassi.

In questi giorni sono a casa dei miei e vedo che il "peso" dell'accudimento di una bimba vivace e giocosa e anche molto attaccata alla mamma è decisamente ridotto. Mi manca il mio compagno ma arrivo a sera decisamente meno stanca.
Per cui probabilmente per citare il mio primo post non c'è nessun problema evidente ma è veramente solamente la solitudine dell'accudimento che a me personalmente pesa. So che essere mamme vuol dire anche questo ovviamente.
Grazie a tutte I love you
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da sea il Lun Nov 21, 2016 5:09 pm

Capisco adesso il senso delle tue perplessità.
Però io penso che si cada sempre nella tentazione comunque di confrontare, etichettare.
Allora se vogliamo etichettare confrontare posso tirarti fuori tanti aspetti in cui mia figlia è stata o è meno/ più di altri.
Perchè mia figlia ha sempre mangiato come un pulcino, mentre gli altri spadellano piatti di pasta a vangate?
Perchè mia figlia ha abbandonato il seno a 3 anni e mezzo mentre altri lo hanno abbandonato serenamente entro l'anno?
Perchè mia figlia ha cominciato a parlare correttamente ben oltre i 3 anni? Mentre altri a 2 facevano discorsi accademici??
Perchè mia figlia deve andare dalla logopedista e non riesce a pronunciare bene alcune consonanti, mentre altri bambini non ci vanno?

Poi di rimando:

Perchè mia figlia alle due ha già fatto felicemente i compiti, mentre molte mamme dei suoi compagni devono lottare tutto il pomeriggio per farli fare ai loro figli ???

Perchè mia figlia adora frutta e verdura e gli altri bambini invece la schifano??

Perchè mia figlia è una bambina solare, sorridente, felice e chiacchierona il suo migliore amico soffre di mutismo selettivo?

Potrei continuare all'infinito e all'infinito ancora in un senso e nell'altro.......

Possono dipendere tutte queste situazioni dal fatto che siamo noi le loro madri, noi col tutto il nostro vissuto, con tutto il nostro bagaglio....io credo di SI!!
Possono instaurarsi delle dinamiche particolari affinchè alcuni bambini manifestino alcuni comportamenti ed altri no????
Assolutamente SI.

Ad esempio, per noi il momento del pasto è sempre stato un momento drammatico e ancora lo è.....ma sono IO e solo IO il perno di un determinato comportamento, perchè in altri contesti fila tutto come l'olio......
Mi limito ad osservare e a chiedermi dove si è insinuato, quando e perchè il meccanismo
( visto che apparentemente non faccio niente di diverso rispetto alle mamme dei bambini che mangiano di gusto).....devo ancora trovare il bandolo....forse lo troverò quando lei avrà 50 anni.....però ho la certezza che si instaura una dimnamica che dipende da me.
Ma non per questo mi colpevolizzo....e non per questo mi sento una cattiva mamma.
Mi sento solo una mamma in ricerca.
Ma come vedi.....il bambino perfetto....il bambino bambolotto non esiste per nessuno.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da fiordiloto il Gio Nov 24, 2016 2:57 pm

Non potevo non commentare questo topic!
Se ben ricordo, Sears li chiamò "bambini ad alto bisogno" per evitare il più facile ma ben più dannoso epiteto di "bambini difficili".
Il punto però per me è: se i nostri figli sono ad alto bisogno, i bisogni delle mamme dove sono?
In parole semplici, come concilio il bisogno di Ilenia di avere la tetta ogni volta che si sveglia con il mio bisogno di riposare? E il mio bisogno di stare la sera in pace con il mio compagno senza essere chiamata n. volte? E il mio bisogno di truccarmi o leggere un libro come lo concilio con il suo bisogno di giocare sempre con me? Come avrete già capito, io sono ben lontana dall'aver trovato un equilibrio in questo. Infatti poi succede che mi arrabbio perché i miei bisogni sono calpestati, o al contrario mi sento in colpa se mi prendo degli spazi e la trascuro.
Riguardo a quello che diceva PQ, vorrei tanto approfondire l'argomento, perché non so se ho ben capito, ma intendi dire che nel momento in cui il loro bisogno di sicurezza è soddisfatto, tutto poi va da sé? E in cosa si concretizza questo bisogno di sicurezza? Allattamento, contenimento, co-sleeping?
Inoltre, posto che l'obiettivo è creare un legame di attaccamento sicuro, cosa devo fare io da genitore per realizzarlo? Come dicevi tu, mi sembra quantomeno strano che la Natura abbia fatto in modo che per far felice il figlio la madre si debba annullare fisicamente e mentalmente per così tanti mesi (anni?), ma allora dov'è il corto circuito? Come ne usciamo? Cosa sbaglio io che cerco di soddisfare i suoi bisogni ma non riesco contemporaneamente a soddisfare anche i miei?
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Ven Nov 25, 2016 9:29 am

Fiore, un applauso!! In poche righe hai spiegato come io non ero ancora riuscita.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Panicqueen il Ven Nov 25, 2016 11:51 am

fiordiloto ha scritto: se i nostri figli sono ad alto bisogno, i bisogni delle mamme dove sono?
Se chiedi a me, sono apposta due preposizioni indipendenti. Nel topic ho chiarito perché questiono l'esistenza stessa del concetto/etichetta "alto bisogno" (che lo ripeto, non esiste nella teoria ufficiale dell'attaccamento, di cui Sears non è un rappresentante).

I bisogni delle mamme esistono (sono esseri viventi!) ed è auspicabile ed opportuno che siano soddisfatti (nella misura in cui siano realistici, quanto meno). Stessa cosa che vale per i bambini. Con l'unica differenza che la madre, in quanto adulto, ha capacità di adattamento nella vita maggiori a quelle del bambino che dipende da lei per il suo sviluppo. Per capacità di adattamento intendo uno spettro ampissimo di potenzialità per "funzionare" bene nel mondo, che il bambino, in quanto tale, non ha.
Questo è un presupposto che non possiamo trascurare.

Mi chiedi come si conciliano i vostri bisogni di madre e figlio; allora io ti chiedo: come concilii i tuoi bisogni di compagna con quelli del tuo compagno? O i tuoi con quelli delle tue amiche?

fiordiloto ha scritto: nel momento in cui il loro bisogno di sicurezza è soddisfatto, tutto poi va da sé? E in cosa si concretizza questo bisogno di sicurezza?
La sicurezza si ottiene dalla fiducia nell'adulto. La fiducia si ottiene garantendo cura, amore, guida, rispetto, routine, richieste e risposte nei tempi giusti e con la giusta energia.
Se questo vi sembra facile..
Non viene dall'adesione ad una pratica o all'altra, allattare fino alla morte o dormire in 16 nel letto, se ne viene meno il senso. Non si ottiene alcuna fiducia in più tra genitore e figlio se li si spingono assieme a mo' di calamita per "favorire l'attaccamento". Non è colla e carta, è una relazione significativa tra essere umani. Forse la più significativa, ma io sono di parte

Mi chiedi cosa sbagli: io non lo posso certamente sapere senza sapere niente della tua vita, ma ti posso dire che il primo "errore" (siamo sicuri che vogliamo chiamarlo così? io preferisco parlare di modalità che funzionano e modalità che funzionano meno) che traspare è la concezione, diffusissima nella nostra cultura, di braccio di ferro tra madre e figlio: se soddisfo i bisogni di mio figlio, automaticamente sono costretta a trascurare i miei. Perché?
Perché la giornata è fatta di 24 ore, le braccia quando va bene sono 2 e la vita è un gioco a somma zero?

Certamente mi ripeto, ma le aspettative sulla maternità sono importanti per ottenere un equilibrio soddisfacente quando si realizza.
Dico queste cose ben conscia dei limiti che poi incontrano.

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da fiordiloto il Lun Dic 05, 2016 4:53 pm

Panicqueen ha scritto:I bisogni delle mamme esistono (sono esseri viventi!) ed è auspicabile ed opportuno che siano soddisfatti (nella misura in cui siano realistici, quanto meno). Stessa cosa che vale per i bambini. Con l'unica differenza che la madre, in quanto adulto, ha capacità di adattamento nella vita maggiori a quelle del bambino che dipende da lei per il suo sviluppo. Per capacità di adattamento intendo uno spettro ampissimo di potenzialità per "funzionare" bene nel mondo, che il bambino, in quanto tale, non ha.
Questo è un presupposto che non possiamo trascurare.
Infatti è per questo motivo che fino ad ora io ho cercato di soddisfare i suoi bisogni, posticipando i miei.

Panicqueen ha scritto:Mi chiedi come si conciliano i vostri bisogni di madre e figlio; allora io ti chiedo: come concilii i tuoi bisogni di compagna con quelli del tuo compagno? O i tuoi con quelli delle tue amiche?
Beh, secondo me è una cosa completamente diversa. Intanto perchè col mio compagno e le mie amiche posso parlare, e poi, come dicevi tu prima, loro sono persone adulte e hanno capacità di adattamento ecc. Con gli adulti funziona la mediazione, la posticipazione e tante altre cose che con i neonati e i bambini non funzionano minimamente  



Panicqueen ha scritto: se soddisfo i bisogni di mio figlio, automaticamente sono costretta a trascurare i miei. Perché?
Perché la giornata è fatta di 24 ore, le braccia quando va bene sono 2 e la vita è un gioco a somma zero?

Certamente mi ripeto, ma le aspettative sulla maternità sono importanti per ottenere un equilibrio soddisfacente quando si realizza.
Dico queste cose ben conscia dei limiti che poi incontrano.
Non so, PQ, non vorrei fare la negativa disfattista, ma mi sembrano bellissimi concetti teorici. Io di sicuro avevo aspettative completamente folli, come avevo scritto qui o altrove, tuttavia adesso che mi sembra di avere ben chiara la realtà, non trovo comunque una via d'uscita. Non voglio fare un braccio di ferro con lei, è che lei ha bisogno di certe cose e io di altre, che spesso (dai, diciamo a volte) sono in completa antitesi. Naturalmente i suoi bisogni sono anteposti ai miei (altrimenti non sarei qui a lagnarmi, sarei felice in una SPA pagando una babysitter ) però mi chiedo per quanto sarà così? E come si fa, visto che tu mi ribadisci che è difficile ma si può, come si fa a trovare un equilibrio soddisfacente per tutti? E' vero, ho trovato altri modi per stare con il mio compagno: la sera quando possibile ci guardiamo le serie anziché andare a cena fuori, ma mi mancano le cene (ci mancano), così come tante altre cose, iniziando dalla più banale che è dormire una notte intera!
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Lun Dic 05, 2016 5:52 pm

Devo dire che anche a me alcune cose che scrive Panic sembrano molto frutto della teoria e della riflessione, ma sono difficili da "calare" nella pratica dell'essere madre.
Più che altro perché immagino che ognuna abbia un modo proprio di essere madre e abbia una propria immagine mentale dell'essere madre (ma a onor del vero Panic lo scrive che ci sarebbe da vagliare caso per caso individualmente per fare una lettura significativa).

Quello che posso dire, riguardo a questo argomento, è che molte di noi non sono pronte al livello di dedizione e sacrificio e auto-annientamento che un figlio richiede. Parlo da madre di un bambino che - secondo me - non è ad alto bisogno, un bambino che ha dormito, mangiato, è stato sano, è sveglio, è attivo, socievole, fiducioso. Con Leonardo affronto solo le tipiche fasi della crescita, mi pare.
Eppure.
Eppure non nego che nei primi due anni io mi sono annoiata a morte. Mi sono annoiata e mi sono sentita annullata e, complice il fatto che sentivo che "essere una buona madre" significava essere presente per lui prima di tutto, ho fatto quello che mi sembra dicano di fare anche le mamme dei figli ad alto bisogno: ci sono stata quasi sempre e per tutto. Annullando tutto il resto, o quasi. Infatti il resto ne ha risentito, per forza di cose, o ne ho risentito io.
Come cambiare questo? Secondo me - rullo di tamburi - non si può. Non si può risolvere la situazione, ma si può solo aspettare che passi. I bambini diventano un po' meno ad alto bisogno man mano che crescono e un po' meno noiosi man mano che crescono. Sono addirittura divertenti, coinvolgenti poi. Ma pensate a quante cose dobbiamo sacrificare per essere o sentirci delle buone madri.
Io guardo la mia vicina di casa: lei non lavorava, non ha amici (è straniera), vive solo di famiglia, non esce se non il sabato pomeriggio col marito, non fa niente di niente. Lei ha sperimentato la fatica del bambino (piange moltissimo, non è un bimbo facile), ma non mi ha mai dimostrato altro che "È totalmente normale e io sono felice di questa cosa, almeno ho qualcosa da fare tutto il giorno che non sia stare con mia suocera."
Lei, per me, ha avuto un bambino più faticoso di Leonardo, in termini oggettivi, ma l'esperienza maternità per lei è stata molto meno invalidante che per me.
Io ho dovuto rinunciare a tante cose, lei ha completato la sua vita in modo più gratificante di prima.
È molto difficile ammettere che ci sono cose che ci piacciono di più che stare coi nostri figli piccoli, dalle cene coi mariti, ai viaggi, alla scrittura, alla televisione, allo shopping, a tutto. Ma per me è il primo passo per vivere tutto con più sincerità verso se stesse e verso le proprie emozioni.
I discorsi di Panicqueen non li capisco in toto relativamente ai bambini e alle mamme, perché è come se secondo te ci fosse qualcosa che possiamo fare (non necessariamente all'esterno, ma anche all'interno, come percorso individuale), ma non credo che si possa convincere la gente a desiderare cose diverse da quelle che desidera (dormire, per dirne una, o passare del tempo non stressante con la famiglia, o non sentirsi sole, o non sentirsi incomprese e così via). Forse è questo che dice fiordiloto ed effettivamente da quello che scrivi non è chiarissimo quello che stai suggerendo.
La verità è che certe cose (della gestione dei figli, ma anche di sé come persone) si scoprono quando è "troppo tardi" per tornare indietro. Fermo restando che nessuno qui sta parlando in questo estremo (anche se ci sono madri che lo fanno, cioè che si pentono di aver fatto figli - peraltro più di uno, 3 o 4), se io dovessi parlare alla me pre-figli e mostrarle la mia vita di ora, forse lei farebbe delle scelte molto diverse da quelle che ho fatto, per evitare di trovarsi in uno stato di costante o senso di colpa o di tensione perché qualcuno non ha quello che vuole (figlio, compagno, lavoro, io).
Non è facile...
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Julmax il Lun Dic 05, 2016 6:08 pm

ArdathLilith ha scritto: Come cambiare questo? Secondo me - rullo di tamburi - non si può. Non si può risolvere la situazione, ma si può solo aspettare che passi.
...
Io guardo la mia vicina di casa: lei non lavorava, non ha amici (è straniera), vive solo di famiglia, non esce se non il sabato pomeriggio col marito, non fa niente di niente. Lei ha sperimentato la fatica del bambino (piange moltissimo, non è un bimbo facile), ma non mi ha mai dimostrato altro che "È totalmente normale e io sono felice di questa cosa, almeno ho qualcosa da fare tutto il giorno che non sia stare con mia suocera."
Lei, per me, ha avuto un bambino più faticoso di Leonardo, in termini oggettivi, ma l'esperienza maternità per lei è stata molto meno invalidante che per me.
Io ho dovuto rinunciare a tante cose, lei ha completato la sua vita in modo più gratificante di prima.
...
I discorsi di Panicqueen non li capisco in toto relativamente ai bambini e alle mamme, perché è come se secondo te ci fosse qualcosa che possiamo fare (non necessariamente all'esterno, ma anche all'interno, come percorso individuale), ma non credo che si possa convincere la gente a desiderare cose diverse da quelle che desidera (dormire, per dirne una, o passare del tempo non stressante con la famiglia, o non sentirsi sole, o non sentirsi incomprese e così via).

Ecco, confermando ciò che Ardath scrive sulla diversità delle madri e delle aspettative o di come una può vivere la maternità, io mi ritrovo molto nella sua vicina di casa. Io lavoro poco e a casa, gli amici li ho ma sono lontani e sempre impegnati con studio/lavoro, anch'io esco solo il sabato col marito e per il resto... sto a casa. Faccende, portare la canina, leggere, poche commissioni vicino casa. E il mio "scopo di vita" se così possiamo chiamarlo era ed è solo la maternità. Quindi non ho niente di particolare a cui rinunciare per un la gestione di un figlio, non ho hobby, non ho un lavoro fisso, non ho passioni particolari.
Infine, nemmeno io credo che si possa convincere la gente a desiderare cose diverse da quelle che si desiderano, e dato che non si può fare niente per cambiare e/o ridurre il bisogno che hanno i figli se non aspettare che crescano, l'unica cosa da fare, difficile sicuramente, è accettarle questo fatto. Prima una mamma fa pace con il fatto che non avrà il tempo da dedicare a quello o quell'altro, inclusa se stessa, e prima vivrà meglio la situazione. Che poi questo vale per tutto il resto anche, e io stessa ci ho messo diversi anni per accettare alcune cose della mia vita sin dall'adolescenza, ma poi si sta meglio. Ovviamente non intendo che ci si debba rassegnare, ma accettare. Sembra una frase scontata, ma vivere qui e ora.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Lun Dic 05, 2016 6:17 pm

Julmax ha scritto:l'unica cosa da fare, difficile sicuramente, è accettarle questo fatto. Prima una mamma fa pace con il fatto che non avrà il tempo da dedicare a quello o quell'altro, inclusa se stessa, e prima vivrà meglio la situazione.
Questo, ahimè, non è vero, o è vero solo in parte. Puoi benissimo fare pace razionalmente con la situazione, anche perché stiamo parlando di figli, quindi di persone che ti danno molto e che si fanno amare e che sono deliziosi e che ti cambiano le prospettive e che sconvolgono il tuo set di priorità e tante altre cose bellissime, che ci fanno "evolvere" come esseri umani.
Ma questo non significa che vivrai meglio la situazione, perché certe cose sono più forti dell'accettazione. L'auto affermazione creativa, ad esempio, è una cosa che non si sceglie. Ce l'hai, è un imperativo categorico per alcune persone forte come l'imperativo biologico. Quando scopri che queste due cose, almeno per un periodo, non sono totalmente conciliabili, ti trovi davanti col fatto che devi ammettere che stai facendo un sacrificio per tuo figlio. Io pensavo che i sacrifici fossero solo economici, quando me ne parlavano da piccola. Pensavo che fosse il bis del piatto di pasta dato a me anziché a mio papà, i soldi per le vacanze al mare anziché comprare un vestito nuovo, e così via. Da "grande", ho scoperto che il sacrificio è tutt'altro, il sacrificio è il TEMPO, che passa inesorabile. Tempo in cui tuo figlio cresce, e tu hai il privilegio e l'onere di vederlo crescere, sacrificando tempo alle tue cose.
Questo intendevo quando dicevo che se tornassi indietro farei delle cose diversamente: gestirei sicuramente diversamente il mio tempo. Ormai è tardi e passeranno anni prima che si possa riassaporare una certa libertà in certi ambiti...
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Julmax il Lun Dic 05, 2016 6:30 pm

Per "vivere meglio la situazione" intendo viverla con positività, avendola accettata, piuttosto che viverla rimpiangendo e abbattendosi per questo... non si sta meglio in questo caso? Faccio un esempio che c'entra poco con i figli, ma io quando siamo venuti a vivere insieme mi aspettavo di passare un sacco di tempo con mio marito. Invece lui lavora fuori casa, e quando torna il tempo è poco, e a volte magari viene "perso" a fare la spesa, o perché lui ha un impegno, o io ho un impegno, o altre faccende. All'inizio ne ero molto abbattuta, come lo era lui (lo scrivevo mesi fa, forse un anno fa, in un topic di sfogo mi pare) mi deprimevo, e poi il tempo che effettivamente passavo con lui lo vivevo male perché sapevo che era poco e volevo fare molto di più di quanto non potessimo fare. Quando ho accettato che per ora è così, che non si può cambiare da un momento all'altro la situazione, anzi che l'unico modo era proprio accettarla così come veniva, sono stata molto meglio. E lo siamo stati entrambi. A questo punto, se arrivo la domenica sera pensando che il giorno dopo "è già lunedì" e volevamo fare altro ma la giornata non è così lunga come sembra, ci mettiamo il cuore in pace perché ci saranno altri giorni insieme, altri momenti in cui fare, piano piano, tutto quello che vogliamo, e tra 7 giorni sarà di nuovo domenica. E il tempo passa più in fretta. Non credo di essermi spiegata come vorrei, spero però di aver trasmesso quello che volevo dire in qualche modo...
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Panicqueen il Lun Dic 05, 2016 8:27 pm

So che state aspettando risposte da parte mia, ma è un argomento talmente complesso, tanto personale in alcuni aspetti quanto universale in altri, che non sento più di potermi esprimere riconducendo all'interno di un topic tutta la dedizione, precisione e completezza che l'argomento richiede. Prendetelo come un limite mio, non me ne vogliate. Ho troppo a cuore l'argomento.

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Dic 07, 2016 8:52 am

Jul scusa se mi permetto ma l'esempio che fai e che io personalmente ho vissuto alla stessa maniera tua non è calzante con quello della maternità. Come ha scritto Fiore non puoi paragonare il "sacrificio" o meglio il bilanciamento di tempi ed interessi che si fa con un adulto (razionale, verbalizzato) a quello che ti richiede un neonato.
Io apprezzo sempre di più gli interventi di Ardarth perchè sta riuscendo a dire cose che io sento ma che non riuscivo a esprimere.
Il neonato è - per un certo verso - abbastanza egoista. Se ha fame o ha sonno o vuole stare in braccio o attaccato alla tetta non esiste mediazione, non esiste farlo aspettare due minuti, non esiste niente che non sia l'immediata soddisfazione del suo bisogno.
Fidati che - pur non avendo mai pensato che la maternità fosse il mio scopo nella vita -anche io pensavo che sarebbe stato superbello riempirmi le giornate con un neonato anzichè con i libri,e per un certo verso lo è.
Qui nessuno sta dicendo che si è pentita di avere un figlio. Anzi, ora che mia figlia comincia ad interagire e a crescere un pochetto è sempre più bello, divertente ed emozionante. E' una forza della natura, rispecchia completamente il carattere che mi aspettavo di lei in gravidanza e soprattutto dopo il parto.

Per l'accettare razionalmente la situazione, Ardarth ha già detto tutto. Io aggiungo solo che spesso non si tratta di sacrificare il tempo per shopping, cene fuori e centri benessere (anche se ovviamente questo mi manca) ma ad esempio io sono 8 mesi che non riesco a cucinare, non riesco a fare una doccia se sono da sola in casa (ho il bagno talmente piccolo che non me la posso portare dentro su sdraietta o altro), riesco a fare una telefonata solamente in momenti ben precisi, riesco a stirare solo la sera quando lei si è addormentata, e se ci metti che per ben 4 mesi lei si addormentava solo attaccata alla tetta e magari ci metteva un'ora, puoi ben capire a che ora mi riducevo a stirare, con il fatto che poi ovviamente non sai mai a che ora si sveglia e andare a dormire tardi è sempre un rischio. Insomma si sta parlando, per certi versi, di bisogni primari. Alcune mie amiche senza figli  mi dicono che loro sono abituate a dormire poco la notte per studiare e quindi non ne risentirebbero. E' un altro esempio che non calza secondo me. Perchè prima potevi calcolare tutto razionalmente e dire "ok stanotte dormo solo 4 ore poi recupero durante il w.e.". Ora non puoi più controllare la situazione, non sei più minimamente padrona del tuo tempo. E questa è la cosa principale che chi non ha figli generalmente non riesce a capire, anche se pensa di farlo (e mi ci metto anche io).
E fin qui riguarda i neonati in generale. Poi ci sono i bimbi "ad alto bisogno" (passatemi di nuovo il termine).

Sono 8 mesi che io banalmente non riesco a vedere un film, eppure tante altre mie amiche lo fanno. Si mettono il bimbo sul divano e si fanno le coccole e gli danno due giochini e tirano due ore. Ci sono bimbi che richiedono meno contatto e meno attenzioni di altri.  
Io sapevo della fase dell'ansia da distacco alla fine dell'esogestazione e della paura dello sconosciuto. Mi sembra - spero - che  le stia finendo ora. Secondo i manuali e la teoria, questa fase avviene verso gli 8 mesi. Alla faccia della tipicità da manuale che la maggior parte dei neonati attraversa, a mia figlia queste fasi sono durate ben 4 mesi, cioè circa più del doppio rispetto a un bambino "tipico". E ricordo perfettamente che sono cominciate da un giorno con l'altro senza nessun motivo apparente. E potrei raccontarvi diversi altri episodi vissuti dal vivo in cui ho capito che mia figlia semplicemente richiede più di altri bambini.
Anche sul fatto di non essere pronta al sacrificio che comporta, secondo me non è sempre così: io avevo osservato bene le mie due amiche strette che hanno avuto un figlio e pensavo di riuscire a gestirmi come loro. E' andata a finire che io ho una figlia che richiede molto di più delle loro e per coincidenza ho anche meno aiuti pratici e ho pure fatto scelte più totalizzanti delle loro (vedi allattamento a richiesta per 6 mesi e poi fino agli 8 ). SE già non allatti il carico che hai si riduce molto e puoi prenderti molte più pause. Se hai la fortuna di un figlio che ti dorme tanto già si riduce molto la stanchezza. I miei primi mesi andavano abbastanza bene perchè lei dormiva, e di conseguenza anche io.
Secondo me allattamento e sonno sono le prime due cose che fanno la differenza. Gli aiuti domestici la terza. Conosco bimbi allattati al seno che spontaneamente hanno preso gli orari delle poppate e quindi le mamme hanno allattato ogni 4 ore fin dai tre mesi. Questo, converrete con me, comporta un impegno minore da parte della madre, che non deve stare tutto il giorno con il bimbo attaccato alla tetta e può anche lasciarlo  per fare da sola qualche commissione (sempre se ha qualcuno a cui lasciarlo).
Fino a che non conosci il tuo bimbo non lo puoi sapere. Poi capitano figli non ad alto contatto (esistono, esistono, visti con i miei occhi) e tutto magari è un pochino più semplice. O magari no perchè la mamma non si rende conto che in realtà poteva andarle "molto peggio"  
Una cosa che io ho fatto veramente fatica a gestire è stato il fatto di non essere più padrona, oltre che del mio tempo, del mio corpo. Il mio corpo era completamente suo. Ora ci è rimasta una stupenda confidenza corporea che apprezzo molto. Si vede proprio che quando lei mi dà pizzicotti e mi stritola la pelle tra le sue unghiette, lo fa perchè la rilassa e a me sembra una cosa tenera, anche se mi fa male. Eppure se avessi letto questa frase prima di diventare mamma mi sarei data della fuori di testa.
Insomma i discorsi teorici sono molto belli, ma poi trovarcisi è tutta un'altra cosa.
E penso anche che sia un diritto delle mamme esternare di essere stanche e che possa essere pesante. Ci sono delle donne che realizzano tutte se stesse nell'accudire un neonato o un bambino (che secondo me, pur non avendo nessuna formazione pedagogica, sono cose ben diverse. Ci sono anche mamme che vanno alla grande per i primissimi anni perchè sono affascinate dall'avere un bambolotto, e poi perdono completamente il rapporto in adolescenza perchè ci si trova di fronte a un adulto con la propria idea della vita) e altre che invece no.
E non per questo si sono pentite o sono "meno mamme". Secondo me non sono neanche "più donne", sia ben chiaro.
Però ecco non condivido il discorso "i figli richiedono questo quindi bisogna accettarlo".
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Julmax il Mer Dic 07, 2016 9:09 am

Innanzitutto mi sembrava di aver specificato che il esempio non c'entrava con la questione figli... Se non sono stata chiara mi scuso.
E poi ho pure aggiunto, alla fine delle mie idee, "ne riparliamo quando ci sarò dentro fino al collo" e per un motivo: che adesso le mie idee sono solo teoriche... Idee che mi hanno portata comunque ad accettare la mia vita in tutte le sua sfaccettature così come veniva, anche in situazioni brutte, aiutandomi a vivere quest'ultime meglio di quanto non avrei fatto se mi fossi pianta addosso - e qui non voglio assolutamente dire che le mamme is piangono addosso, sia chiaro, sto parlando di me stessa e basta.
Sono d'accordo quando dici che le mamme, visto l'enorme carico che si fanno crescendo i propri figli, hanno il diritto di esternare le proprie emozioni, il fatto di essere stanche... E non penso assolutamente che siano "meno mamme"!
Il mio intervento, che racchiude mie idee che mi sono fatta nei miei pochi anni di vita cosciente, voleva solo essere una specie di consiglio... Magari qualcuna leggendo, come è successo a me tante altre volte, ci pensa, ci riflette. Al contrario di tante altre volte che non ho scritto per la paura di essere fraintesa - dato che a parole dal vivo è più facile spiegarsi di solito - stavolta ho voluto provare... Mi dispiace che sia stato visto male, e di essermi fatta fraintendere come non avrei voluto.
Concludo ripetendomi, ne riparleremo quando ci sarò dentro fino al collo io stessa.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Dic 07, 2016 10:46 am

Julmax ha scritto:
Sono d'accordo quando dici che le mamme, visto l'enorme  carico che si fanno crescendo i propri figli, hanno il diritto di esternare le proprie emozioni, il fatto di essere stanche... E non penso assolutamente che siano "meno mamme"!
Mi dispiace che sia stato visto male, e di essermi fatta fraintendere come non avrei voluto.
Concludo ripetendomi, ne riparleremo quando ci sarò dentro fino al collo io stessa.

Jul, la mia tiritera non era mica tutta rivolta a te, lo so che non hai scritto che chi si lamenta è "meno mamma"! Diciamo che ho cominciato rispondendo a te ma poi ho esternato una serie di cose che mi ronzavano in mente da un po' a prescindere dal tuo intervento (chiedo scusa se a volte sono troppo diretta e sembra che attacchi qualcuno)
Mi ricordo che prima di cercare una gravidanza scrivevo in questo forum chiedendomi come poteva essere la mia vita con un figlio e le più "navigate" rispondevano che non si poteva sapere fino a che non si era dentro. Questo è vero, ma a me sarebbe piaciuto leggere più esempi pratici di ciò che concretamente potevo vivere, e quindi ogni tanto riporto la mia esperienza. Tutto qui :)
Probabilmente dato che tu già parti con il forte bisogno di dare, riuscirai a gestire meglio di me una serie di cose, tra cui anche il fatto di essere di esclusiva proprietà di tuo figlio/a I love you
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Hythien il Mer Dic 07, 2016 12:31 pm

Era da un po' che volevo intervenire ma il "mio" tempo... ehm... che tempo?
ci provo mentre il pupetto dorme, sul cucino da allattamento, attaccato alla "tututu", e non è che ha ciucciato è il solo modo per farlo addormentare quando è palesemente stanco e siamo a casa e non intende mettersi il ditino in bocca visto che il ciuccio non lo vuole vedere neanche col binocolo.

Parto col dire a Jill che... chissà? Mia sorella prendeva l'artificiale ma era impossibile farle bere più di 30/40ml per volta e ha mangiato ogni 2/3 ore fino quasi all'anno, io mi ricordo che mia mamma aveva una quantità di biberon che sembravamo una fabbrica e si esauriva a farla mangiare. Anche lei era sola e in più aveva me che andavo all'asilo; dopo 3 mesi mia nonna aveva preso un mese di ferie per venire ad aiutarla (600km di distanza). Tra un biberon e l'altro dormiva una mezz'ora e poi piangeva, voleva stare sempre in braccio ma non nel marsupio (marsupio fine anni 80... chissà che effetto le avrebbe fatto la fascia). Stessa cosa potrei dire del bimbo della mia migliore amica, si è pentita di aver smesso di allattare perchè "vedrai che il bimbo mangia spesso  perchè non ho latte, con l'artificiale sarà più semplice", ora lui mangia sempre tantissime volte, proprio come prima, solo che non è più subito pronto ma va preparato.

Essendomi fatta un po' di esperienza di bimbi anche secondo me ce ne sono alcuni più facili da gestire ed altri che silent
ogni tanto un qualcosa dipende un po' anche dall'indole della mamma ogni tanto, per quanto ci si sforzi, non si trova nulla nemmeno in quello.

Quando la Anto era piccola anche io per un lungo periodo non sono riuscita a cucinare nè a tenere decente la casa, ma i film li vedevamo "tranquilli" divano, cuscino, tetta, lei ciucciava, mi guardava dormiva pochino, riciucciava, faceva i sorrisini, ancora un po' di tetta, altro pisolino e due orette passavano; metto tranquilli tra parentesi perchè in realtà mentre guardavo il film non potevo non pensare a tutte le faccende che avrei voluto fare, stirare, lavare il pavimento, pulire la doccia, farmene una lunga mezz'ora, preparare un risottino o una zuppetta per cena ma niente pr lei la vita era stare in braccio E attaccata alla tetta o piangere... per mangiare, roba precotta o mal cucinata l'unica era mangiare col cuscino davanti e lei sopra. Non ha mai dormito per più di tot e per il resto del tempo mi scrutava, non le è mai fregato nulla dei giochini, pupazzetti, girello... lei doveva toccare e stare appiccicata a qualcuno, prevalente me. La svolta l'abbiamo avuta quando ha iniziato a parlare, allora potevo anche tenerla giù a patto che le parlassi in continuazione... arrivavo a sera senza voce ma felice di essere finalmente riuscita a fare qualcosa.

con Gio è tutto così uguale e allo stesso tempo così diverso lui stava una ventina di minuti attaccato e via a quel punto altro scambiarci sorrisi e guardarci negli occhi, lui vuole guardarsi attorno, esplorare, imparare nuovi movimenti, fermo non ci sta MAI. Il tempo libero che mi lascia è limitato e riesco a cucinare, a volte anche in modo ottimo ma assolutamente non a guardare un film per intero, perchè appunto fermo non ci sta quindi fermati e vai a vedere che non sia andato alla sabbietta, ai giochi della Anto... riportalo davanti al divano, piange, ok consoliamolo giocando con pupazzetti vari, pronti rimettiamo play e lui continua a giocare ancora un pochino con detti pupazzi poi prende e se ne va, ancora Suspect riportalo, a sto giro non c'è pupazzo che tenga, vuole camminare un po', metto qualche barriera per evitare che vada dove non deve e lo lascio vagare, in 5 minuti ha già tentato di chiudersi le dita in svariati cassetti, tirato tutto fuori dalla cucina di sua sorella, per infilarsi dentro il forno finto e finendo per tirarsela in testa, va bene guarderò il resto tenendolo in braccio, in piedi e cullandolo, dopo quindici minuti inizia a strillare che vuole scendere, si fionda ai pentolini, va bene continuiamo a guardare con sottofondo di pentole sbattute sul pavimento, si stufa ancora, si attacca alla barriera che non gli permette di andare in cucina e attacca a piangere, avrà sonno? Proviamo la tetta, tocco il cuscino "nonononono"    Ok il film lo finiamo domani, o forse tra qualche anno.
Per questo suo modo di essere, MAI FERMO non riesco non dico a fare la doccia da sola... ma neanche ad andare in bagno a far pipì senza doverci chiudere dentro assieme perchè nel tempo di una pipì lui ha già svuotato due cassetti, oppure si è lanciato giù dal seggiolone (con le bretelline tirate al massimo e messe INCROCIATE), o fuori dal lettino, o sgusciato dal girello, e, novità, anche fuori dal box, HUDINI.

Sono due bambini ad alto bisogno? Non so... di sicuro nessuno dei due è un "dove lo metti sta" (come facevo io) o un "mangia dorme e brontola per il sedere sporco" (come mio marito). Ci sono dei periodi pesantissimi ed altri che invece vedo molto di positivo, dei periodi in cui ho l'"aiuto" di mia mamma ed altri che sono sola e non sempre aiuto=positività, a volte è tutto troppo pesante nonostante tutto.

Comunque io per entrambi ho trovato tanssimo beneficio ad USCIRE DI CASA, con qualsiasi tempo e qualsiasi motivo, fascia o passeggino una passeggiata, con lui/lei urlante o no... e via.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Dic 07, 2016 1:49 pm

Hythien ha scritto:
Parto col dire a Jill che... chissà?

Hyt non ho capito... intendi per la questione fine allattamento? Io posso solo dire che sono contenta di aver allattato come e quanto mi sono sentita (forse anche più di quanto mi sentivo) e poi aver chiuso quella fase quando era arrivato il nostro momento. Di notte Anita non mangia più salvo rare occasioni e preparare un biberon ogni tanto non mi sembra faticoso. Sarà che per me allattare lo è stato, almeno per un certo periodo, molto di più.
O intendevi in generale allattamento? Io ovviamente sono pro allattamento ma non posso fare a meno di notare che necessariamente ti "vincola" maggiormente. E d'altra parte crea anche un legame pazzesco e un'intimità stupenda.

Hythien ha scritto:
Comunque io per entrambi ho trovato tantissimo beneficio ad USCIRE DI CASA, con qualsiasi tempo e qualsiasi motivo, fascia o passeggino una passeggiata, con lui/lei urlante o no... e via.
Questo lo trovavo più vero da piccola che non adesso. Adesso lei vuole stare per terra e giocare ma non lo può ancora fare all'esterno, quindi a volte è meglio stare in casa perchè fuori si annoia. Io esco comunque tutte le mattine e spesso anche il pomeriggio, ma devo stare ai suoi ritmi e ai suoi orari perchè non è una bimba che si adatta facilmente a cambiamenti di routine.

Hyt dal tuo racconto secondo me emerge proprio l'esperienza di una mamma al secondo figlio La routine di Giovannino che tu descrivi sto cominciando a viverla adesso che lei esplora la casa da sola, e spero che questo suo movimento che le dà un minimo di indipendenza sia la svolta.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Hythien il Gio Dic 15, 2016 11:15 pm

Jill non parlavo della tua situazione in particolare... era un chissà in generale in risposta a questa tua frase, che appena letta mi ha fatto venire in mente mia sorella.

Jillian ha scritto: io avevo osservato bene le mie due amiche strette che hanno avuto un figlio e pensavo di riuscire a gestirmi come loro. E' andata a finire che io ho una figlia che richiede molto di più delle loro e per coincidenza ho anche meno aiuti pratici e ho pure fatto scelte più totalizzanti delle loro (vedi allattamento a richiesta per 6 mesi e poi fino agli 8 ). SE già non allatti il carico che hai si riduce molto e puoi prenderti molte più pause.

Ovvero... non so se è vero per tutti che non allattando il carico si riduce molto, mia mamma non ha allattato per più di tre mesi e comunque con aggiunte ma quando mi vede/vedeva allattare va in estasi e dice magari avessi potuto farlo con tua sorella... che sono tutti SE e magari lei sarebbe stata inconsolabile lo stesso, ma non lo sapremo mai, chissà.
Io nonostante la Anto sempre attaccata alla tetta non ho mai sentito la cosa come un vincolo ma come una risorsa, però vado ot  tongue e vado a dormire
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