Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

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Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Nov 16, 2016 2:31 pm

Mi pareva di aver letto proprio qui sul forum qualcosa sui bimbi ad alto bisogno. Cosa si intendeva con esattezza?
Ormai frequentiamo spesso altri bimbi della stessa età di Anita e la differenza con alcuni è abissale. Alcuni anche a 7-8 mesi stanno belli tranquilli e sono molto indipendenti sia nel gioco sia nella nanna, piangono solo per qualche bisogno primario.
Anita si innervosisce spesso per chissà cosa, oltre a essere bella vivace e irrequieta ha questa cosa delle antipatie per gli estranei fin dai 4 mesi, non gioca quasi mai da sola, starebbe sempre in braccio a me e anche in casa nonostante tutti i vari giochi del cucù in mille mila versioni, appena cambio stanza piange (ora per fortuna gattonando mi raggiunge, ma sempre piangendo). Tutti mi dicevano che la dovevo abituare a essere più indipendente (= la devi fare piangere) e io vedevo i bimbi degli altri belli pacifici e sereni e mi chiedevo dove stessi sbagliando, poi mi sono resa conto che molto probabilmente è semplicemente carattere. Mi sono beccata una bimba bella tosta al primo giro e non ero assolutamente preparata ad avere una bimba "difficile da gestire" e che non vuole stare mai da sola, ma soprattutto che vuole sempre e solo me. Anche se ci sono altre persone in casa e sta giocando con loro, appena mi vede passare piange e vuole me. Poi sicuramente il fatto che per 5 giorni a settimana lei viene accudita solo da me per 10 ore al giorno di certo ha incrementato questo suo attaccamento a me, ma comincio a pensare che probabilmente sarebbe stato lo stesso anche se avessimo avuto le nonne a disposizione.
Le notti e gli addormentamenti vanno meglio da quando ho deciso di smettere completamente di allattare, perchè non ce la facevo più a gestire tutto questo suo bisogno di me.
So che da voi non mi sentirò le solite frasi fatte che "è così per tutti i bimbi" (sono davvero arrivata a credete che non sia così) o che "è solo questione di abitudine/organizzazione". Io dal mio, pur amandola sopra ogni cosa, ho scoperto di non essere una mamma ad alto contatto e quindi c'è un problema evidente.
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Jillian

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Mer Nov 16, 2016 3:18 pm

Ciao Jillian, vado in ordine sparso considerato che non ho nessun titolo per rispondere alle tue domande, se non l'unica esperienza di un figlio :)

Prima di tutto, io non so se Leo è stato ad alto bisogno o no, ma ti assicuro che una sensazione che provavo i primi due mesi è: perché io? Perché tutti i figli delle altre sembrano degli angeli imbalsamati risplendenti di luce mentre io mi sono beccata un figlio koala che vuole vivere appiccicato (LETTERALMENTE appicciato) a me? Che me ne faccio della sdraietta della suocera? Della carrozzina della zia? Del lettino? Questo mi ha preso come surrogato del mondo, aiuto!
Poi: non so, non sono un'esperta, ma sicuramente l'indole del bambino e la sua predisposizione naturale alla sopravvivenza fanno molto, in questo senso. Tu sei la mamma, tu sei il CIBO capito? Vieni qui, dammi da mangiare, SII TU IL MIO PASTO.
Col mio compagno guardavamo Leo ciucciare e a volte mi guardava con uno sguardo veramente comico, famelico, totale, e il mio compagno, fingendo di parlare in vece di Leo, mi diceva proprio: "Stai fermo, PASTO!"
Il pasto ero io, ovviamente, e non potevo vivere una vita mia perché lui doveva... nutrirsi, in tanti sensi. Capisco quindi la tua scelta sull'allattamento. Guardandomi indietro, è veramente una pratica totale, che chiede veramente tanto a una persona e ognuno di noi ha il suo da dare, non siamo tutti uguali e non tutti abbiamo lo stesso percorso, anche in una cosa universale come il "diventare madre".
Poi: secondo me anche io non ero affatto una madre ad alto contatto. Io mi immaginavo i primi 6 mesi di un bambino che sì, allattavi tanto, ma tanto non si muove, non va in giro, che sarà mai, lo piazzi lì e tu puoi anche lavorare al computer come se niente fosse.
LOL. Rido molto, perché i primi 3 mesi di Leo sono stati anche gli unici della mia vita in cui ho avuto una "domestica" part time, tanto ero dispersa e non riuscivo nemmeno per dire a lavare me stessa (lui sì) o a cucinare qualcosa che non fosse bastoncini findus (mado' che schifo), la casa sembrava il bagno di un autogrill e io ero così stravolta che piangevo e ridevo a casaccio. Una volta mia sorella mi ha abbracciato, dicendomi "Ti voglio bene" e io per risposta mi son messa a piangere chiedendole "Perché?!"... Non so se rendo.
Quindi, per dire: i primi anni sono un casino qualsiasi figlio ti capita, e sono sotto sotto convinta che ti dipinge una vita rose e fiori in realtà ti taccia molte cose. Più di una volta ho ricevuto confessioni di madri disperate che però a vederle da fuori sembravano uscite da una telenovela, e che poi erano sfibrate, esaurite, psicologicamente distrutte.
Questo per dire: fregatene dell'esterno, degli altri, delle altre madri, degli altri figli, del resto del mondo. Non fare paragoni, cerca di farne meno, abbandona i social, da cui traspare solo la perfezione e la felicità assoluta di tutti e non il resto, la vita vera.

Per il fatto che lei ti chiede tante attenzione e che tu non sai come accontentarla (o meglio, lo sai ma ti pesa), avrei un sacco di domande per te, te ne scrivo alcune... Cos'è che ti pesa più di tutto, esattamente? La fatica fisica (a fine giornata sei devastata)? La dipendenza psicologica (lei vuole solo te e tu sei sola nel prendertene cura)? Il tuo compagno come si colloca in tutto questo? Se avessi la bacchetta magica, esattamente cosa cambieresti, in modo da essere "più felice"?
Ti chiedo queste cose perché a me da fuori pare che il peso della situazione dipenda molto dalla tua solitudine, e ricordo che per me il primo anno è stato duro perché ero effettivamente, fisicamente sola col bambino per la maggior parte del tempo. Quando l'ho capito, ho cercato soluzioni a questa solitudine. Tutte temporanee, a volte insoddisfacenti, a volte "tappabuchi", ma comunque mi hanno fatta arrivare all'età del nido e poi in generale all'età in cui Leonardo ha smesso di essere una cozza totale. Che in realtà, a guadarmi indietro, non era!
Qual è, poi, il tuo orizzonte futuro? Hai un lavoro a cui tornare? Pensi che manderai la bimba al nido o la terrai a casa tu per altri anni? Io ad esempio avevo quest'ancora di salvezza del pensiero del nido, che per noi è stata un'esperienza bellissima per tutta la famiglia, e mi ha aiutato a "godermi" anche i mesi di maternità e solitudine, perché sapevo che stavano per finire.

C'è tanta carne al fuoco, per cui ti ripasso la palla, spero di non aver fatto confusione, ma da come percepisco io il tuo messaggio, non so se hai tu stessa centrato veramente il punto del tuo problema, ecco, quindi non è facile darti dei consigli mirati :)
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Nov 16, 2016 5:12 pm

Scusa Ardath, ho scritto di getto e non mi sono spiegata bene!
Grazie mille perchè come sempre racconti tanto tanto e fai riflettere! Sulla prima parte della tua risposta mi ritrovo molto, anche io pensavo che "tanto la metto in sdraietta e io posso fare cose". Anche io da quando è nata cerco di trovare occasioni di incontro in modo da non essere sola, frequentiamo diversi gruppi gioco, ma cmq non è come avere la nonna che ti passa a trovare tutti i giorni e ti tiene il bimbo mentre tu riesci a farti una doccia decente o a fare la spesa senza sempre lei a seguito. Confesso che provo molta invidia per le mamme "nonna-dotate".
In realtà dopo 8 mesi mi sembra inutile continuare a pensare che "tra un po' andrà meglio" perchè lei è così e lo sarà sempre.
Mi sembrava di ricordare - ma magari sbaglio - che qualcuno qui sul forum avesse parlato di bimbi ad alto bisogno o ad alte richieste non ricordo di preciso, e quindi volevo capire se si intendevano un po' gli stessi comportamenti che ho descritto io e in particolare cosa mi devo aspettare dai prossimi anni. E qualche esperienza positiva di secondi figli non guasterebbe
Io non ho un lavoro a cui tornare e ora come ora non lo sto neanche cercando perchè, pur non essendo una mamma ad altissimo contatto (ma ad alto contatto per forza di cose in fin dei conti mi ritrovo ad esserlo), non mi va l'idea di lasciare mia figlia tra nido e babysitter così piccola. Mi piace l'idea di accompagnarla nella crescita per i primi anni della sua vita, solo che a volte mi chiedo come posso fare. Diciamo che più che altro era un topic di sfogo e una ricerca di confronto con situazioni simili Io avevo scritto nel club dei babyfertilini ma PQ mi ha detto di aprire un topic apposito quindi immaginavo ci fosse veramente una "categoria" di bimbi ad alto bisogno
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Mer Nov 16, 2016 5:30 pm

Secondo me Zara ti può dire qualcosa, mi pare di ricordare che avesse definito ad alto contatto Dante - ma veramente potrei aver preso un abbaglio...
Comunque, c'è tanta tanta carne al fuoco, Jillian... Leggo anche - da persona che ha un percorso travagliato a riguardo - della questione "secondi figli"... a cui mi pare di capire che stai già pensando, e che sicuramente ti causa un certo stress.
Comunque, vediamo se qualcuna ti può dare indicazioni più "accurate", a ogni modo grazie per condividere tutto questo... È sempre, sempre utile farlo.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Mer Nov 16, 2016 6:33 pm

Ma alto contatto e alto bisogno sono per forza la stessa cosa?
Questione secondo figlio...aprirei un vaso di Pandora e dovrei cambiare topic!
Ma una mia amica ha ammesso che la seconda è tranquillissima e la prima invece l'ha fatta sclerare, quindi in pratica la seconda è come non averla. Sarà stata fortuna, casualità o un suo diverso atteggiamento? PEr questo chiedevo.
Anche io come te sono un'appassionata del condividere (e infatti adoro i tuoi post!)
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Valeria il Mer Nov 16, 2016 7:16 pm

Jill non ho esperienze da mamma, ma mi hanno sempre raccontato che fin da neonata, e fino ai 3 anni, ero estremamente nervosa tutto il giorno, di notte faticavo a dormire e il giorno dopo avevo il diavolo in corpo per la mancanza di sonno, quindi era ancora peggio. Non ho mai approfondito se mi tenessero in braccio o meno, nel lettone o in cameretta, ma essendo fine anni 80 e conoscendo le idee dei miei, direi quasi sicuramente di no... e chissà magari un 50% dei miei pianti non ci sarebbe stato se io avessi potuto dormire come volevo, e magicamente la stessa bambina non sarebbe stata *così tanto* piagnona e nervosa. So che ai 3-4 anni, con l'arrivo della sorellina, ho iniziato a dormire la notte e ho smesso di piangere, di fare scene isteriche se non ogni tanto. Mia sorella è la seconda figlia e non era una bambina ad alto bisogno, né come sonno né come attaccamento/dipendenza dalla mamma, però aveva lo stesso un caratteraccio (si è rivelata una brontolona già da molto piccola).

Questa cosa che i secondi figli sono più rilassati, espansivi eccetera, si sente dire spesso in giro; secondo me in parte sarà il caso e in parte saranno differenze di carattere accentuate dalla differente esperienza della mamma... io so per certo di aver appreso atteggiamenti ansiosi nei miei primissimi anni che mi porto ancora dietro, ma è molto difficile distinguere cosa sia ereditato geneticamente dal carattere dei parenti e cosa sia frutto delle paure e insicurezze dei genitori! Però se chiedi a chi ha uno o due fratelli, il 90% ti dirà che il primo è quello pauroso-insicuro e il secondo quello indipendente
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da fatina il Gio Nov 17, 2016 8:27 am

Io credo che tutti i bambini siano bambini ad alto bisogno: l'istinto di sopravvivenza che per migliaia di anni ci ha permesso di tirare avanti ci porta ad essere cuccioli sempre attaccati alla mamma perchè l'uomo, diversamente da molti animali, nasce ben lontano dall'essere autosufficiente. Posto questo, oggi disponiamo di una serie di mezzi che ci permettono, se lo desideriamo, di prenderci qualche minuto di tregua perchè, come dici giustamente tu, non tutte siamo mamme fatte per crescere figli in quel modo. E io mi metto in testa all'elenco.
L'unica cosa che in una dinamica di vita familiare deve, secondo me, restare un punto saldo è la salute mentale della mamma. Come ha già notato anche Ardath io leggo nel tuo post la solitudine della mamma e la capisco in pieno: io qua a torino non ho parenti miei, i miei suoceri sono piuttosto anziani e i miei cognati lavorano entrambi, oltre ad avere un figlio nato il giorno prima di samu. Com samu mi sono fatta il corso sullo svezzamento, il corso di massaggio infantile, l'acquaticità, qualunque cosa mi potesse interessare mi sono buttata. E poi siamo andati tanto a spasso insieme, dalle commissioni di ogni giorni ai giretti di shopping, mostre e musei, semplici passeggiate al parco. In casa lui sarebbe stato sempre attaccato alla tetta invece in giro dormiva nel boba e io potevo respirare; ricordo ancora un paio di pomeriggi passati a leggere su una panchina del centro con lui addormentato sulla pancia. Non è stata una vita facile, ci sono stati momenti in cui avrei venduto l'anima per avere qui mia mamma o qualche sorella alla quale lasciarlo per un po', ma con un po' di buona volontà si tira avanti. Fondamentale in tutto questo però è stato mio marito: se è vero che samu all'inizio voleva solo me, lui ha fatto di tutto per entrare nella dinamica familiare. Quando samuele aveva 3 mesi glielo lasciavo un paio d'ore alla settimana e ho ripreso a nuotare; gli lasciavo del latte tirato che quasi mai ha usato ed ero tranquilla di potermi godere la mia ora d'aria.
Faccio invece un po' la voce fuori dal coro per quel che riguarda il secondo figlio: marzio è molto più richiedente di samuele. Di notte si sveglia ancora spessissimo (a 5 mesi samu dormiva praticamente tutta la notte), non ha mai accettato surrogati tipo ciuccio e neanche il biberon col mio latte tirato, si addormenta solo al seno o in fascia e, sinceramente, adesso come adesso non vedo nessuna luce in fondo al tunnel. Faccio molta fatica perchè comunque c'è la vita che va avanti, mentre so che a lui piacerebbe passare il pomeriggio a pisolare sul lettone e avermi tutta per lui, ma cerco di accontentare tutti. Lui poverino fa del suo meglio, rispetto al fratello alla stessa età è molto più attivo sia fisicamente che verbalmente, però so che la strada è ancora lunga.
Credo che molto di quello che pensiamo sia frutto di quello che ci hanno sempre fatto credere: per assurdo desideriamo che uno scricciolo di pochi mesi sia indipendente e poi quando davvero dovrebbe esserlo lo tratteniamo per paura di fargli spiccare il volo, ma credo che questi primi mesi, questi primi anni siano un dono immenso, per quanto faticoso. Li vediamo crescere ogni giorno, imparare a fare cose nuove e diventare piccoli uomini e donne: certo per tante donne che vivono la maternità come un'esperienza così totalizzante da non desiderare altro, ce ne sono altrettante che invece hanno bisogno di non fare solo le mamme. Quando avevo samuele piccolo dentro di me invidiavo molto le donne che avevano un lavoro a cui tornare, un porto sicuro al quale approdare da lì a qualche mese per tornare ad essere altro. Adesso con Marzio la vivo molto più serenamente, ma è stato un lungo percorso. Detto questo però io Samuele a 13 mesi ho iniziato a lasciarlo qualche giorno alla settimana in un baby parking, poi lo scorso anno in un micronido: in questi tre anni insieme ci siamo divertiti un sacco, abbiamo vissuto mille avventure urbane, visto un sacco di cose e io sono davvero contenta che lui abbia avuto la possibilità di conoscere tante cose diverse, la maestra dell'asilo mi ha detto che è uno entusiasta della vita e lo vedo anche io ogni giorno. Però qualche ora di tregua ogni tanto è stata per me fondamentale, è stata quella che mi ha aiutato ad avere le energie per andare avanti e Dio solo sa quanto mi mancano adesso quei momenti.
Sono stata un po' prolissa e forse anche off topic, però volevo raccontarti un po' della mia esperienza: l'infermiera del consultorio ci dice sempre che a 15 anni, se li beccheremo a dormire con qualcuno, non saremo certo noi. L'attaccamento dei primi mesi, dei primi anni di vita serve per costruire l'indipendenza di domani: se mi avessero detto che, dopo essere stato praticamente tutti i giorni solo con me e con mio marito samuele ci avrebbe salutati così serenamente per andare all'asilo io non ci avrei creduto.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Gio Nov 17, 2016 8:56 am

Ecco, questa è una cosa che noto anche io e che mi dicono anche persone che mi stanno intorno/che conoscono la nostra storia: mi dicono tutti che mio figlio "è molto indipendente". Alcune di quelle persone, però, quando Leo era piccolo, mi dicevano anche che lo tenevo troppo addosso, che dovevo usare di più culla e passeggino (mia mamma mi diceva addirittura: "Questo qui ti comanderà a bacchetta, saranno ca**i tuoi" perché lo tenevo spesso in fascia e inizialmente si addormentava solo ciucciando la tetta - e io lo assecondavo), o che la sdraietta era la soluzione di tutto (è stato uno dei pochi regali di mia suocera... Pure l'ostetrica, che ho poi estromesso perché mi pareva una presenza più patologica che altro, quando le confidavo qualche momento di difficoltà (tipo quando ha avuto il reflusso, che poi verso il 4^ mese si è molto, molto attenuato, e non dormiva perché gli tornava su tutto) mi aveva terrorizzata dicendo che sarebbe stato così o peggio fino ai 3-4 anni, che la maternità non era tutta rose e fiori.
Quello che ti dicono gli altri ti influenza tantissimo, sia in positivo che in negativo. Quindi sì, abbiamo questa immagine del bambino bambolotto che mangia e dorme e basta, ma poi abbiamo anche il terrorismo psicologico che "mioddio come farai, vedrai per anni e anni non dormirai, sarà durissima, ecc. ecc.".
Io ho chiuso i battenti ai commenti, in modo anche un po' brutale e facendo volgere a mio favore la solitudine in cui mi trovavo. Ero sola? Bene, fanculo tutto e tutti, ora sperimento IO col mio bambino, ora provo IO a vedere cosa lo e ci fa stare bene, senza preconcetti, senza influenze o, quantomeno, senza farmi ossessionare da un'immagine mentale esterna.
Siamo fortemente OT, forse, ma forse no, perché nella mia totale inesperienza io credo che il concetto di "alto bisogno" sia nato nella nostra società perché c'è stato un cambiamento sociale che ci ha portato, in quanto madri, a percepire la maternità in modo diverso, per cui poi quando ti capita un figlio che "non si rassegna", allora ti pare che o stai sbagliando tu o c'ha un carattere difficile lui.
Io credo che si debbano trovare strategie per sopravvivere insieme, per farsi aiutare quando serve, per evitare di arrivare troppo stanche, sfibrate, indispettite e spazientite.
Le cose che dice Fatina sono tutti ottimi scenari, anche io avevo fatto corsi, uscite, giri, andavo a trovare gente, andavo in una comunità di disabili a comprare la verdura e stavo lì magari un'ora e Leo all'inizio aveva paura, poi ha imparato a conoscere queste strane persone che alla fine sono molto buone e curiose, e così via.
Una sera ogni 15 andavo al mio Gruppo di Acquisto Solidale, stavo fuori dalle 21 alle 23, il mio compagno lo metteva a letto, insomma cose così.

Per quanto riguarda i secondi, due mie care amiche hanno avuto l'esperienza contraria: il primo come non averlo, quando hanno fatto il secondo è stata l'apocalisse. I bambini non dormivano da soli, i maggiori erano comunque influenzati quindi c'era un caos non indifferente, e così via. Dipende, dipende, dipende...
Io, come forse sai, per tanti motivi, sto pensando di "fermarmi qui", ma non per come è stato o non è stato Leonardo, bensì per ragioni esterne a lui, e interne a me e alla nostra coppia. Comunque, Anita ha 7 mesi, è ULTRA presto per qualsiasi cosa ora, almeno questo pensiero forse lo puoi rimandare...
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Sharon il Gio Nov 17, 2016 9:07 am

Jil ci siamo sentite ieri ma rispondo anche qui, appena nato Chris io mi sono trovata spiazzata… Lui è un bimbo che i primi 3 mesi ha pianto praticamente ininterrottamente, non sono MAI riuscita a lasciarlo nella sdraietta/ovetto, la sera mangiavamo a turno io e mo marito e a pranzo 2 volte su 3 non riuscivo a mangiare, lui era tutto il giorno in braccio ma in ogni caso piangeva ed era un pianto che entrava nel cervello, non riuscivo a rapportarmi con lui perché se anche lo coccolavo, lo contenevo, lo allattavo… lui piangeva sempre… i giorni di ricovero sono stati tremendi, perché oltre alla preoccupazione, la paura… c’era anche il senso di impotenza nel non poterlo prendere e vederlo piangere in culletta termica…
Poi non ti so dire se la situazione sia migliorata, sicuramente si è evoluta, crescendo ha iniziato a piangere (un po’) meno, ho imparato a riconoscere il pianto, lui interagisce un po’ di più… non è tutt’ora un bambino che a casa gioca da solo, all’asilo mi dicono invece che è sempre affaccendato e super indipendente…. Se siamo a casa lui vuole giocare, ma con me, passerebbe le ore a terra con me a giocare con i lego, se invece mi “distraggo” richiama l’attenzione facendo monellate! Quando era più piccolo l’ho “etichettato” come bimbo ad alto bisogno, ad oggi non ti so dire se lo sia, se lo fosse all’ora… ho capito che lui è lui, ed è così… è così quando la notte si sveglia ogni 20 minuti e se lo prende il papà piange ancora più forte, è così quando mentre giochiamo mi viene a controllare nella maglietta se la “tetè” c’è ancora, è così quando all’asilo mangia la pappa dei grandi ma con me non ci pensa proprio, quando con me chiude la bocca o mi sputacchia tutto addosso e con il papà mangia… quando con il papà passa la giornata giocando da solo a terra e se ci sono io non posso neppure andare in bagno, quando con me si addormenta solo al seno e all’asilo dorme senza problemi…
Quando è nato mi ero confrontata con DK, Zara e Lucy… dall’esperienza di Lucy e DK ho capito che non mi devo fare grosse aspettative sul secondo ma vedo che loro erano forse più preparate e non hanno subito lo shock come con il primo….
DK mi aveva dato il link di uno”studio” che all’epoca mi aveva aiutata molto… purtroppo i messaggi privati sono stati disabilitati e non lo trovo più…
Io posso dire che non ero pronta a un bambino del genere, avevo visto l’esperienza di mia sorella con due bambini che dormivano e mangiavano, si addormentavano da soli, stavano nella sdraietta le ore… non immaginavo potesse essere così… forse tutto è migliorato quando l’ho accettato, quando ho smesso di fare paragoni con i bimbi perfetti delle mie amiche, quando ho smesso di pensare “domani andrà meglio perché peggio di così non può andare”, quando ho smesso di farmi aspettative e di “colpevolizzarmi”

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Panicqueen il Gio Nov 17, 2016 9:49 am

E' una tematica che mi interessa molto e su cui mi interfaccio spesso. Ho invitato ad aprire un topic a parte perché esiste attualmente questa espressione in circolazione e secondo me c'è da fare delle puntualizzazioni per non cadere in quelle che possono essere trappole. Ci sono comunque tanti topic sul forum che cercano di trattare la maternità da vari tagli (i supporti sociali, le scelte, ecc.) a cui potete riferirvi per lo scambio anche quotidiano. Cercherò di essere sintetica in questa sede perché penso che potrei scrivere di questo argomento per una settimana di fila, tanto ci sarebbe da dire. Cercherò anche di essere contenuta, ma se risulto particolarmente enfatica è perché il tema è particolarmente importante e viscerale (come negli esempi di Ardath).

Parto col dire che io sono fondamentalmemte contraria all'uso dell'espressione "alto bisogno" o "alto contatto", perché ritengo, per i miei studi e le mie esperienze, sia stata coniata (di recente) per trovare un modo "comodo" di mettere un'etichetta sui bambini all'interno di situazioni "scomode" e deflettere così ogni possibile traccia di colpevolizzazione verso la madre o il genitore. E' un modo politically correct di dire "non ti preoccupare! è il tuo bambino che è fatto così - non è colpa tua , quindi tu non puoi farci nulla". Che bella visione edificante, eh? E' il comunismo delle società materne. Serve a dire "guarda che non c'è una madre più brava di un'altra (sottotesto: non potrai quindi essere certamente tu), quella della tua amica è solo fortuna". Allora la madre torna a casa e si arrende davanti al suo bambino/destino con l'etichetta sbagliata/speciale. Però almeno non si sente incapace, è solo sfortunata! Allora va tutto bene.
Non fraintendemi, proteggere le capacità materne è esattamente ciò che è necessario: ma bisogna sostenerle, contribuire ad alimentarle e rigenerarle. E per fare questo a volte bisogna anche mettere in discussione il punto di vista da cui si proviene.

Per contro, invece viene impiegata la parola "alto", che trovo abbastanza irritante, perché implica che ci si eleva, si sta al di sopra, fa élite. Esattamente come i gruppi Facebook "Noi mamme che..."
Ci avete pensato, perché "alto"? Rispetto a cosa? Un bambino che piange perché ha bisogno di vicinanza è normale. Non è più, né meno, di un altro. L'unica cosa che salvo della teoria dell'"alto bisogno" è che fa capire alla mamma che un bambino che è attivo e comunicativo è un bambino sano, anziché una rottura di palle.
Piange più di un altro? Con quante mamme ho parlato, che pensano che pianga più del dovuto, quando in realtà vengono solo da un'aspettativa purtroppo non corretta su quanto i bambini effettivamente piangano o possano essere lasciati da soli.
Ma se piange (uso il pianto, ma può essere qualunque comportamento), allora scopriamo perché. "Che ci vuoi fare, è nato così" è arrendersi. Perché la verità è che, in tanti casi, la spiegazione delle dinamiche c'è. Deve solo essere trovata, a partire dall'iniziativa della mamma e con i mezzi giusti.

I bambini non sono tutti uguali, è vero, ma:
a) hanno bisogni molto, molto, molto basilari - più sono piccoli e più basilari e simili sono. Quasi tutto si riconduce alla sicurezza, una merce rara anche per gli adulti stessi (indovinate perché?)
b) non sono nemmeno pacchetti confezionati con il loro temperamento di fabbrica (e caso mai la "fabbrica" è comunque la sua famiglia). Infatti anche le teorie del temperamento oggi prendono in considerazione la vita prenatale, gli eventi di vita della madre, delle generazioni, ecc.

Ma non è veeeeero, ogni bambino è fatto a sé...non si può dire/non si può sapere/ognuno deve fare quello che crede . Tradotto, dato che non si trova una soluzione, buttiamola in buonismo.
Se ogni bambino è fatto a sé, ricordiamoci che le mamme anche sono tutte diverse tra loro. Vengono da storie di vita diverse, vivono in contesti diversi, con supporti ben diversi.

Perciò, non mi stancherò mai di ripeterlo, è fondamentale esplorare le relazioni di attaccamento.
Correlano con il sonno, con l'alimentazione, con i disturbi mentali in età adulta, ecc. Con tutto ciò che è vita, perché sono letteralmente la base della nostra vita.
Tutti alla fine della giornata vogliono il bene per i loro figli e per loro stessi, com'è giusto che sia, e si procede con questo in mente.

P.s. il secondo nato gode di varie agevolazioni, tra cui certamente l'esperienza e la maggior rilassatezza della madre, dovuta ad una miglior percezione di auto-efficacia; ma gode anche della presenza del primogenito come risorsa per la sua sicurezza!

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Gio Nov 17, 2016 1:14 pm

Faccio tesoro di tutte le vostre risposte ed esperienze, davvero.
Di giri e attività ne facciamo veramente tante, siamo tutti i giorni fuori casa, ma diciamo che non mi basta! Quando rientro in casa siamo ancora sole io e lei fino alle 18.30-19 ogni sera. E sicuramente nella mia situazione particolare ha un forte peso la lontananza dalle mie persone e luoghi, ma non ci posso fare niente.
L'oretta per me la posso avere solo nel fine settimana quando c'è il papà e generalmente la occupo a pulire casa perchè in settimana non riesco. E un po' mi spiace perdermi altro del poco tempo che siamo solo noi 3 insieme per fare qualcosa solo per me. Su questo posso sicuramente lavorare.
Panicqueen ha scritto: E' un modo politically correct di dire "non ti preoccupare! è il tuo bambino che è fatto così - non è colpa tua , quindi tu non puoi farci nulla". Che bella visione edificante, eh? E' il comunismo delle società materne. Serve a dire "guarda che non c'è una madre più brava di un'altra (sottotesto: non potrai quindi essere certamente tu), quella della tua amica è solo fortuna". Allora la madre torna a casa e si arrende davanti al suo bambino/destino con l'etichetta sbagliata/speciale. Però almeno non si sente incapace, è solo sfortunata! Allora va tutto bene.
Non fraintendemi, proteggere le capacità materne è esattamente ciò che è necessario: ma bisogna sostenerle, contribuire ad alimentarle e rigenerarle. E per fare questo a volte bisogna anche mettere in discussione il punto di vista da cui si proviene.

Volevo rispondere un attimino a questo per far capire il mio percorso personale che è praticamente l'inverso di quanto vissuto da Sharon.
Quando Anita è nata io mi aspettavo pianti e strepiti, ma il primo mese tutto sommato era tranquilla a parte la sera. Poi ha cominciato a piangere tutto il giorno tranne che nei momenti di tetta fino ai tre mesi compiuti e io pensavo fosse solo una fase che sarebbe passata con la fine delle coliche. Poi ha cominciato a non voler stare con le nonne le poche volte che venivano a trovarci, e io ho pensato che fosse solo una fase. Poi ha cominciato a non passare mai più di 5 minuti da sola, e io pensavo che appena fosse cresciuta un po' sarebbe passato. Idem per i pianti ogni volta che mi allontano di 1 m da lei.
Ora ha 8 mesi e avendo passato un po' di tempo con altri bimbi ho capito che no, non è solo una fase. E' lei che è così, e confesso che un po' mi sono sgravata da un senso di incapacità che mi portavo dietro. Pensavo che sicuramente stavo sbagliando io qualcosa, e invece ora capisco che tranquilla e pacifica mia figlia non lo sarà mai.
Non so se questo rientra nel comportamento che PQ "condanna", ma a me questo passaggio sta servendo per vedere la situazione in modo più chiaro e riuscire a reagire di conseguenza.
No, i bambini non sono tutti uguali. Andiamo a fare merenda in 5/6 e alcuni stanno un'ora tranquilli in braccio o addirittura nel passeggino senza piangere nè essere sempre distratti. Altri, tra i quali lei, sono incontenibili. Devono muoversi e essere intrattenuti. Al corso massaggi era l'unica che piangeva sempre.
E sono arrivata a credere che non sia a causa mia, di quello che faccio o non faccio con lei.
L'alto contatto (concordo su tutta la riflessione di fatina e PQ ma ormai si chiama così) mi ha creato non pochi complessi, perchè sembra che se non hai tua figlia sempre addosso allora crescerà insicura e piena di complessi. Mi sono fatta condizionare molto, poi ho capito che facevo certe cose (bed sharing, tentativi inutili con la fascia) solo perchè avevo letto che era la cosa giusta da fare. Ora ho deciso di non leggere più nulla e di seguire quello che credo sia giusto per me.Non sarei una mamma serena e di conseguenza tutto peggiorerebbe. Penso che sia molto bello che mia figlia sia così attaccata a me, ma nella mia situazione concreta non posso permettermi di stare tutto il giorno con lei addosso, devo darle anche gli strumenti per capire che c'è anche altro oltre la mamma. Ho puntato molto sullo svezzamento e ho avuto la fortuna (o merito?) che sia andato bene. Ho capito che l'allattamento notturno per me era un peso, e l'ho tolto. Il mio corpo ha agito di conseguenza e praticamente ho smesso da una settimana di allattare anche di giorno non perchè abbia deciso una data ma perchè mi sono accorta che veramente di latte ce n'era molto poco. Penso che la mia mente abbia avuto un notevole peso in questo.
Io mi aspettavo una neonata che piangesse e assorbisse tutte le  mie attenzioni (poi per carità viverla è un altro discorso) ma pensavo che verso i 6 mesi quella fase sarebbe finita.
Secondo me (ma su questo accetto opinioni differenti) ora che ho questa consapevolezza sarà più facile, come dice anche Sharon.
Penso che i figli ti smuovano tanto dentro, e Anita sembra essere fatta per farmi mettere in gioco proprio su quello su cui faccio più fatica...e penso non sia un caso I love you


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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Zara il Gio Nov 17, 2016 3:11 pm

Mi piacerebbe capire meglio cosa intendi, PQ, perchè per me è proprio così: i bambini sono tutti diversi, come gli adulti, d'altronde. E ognuno ha il suo background familiare, ovviamente, che parte come ormai sappiamo dal concepimento.

Panicqueen ha scritto:Ma se piange (uso il pianto, ma può essere qualunque comportamento), allora scopriamo perché. "Che ci vuoi fare, è nato così" è arrendersi. Perché la verità è che, in tanti casi, la spiegazione delle dinamiche c'è. Deve solo essere trovata, a partire dall'iniziativa della mamma e con i mezzi giusti.

I bambini non sono tutti uguali, è vero, ma:
a) hanno bisogni molto, molto, molto basilari - più sono piccoli e più basilari e simili sono. Quasi tutto si riconduce alla sicurezza, una merce rara anche per gli adulti stessi (indovinate perché?)
b) non sono nemmeno pacchetti confezionati con il loro temperamento di fabbrica (e caso mai la "fabbrica" è comunque la sua famiglia). Infatti anche le teorie del temperamento oggi prendono in considerazione la vita prenatale, gli eventi di vita della madre, delle generazioni, ecc.

Ma non è veeeeero, ogni bambino è fatto a sé...non si può dire/non si può sapere/ognuno deve fare quello che crede . Tradotto, dato che non si trova una soluzione, buttiamola in buonismo.

Mi sembra che tu la stia mettendo un po' troppo sul semplice, invece. Soprattutto se non prendiamo in considerazione solo il pianto, ma anche tutto il resto. Come se a tutto ci fosse una soluzione per far cessare il comportamento del bambino. A volte può essere così, per molte cose ci sono delle soluzioni, e credo che tutte le madri che tengono alla relazione con il proprio figlio facciano di tutto per trovarle. E se sono più ambiti vuol dire che la madre non è una madre sufficientemente buona? O forse la soluzione è semplicemente davvero faticosa e prostrante per la madre, che magari decide di assecondare le richieste del bambino.  

C'è stato un periodo in cui avrei dato un braccio per avere un bambino che stava volentieri mezz'oretta al giorno con il papà, o che dormisse anche solo tre ore di fila a notte, che potessi appoggiare un attimo per fare pipì senza sentirlo piangere.
E io mi sentivo abbastanza pronta a molte richieste, ero disposta a dare tantissimo, ero pronta a numerosi risvegli, ad usare fascia perchè sapevo che avrebbe avuto bisogno di molto contatto. Ma non dormendo, ero distrutta, ogni cosa mi costava una grandissima fatica. E ovviamente lui aveva la priorità, perchè era un neonato. Non poteva rimanere affamato, sporco o piangente. Mi sembrava che le attenzioni che gli davo non potessero bastare mai. Ero prosciugata. Mio marito è sempre stato molto presente, ma nonostante tutto a Dante non interessava. Solo verso i 20 mesi ha iniziato a creare un buon rapporto con il papà.
Quindi sì, per me tutti i bambini sono ad alto bisogno (non ad alto contatto, non necessariamente almeno), ma alcuni lo sono più di altri. Per il modo in cui piangono, reagiscono agli stimoli, al cambiamento.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Gio Nov 17, 2016 3:27 pm

Immagino che non sia un discorso facile da affrontare senza che qualcuno si senta, in qualche modo, accusato di qualcosa.
Io sinceramente non so se ho avuto un bambino ad alto bisogno, c'è da dire che per alcune cose Leonardo è stato diverso dai bambini bambolotto, però ci ha sempre fatto dormire, e questo ha ridimensionato tutto il resto.
Io non leggo il messaggio di Panicqueen come te, Zara, non lo interpreto come " E se sono più ambiti vuol dire che la madre non è una madre sufficientemente buona?", piuttosto come - e qui do la MIA interpretazione delle sue parole, non il vero significato, ovviamente - la Natura non fa le cose a caso: può davvero essere che, per avere un bambino felice e che crescere bene, si debba avere una madre prosciugata, inservibile, che arriva a non volerne più sapere del bambino? È veramente questo che siamo programmati a fare? Non è che, forse, quando si instaurano queste dinamiche (ossia madre troppo stanca per la cura del figlio e le sue richieste nei suoi confronti) c'è qualcosa che non va alla base del rapporto e che, sistemando quel qualcosa, la madre non si sentirebbe più così oppressa?
Nota come io non dica "il bambino diventa più gestibile" o "smette di essere ad alto bisogno", ma come rivolga la mia attenzione alla madre, cioè lei riesce ad essere più resiliente nei confronti di quello che il figlio le chiede.

Il discorso dei bambini ad alto bisogno è veramente complesso: io, ti confesso una cosa, Zara, e voglio credere che tu mi conosca abbastanza bene da capire che era un problema MIO, più che "causato da te", PERCEPITO DA ME: quando tu o Elisina parlavate dei vostri figli in certe circostanze, compensando il fatto che non dormivano e sottolineando quanto fossero precoci in altri aspetti, mi sono domandata tra me e me se il fatto che Leonardo dormisse non lo rendesse "meno intelligente" dei vostri. Lascia perdere che io c'ho i problemi, ma ho trovato molto interessante il passaggio in cui Panicqueen parla del termine "alto" come contrapposto a "basso", quindi un bambino "ad alto bisogno" è anche "alto" in altri sensi, mentre quelli "a basso bisogno" sono anche "bassi" in altri sensi.

Non sto dicendo niente di specifico, sto solo riportando le mie percezioni in un discorso veramente, veramente incasinato.
Una cosa però la capisco, Jillian: la solitudine intesa come lontananza dalle proprie "persone", quella è una cosa che mi è pesata tantissimo e che mi ha spesso fatto dire: Chi me l'ha fatto fare di andarmene dal mio paese (posto in cui, nei momenti di lucidità, non vorrei nemmeno rimettere piede per le visite alla famiglia)...
A quello, forse, ci si può solo rassegnare. Mia sorella, i miei amici mi mancano e mi mancheranno per sempre, e quelli nuovi che ho qui non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello che vorrei... Ma è il mio percorso, e ci sono scesa a patti tempo fa, perché i plus che ho qui sovrastano ancora tutto il resto.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Zara il Gio Nov 17, 2016 4:07 pm

Noooo, avevo scritto un papiro e mi si è cancellato Neutral

Mi dispiace molto Ardarth se a suo tempo ti sia sentita così a causa mia

Sul discorso di PQ chiedevo appunto delucidazioni, proprio perchè non mi era ben chiaro.

Per me, ti posso dire che quando Dante ha iniziato a svegliarsi ogni 2 ore di notte, anzichè ogni 40 minuti, tutto si è rivelato meno pesante. Ma non c'entrava nulla la nostra relazione di attaccamento, quanto il mio riposo.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da ArdathLilith il Gio Nov 17, 2016 5:28 pm

Zara ha scritto: Noooo, avevo scritto un papiro e mi si è cancellato Neutral
Noooo! Detesto quando succede, chissà che cose interessanti avevi scritto!

Zara ha scritto:Mi dispiace molto Ardarth se a suo tempo ti sia sentita così a causa mia
A costo di suonare noiosa, ci tengo a precisare che NON era a causa tua! Voglio dire, ma ti pare che una persona non può essere libera di esprimere pareri sul proprio figlio e su aspetti che la soddisfano, perché teme di creare complessi in un'altra? Anche quel passaggio mi è servito molto per capirmi, per capire che tipo di madre ero e così via.

Io sono molto felice del percorso che Leonardo mi ha costretto a fare (ci sarebbe un libro da scrivere, a riguardo), perché lo stato in cui sono ora, di grande soddisfazione con lui, è proprio frutto di quel percorso.
Una storia d'amore "ostacolata", come l'aveva definita qualcuno. Ostacolata solo da me, però
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Zara il Gio Nov 17, 2016 5:45 pm

ArdathLilith ha scritto:
Io sono molto felice del percorso che Leonardo mi ha costretto a fare (ci sarebbe un libro da scrivere, a riguardo), perché lo stato in cui sono ora, di grande soddisfazione con lui, è proprio frutto di quel percorso.

In pratica avevo usato qualche migliaio di parole per esprimere questo preciso concetto  cyclops

Edit.

Mi riaggancio qui, perchè prima ho dovuto chiudere, ma è un discorso che mi interessa molto.
Prima di avere Dante non avevo nemmeno idea di questo modo di etichettare i bambini (il che non mi piace, ma rende il tutto più svelto per indicare alcuni comportamenti). La prima volta che l'ho sentito è stato quando me ne ha parlato Dipkick qui sul forum. E ho cercato il sito del dottor William Sears, dove parla di questi "High needs babies" -> qui.
Non ci potevo credere: stava descrivendo Dante! Le sue reazioni, il suo modo di fare. E poi qui. Non credo si tratti di un modo per "lavarsene le mani" e scaricarsi la coscienza. A me sono piaciute molto queste parole: Our parental role was like that of a gardener: we couldn’t change the color of the flower or the day when it would bloom, but we could pull the weeds and prune the plant so it blossomed more beautifully. Our role was to channel Hayden’s behavior and nurture her special qualities so that instead of being a liability these temperament traits would later work to her advantage and serve her well. Il che mi suona in maniera molto diversa dal buttarla in buonismo. Poi, se parliamo di certe questioni come i risvegli notturni o la frequenza delle poppate, secondo me c'è davvero poco da fare (a meno che si vogliano adottare metodi di estinzione graduale del bisogno o introdurre un'alimentazione di tipo artificiale).
Poi mi è capitato di conoscere mamme con diversi figli affermare che uno era più bisognoso degli altri, in termini di richieste. Mi aveva molto colpito questo post di una mamma blogger.  

Io ho lavorato molto su di me, ancora prima di rimanere incinta, e ovviamente, dopo che Dante è nato, per liberarmi dei condizionamenti tutt'altro che positivi che avevo della maternità. Ma, se c'è una cosa di cui posso essere sicura, dal primo momento in cui ho visto quelle manine rugose, è proprio la relazione di attaccamento che ho instaurato  e che ho con lui. Per questo ho percepito le parole di PQ come ingiuste e un po' troppo semplificanti. Non è che se si allatta a richiesta, si dorma insieme, si mantenga il bimbo pulito, riposato, stimolato ma non troppo, lo si tenga a contatto allora sarà tutto facile e il bambino risponderà positivamente.
Per mia esperienza, oltre alla massacrante mancanza di sonno mia, un'altra cosa che rendeva molto difficile la giornata era che Dante capiva e voleva fare molte più cose di quelle che le sue competenze fisiche gli permettevano. Questo generava grande frustrazione in lui che non riusciva ad esprimersi e in me che non riuscivo a decifrare cosa volesse. E non sto parlando di bisogni primari, eh, che su quelli era davvero difficile sbagliarsi. Mi ricordo perfettamente una scenata megagalattica, aveva circa 10 mesi. Alla fine, non so come, visto che ancora non parlava, sono riuscita a capire che voleva mangiare una mela, intera, non a pezzi, e dovevo appoggiargliela sul tavolo, così che lui potesse prenderla da solo, perchè se gliela offrivo io non andava bene . E questo è solo un esempio, ma era così per tutto! Il che va decisamente oltre il fatto che i bambini piccoli hanno dei bisogni o anche dei desideri semplici. Ovviamente quando ha iniziato a parlare le cose sono migliorate moltissimo e ora non sta più zitto un secondo

Ad ogni modo, ora che mi avete fatto notare la contrapposizione alto/basso e ora che Ardath ha espresso il suo malessere per questo, mi rendo conto che il termine, di per sè, può dare adito a fraintendimenti ed opposizioni.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Sharon il Ven Nov 18, 2016 9:52 am

Zara il primo link è quello che mi ha girato DK e anche io avevo riconosciuto Chris in tutto... e mi ritrovo anche quando dici che voleva fare cose che andavano oltre le sue competenze (tipo tirarsi in piedi a 4 mesi o scavalcare "ostacoli" prima ancora di avere l'equilibrio per stare in piedi)... io con lui ho notato grandi miglioramenti da quando è autonomo nei movimenti... eccetto il sonno che è ancora un grosso tasto dolente....
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Ven Nov 18, 2016 12:31 pm

Uguale Anita... voleva girarsi a pancia in giù a tre mesi e non ce la faceva e si incavolava tantissimo...e appena ce l'ha fatta a 4 mesi esatti ha cominciato a voler fare altro...e via così non si è ancora fermata!
La cosa più frustrante è che non sempre basta prenderla in braccio per calmarla e ancora adesso non sempre capisco cosa vuole/ha bisogno o cosa la fa innervosire.
Poi leggo gli articoli che avete linkato e vedo di capirci meglio, perchè io sto veramente realizzando adesso a 8 mesi che ho una bimba un po' "impegnativa".
A me al contrario di Ardarth il fatto che lei per 3 mesi abbia avuto tanti risvegli notturni proprio nel momento in cui invece la maggior parte degli altri bimbi cominciava a dormire, faceva pensare di stare sbagliando qualcosa (poco latte, troppa tetta, poche coccole, troppe coccole, non lo so..). Capisco al 100% il discorso di Zara e ho molta stima di chi è riuscito a tenere duro fino alla fine fisiologica dell'allattamento. Io non ce l'ho fatta e sto cercando di non sentirmi in colpa per questo. Devo dire che Anita non sembra risentirne particolarmente, si è adeguata davvero in fretta.
Anche oggi gruppo gioco bimbi e lei disperata perchè io sono dovuta andare in bagno. Appena me l'ha rimessa in braccio ha smesso all'istante. Le altre 6 mamme allibite da questa scena e dal sapere che fa così da quando ha 4 mesi (quindi no, purtroppo non è il passaggio che hanno tutti alla fine dell'esogestazione) e in 6 mi hanno detto che no, i loro non fanno così.
Da una parte mi chiedo quando finirà questo suo bisogno di contatto con me così totalizzante....dall'altra mi sento un pochino sollevata nel sapere che allora non è colpa mia se ancora adesso non riesco a tenere decentemente la casa o a truccarmi la mattina.
E infine, per quanto i discorsi astratti sui figli siano sempre idilliaci, le educatrici che frequento mi stanno facendo capire che ogni tanto ci vuole anche il poter esternare che non ce la si fa più e che una certa situazione è difficile da gestire.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Panicqueen il Ven Nov 18, 2016 2:10 pm

Allora facciamo un po' di chiarezza
Jillian ha scritto:
Pensavo che sicuramente stavo sbagliando io qualcosa, e invece ora capisco che tranquilla e pacifica mia figlia non lo sarà mai.
Non so se questo rientra nel comportamento che PQ "condanna", ma a me questo passaggio sta servendo per vedere la situazione in modo più chiaro e riuscire a reagire di conseguenza.
In questo contesto che hai citato, io non condanno nulla, sono le madri che alla fine della giornata sono contente o non contente della loro condizione. Cosa cambia a me "condannare"? Però forse non è casuale che sia percepita come tale.
Non condanno alcuna scelta, non mi permetterei mia, condanno la diffusione di etichette che possono essere tanto castranti, quanto liberatorie per motivi che potrebbero essere solo apparentemente efficaci. Anche perché, se allora i bambini sono tutti diversi, come è possibile raggrupparli? Ma è bene che tu stia usando nel tuo progresso tutte le risorse a disposizione, uno ci riflette su e poi valuta.
Jillian ha scritto:
E sono arrivata a credere che non sia a causa mia, di quello che faccio o non faccio con lei.
Te la butto là, come esempio, hai provato anche a considerare il "come" lo fai?

Zara ha scritto:Per questo ho percepito le parole di PQ come ingiuste e un po' troppo semplificanti. Non è che se si allatta a richiesta, si dorma insieme, si mantenga il bimbo pulito, riposato, stimolato ma non troppo, lo si tenga a contatto allora sarà tutto facile e il bambino risponderà positivamente.
L'ingiustizia qui è per me, dato che non ho detto questo
E' forse l'idea di attaccamento che è stata divulgata (esattamente quello che temo), ma non esaurisce certo l'attaccamento nel suo punto di vista originale.
Preciso che Sears non lo conosco benissimo, perché come autore è arrivato dopo e certamente da un altro lato, ovvero non è lui l'origine della teoria dell'attaccamento, che è invece Bowlby e poi Ainsworth. Perciò come l'abbia poi proposta io lo prendo con le pinze, mi sono sempre riservata di approfondire per conoscenza, ma negli studi di Psicologia dello Sviluppo di sicuro nessuna cita Sears.
Come ha messo in luce Jillian, non si riduce ad una lista della spesa di comportamenti "giusti" nell'attesa che producano un risultato. Questo accade quando si intende il bambino come una macchina, intesi pure in senso di performance. Dorme di più, piange di meno, ecc. Non è immolarsi che fa l'attaccamento sicuro, questo per certo.
Ci si scorda che bambini e madri, insieme, sono e sono persone (del genere umano, perciò mammiferi, il che almeno è un utile canovaccio).
Ci si scorda di una miriade di variabili, quando si chiude il focus sul "alto/basso bisogno". Il contatto alto o basso viene dalla madre, in base ad una serie di variabili importanti, certamente in parte coperte dagli effetti della deprivazione di sonno, e questo purtroppo è molto comune e oggettivamente ostacolante, ma anche altre che sono soggettive.
Non sarei magari in disaccordo su questi tentativi di etichetta se non fosse che hanno il rischio elevatissimo e dimostrabilissimo di farci perdere di vista tutto il resto. Tutte le etichette hanno il pregio di essere modi di descrivere una realtà, ma questo è anche il loro limite.
Lo dimostra il caso di Jillian: se stabilire che la sua bambina è ad" alto bisogno "fosse in grado di generare automaticamente la soddisfazione che sente mancante nella sua esperienza di maternità, non avrebbe avuto una domanda da sottoporre. Intuisce che c'è altro, ma non gli sa dare un nome perché la cultura mainstream della maternità oggi (fatta di gruppi FB e siti sponsorizzati di prodotti) non le offre altro. Riporto solo l'esempio: si chiede quando finirà questo bisogno così totalizzante, allora Sears cosa avrebbe detto?
Meglio provocare una riflessione o adeguarsi allo status quo?

Spero di non risultare polemica nelle mie contro-obiezioni, ci sarebbe davvero solo tanto da dire e anche a ciascuno da dire in modo individualizzato nel rispetto di quella che è la sua inquadratura.
Il mio contributo si può riassumere in quello che è il mio punto di vista in tutte le cose (semplificante? forse sì, forse no): "chi è felice, ha ragione", a cui aggiungo "chi non è felice, ha domande". Allora mi piace accoglierle e mostrare che ci potrebbe (condizionale d'obbligo, lungi da me propormi come l'alfa e l'omega) essere anche altro rispetto a quello che non si è ancora esplorato, che ci sono altre vie possibilmente da esplorare. Penso sia più utile che dire "eh sì, è proprio così", fare una pacca sulla spalla, e tornare alla mia vita. A volte è tutto ciò che si può fare, è vero, ma non aver trovato soluzioni non è la prova che non esistano. Poi magari non esistono davvero eh, però se non si cercano... dove si cercano, tanto per iniziare? Lo ripeto: relazionI d'attaccamento, forse è sfuggito la prima volta il plurale
Nelle mie consulenze le esploriamo sistematicamente proprio perché sono imprescindibili alla comprensione di tutte le dinamiche di vita.

Linko studio sul sonno e l'attaccamento, giusto perché illustra le relazioni che intercorrono tra i due senza ricorrere ad etichette sul bambino (e accenna per sommi capi alle tipologie di attaccamento): http://www.khbrisch.de/files/schlaf_und_bindungsst__rungen.pdf


Ultima modifica di Panicqueen il Ven Nov 18, 2016 2:37 pm, modificato 1 volta

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Ven Nov 18, 2016 2:36 pm

Panicqueen ha scritto: Cosa cambia a me "condannare"? Però forse non è casuale che sia percepita come tale.
Non condanno alcuna scelta, non mi permetterei mia, condanno la diffusione di etichette che possono essere tanto castranti, quanto liberatorie per motivi che potrebbero essere solo apparentemente efficaci.

Sì non intendevo dire che stavo "condannando" me sul personale, e l'ho anche virgolettato perchè non mi veniva un termine più esatto e ho poco tempo per stare al pc. Diciamo che intendevo dire quello che poi ha espresso molto meglio Zara, cioè che mi sembrava un discorso generico e un po' troppo semplicistico.

Panicqueen ha scritto:
Lo dimostra il caso di Jillian: se stabilire che la sua bambina è ad" alto bisogno "fosse in grado di generare automaticamente la soddisfazione che sente mancante nella sua esperienza di maternità, non avrebbe avuto una domanda da sottoporre. Intuisce che c'è altro, ma non gli sa dare un nome perché la cultura mainstream della maternità oggi (fatta di gruppi FB e siti sponsorizzati di prodotti) non le offre altro. Riporto solo l'esempio: si chiede quando finirà questo bisogno così totalizzante, allora Sears cosa avrebbe detto?
Meglio provocare una riflessione o adeguarsi allo status quo?

Non ho capito questo passaggio scusa.
Non è che non mi sento appagata dalla maternità...io sono una persona che si fa sempre mille domande e mette sempre in discussione se stessa, le proprie esperienze e le proprie relazioni, come ho già sicuramente mostrato anche qui sul forum in diversi ambiti. Tra l'altro tendo a condividere solo le cose negative, mentre quelle positive me le tengo per me, quindi probabilmente il messaggio che passa è che la mia esperienza sia negativa solo perchè non perdo tempo a mettere in mostra le parti più belle, che tengo per me I love you.
Di mio cerco sempre "qualcosa in più" per migliorare la situazione, perchè tutto è migliorabile.
Nel concreto ne è un esempio il problema sonno, che io ho risolto con la fine dell'allattamento. Non so se sia la soluzione, ma di certo a me ha portato benefici.

Panicqueen ha scritto:
Jillian ha scritto:
E sono arrivata a credere che non sia a causa mia, di quello che faccio o non faccio con lei.
Te la butto là, come esempio, hai provato anche a considerare il "come" lo fai?
Anche questo passaggio non lo capisco.
Il primo mese avevo una figlia tranquillissima, che mangiava e dormiva. Non ho mai pensato che fosse merito mio. Dai due mesi e mezzo dormiva 8 ore a notte e piangeva come una matta di giorno. Poi ha smesso di dormire pure di notte. Non è cambiato niente nè in quello che facevo o come lo facevo, nè nelle circostanze.
Credo anche che non esistano "brave mamme" e "mamme meno brave" salvo veramente i casi patologici. Ognuno dà il meglio di sè in una relazione con una personcina che non può esprimersi, che devi imparare a conoscere e non può dipendere tutto solo da come sono io o cosa faccio io, ma anche da come è lei.
Per carità, penso che uno dei più grandi doni e compiti di una madre sia l'accoglienza e quindi è certo che è la madre la prima che deve accogliere il figlio, ma penso anche che a un certo punto entri in gioco anche il carattere che ti trovi di fronte. E ripeto, mi sto rendendo conto che i figli sono "fatti apposta" per mettere il dito nei nostri punti più sensibili, e spingerci a lavorare su noi (ma che fatiiiiiica I love you).

Sulle relazioni d'attaccamento io non so proprio nulla, gli autori che citate non li conosco e in questo momento non penso che riuscirò a leggere i link in inglese...se qualche anima gentile vuole sintetizzare le teorie ne possiamo parlare, mi farebbe piacere
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Panicqueen il Ven Nov 18, 2016 2:45 pm

Jillian, mi permetto solo di farti notare la lieve contraddizione almeno apparente (poi ditemi se la percepisco solo io), dato che il tuo post iniziale ha come frase di conclusione "c'è un problema evidente". Ovviamente non tutti i problemi hanno le stesse proporzioni e quando ti pesa la tua situazione o piuttosto sia una riflessione così en passant lo puoi sapere solo tu

Essendo il topic destinato a tutti, io ho condiviso il mio punto di vista da esperto su questo aspetto nello specifico. Mi sembrava utile parlare di questa etichetta in particolare che può dare adito a distorsioni, come rilevava Ardath. Poi nello specifico, sembrerà paradossale, ma un topic sull'attaccamento non è mai stato creato, e invece sarebbe utile, ma non basterebbe una sezione intera del forum

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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Stelladelmattino il Ven Nov 18, 2016 2:55 pm

Sono rimasta affascinata dai primi post di jill e Ardath..che belle descrizioni, piene di umanità! Piene di quella consapevolezza dei propri limiti e dell'amore bello e gigante che abbiamo verso i nostri piccoli. Grazie delle vostre riflessioni.
Anche io Jill ho pensato e l'altra notte ho avuto una bella crisi di fatica riguardo Arianna. Non è la bambolina che tieni in braccio. Si sveglia di notte e l'unica consolazione è la tetta e allo stesso tempo io sono stremata dall'essere svegliata ogni 2-3 ore e certe notti anche più spesso. Lei vuole sempre giocare con me, esplorare la casa e io arrivo la sera fisicamente distrutta, dove il tempo per cucinare o anche solo scambiare due chiacchiere in tranquillità con il mio compagno, te lo sogni proprio. La provo a mettere ogni tanto davanti alla tv (cosa che non mi piace affatto) solo per farmi un piatto di pasta...ma essere mamma è proprio a volte un lavoro 24 ore su 24...però ogni tanto riconosco quando è il momento per prendermi del tempo per me. La lascio ai nonni (non giovanissimi quindi non ce la lascio spesso), e da quando ha nove mesi la porto al nido che mi ha dato tanto respiro e la vado a riprendere alle 12.30. Sono disoccupata e quindi mandarla al nido mi faceva sentire in colpa, ma ho capito che avevo bisogno del tempo per me, fosse anche solo per pittarmi le unghie! Oppure quando non riesco a stare a casa, prendo ed esco e chiamo amiche che hanno altri bimbi. Tutto questo per dire che ho apprezzato molto questo spazio. Grazie.
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da Jillian il Ven Nov 18, 2016 2:56 pm

Panicqueen ha scritto:Jillian, mi permetto solo di farti notare la lieve contraddizione almeno apparente (poi ditemi se la percepisco solo io), dato che il tuo post iniziale ha come frase di conclusione "c'è un problema evidente".  Ovviamente non tutti i problemi hanno le stesse proporzioni e quando ti pesa la tua situazione o piuttosto sia una riflessione così en passant lo puoi sapere solo tu

La risposta semplicemente è che dipende dalle giornate E posso scommettere che questa risposta è comune a molte mamme!

Chi crea il topic sulle relazioni d'attaccamento?
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da luisav il Ven Nov 18, 2016 3:51 pm

Niente a quanto pare è il topic dei post che spariscono! Avevo scritto tuttooooo.
Riprovo.
Sono giorni leggo questo topic, l'argomento mi interessa tantissimo e Pq quando vuoi ne parliamo per settimane!
Porto il mio punto di vista da mamma di quasi tre figli e di pedagogista.
Quando è nata Rebecca ero preparatissima, avevo già la formazione pedagogia e psicologica e avevo letto altri libri per prepararmi. Quando è nata lei, indovinate come è andata? Malissimo. Ero in panico, non sapevo che fare il più delle volte. Rivedendo le foto mi sono resa conto di come fossi trascurata, trasandata, annullata.
Quando poi è nato Francesco a soli 20 mesi da lei invece come andò? Meglio. L'esperienza e la sensibiltà acquisita hanno fatto la differenza. Gestirli insieme è stato faticoso e semplice, stressante e appagante. Ora come sarà con tre? Chi può anticiparlo?
Diciamo che principalmente volevo dire due cose:
1) Come Pq, non ho piacere a dare etichette ai bambini, lo fanno tutti coloro con cui siamo a contatto, specialisti intendo, partendo dai pediatri agli insegnanti. I pediatri continuano ad etichettare i figli, a volerli inserire in una scheda, una linea di crescita, a decidere quando vaccinarli, quando dargli da mangiare, quanto latte debbano prendere. Ma voi sareste pronte a mangiare 3 etti pasta se non avete fame? Poi quando arriveranno a scuola li incastreranno il altre etichette, sono bravi, non bravi, si impegnano/non si impegnano, hanno/non hanno difficoltà di apprendimento (cosa che davvero odio). Ci mettono sempre in una sorta di competizione: i figli degli altri fanno così e quindi anche io mi devo adeguare.
2) I social ci stanno aiutando a metterci confusione. Con grande facilità nei gruppi (intendo quelli facebook soprattutto, ma anche quelli whatsapp) è un continuo giudicare le mamme piuttosto che essere d'aiuto e conforto. Le risposte sono sempre: ah ma il mio fa così (della serie, tu sei la peggior madre al mondo, non sei capace e io invece sono bravissima). Non tutte hanno la fortuna di avere amiche con cui confrontarsi serenamente sui figli, sull'educazione. E non tutte sono brave a comunicare o dare consigli.
Alla fine di tutto cosa aggiungere? Sicuramente nel mio caso due cose hanno funzionato (e ribadisco, per me e i miei figli, ma on che valga per l'intera umanità): l'osservazione di tutto, come mangiano, come si muovono, come fanno la cacca, cosa li infastidisce, cosa li mette davvero in crisi, ecc. e il non avere aspettative. Non prendetela in senso negativo del tipo tutto sarà sempre triste e difficile, ma al contrario tutto è così in questo momento e cerchiamo di lavorarci su. Ad esempio: quando finirà che piangerà perché vado al bagno, o come faccio ad evitarlo? Mah...da neonati piangono, a 3 anni non piangono ma vengono al bagno con voi sempre, a 5 anni a volte vengono a volte no, ma se viene il fratello vengono sempre anche loro. 
Se usiamo le nostre forze per stare dietro ad aspettative su quando una cosa cambierà perché ci fa stare male ora, usiamo le forze in modo sbagliato. Un'aspettativa non ripagata ci fa stare davvero male e di conseguenza anche il nostro rapporto con nostro figlio subirà un danno.
Poi è ovvio che dobbiamo fare pace con noi stesse e non superare il limite che ci fa stressare davvero. Esempio? Questo ultimo mese ho dovuto scrivere la tesi di dottorato e continuavo a combattere contro me stessa perché i pomeriggi dei miei figli sono stati molta tv/Ipad/computer e molto poco Montessori/Travasi/collage ecc...ma in questo mese non si è potuto? Non per questo devo sentirmi in colpa. Questo mese è andato così, non è detto che il prossimo sia uguale. 
Spero di aver riscritto tutto quello che avevo scritto prima e soprattutto di essere stata chiara nei pensieri, non mi esce mai tutto facile come quando scrive Ardath 
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Re: Bimbi ad alto bisogno / alto contatto

Messaggio Da sea il Ven Nov 18, 2016 5:54 pm

Leggo anche io da giorni questo topic....e mi ritrovo sempre di più a sentirmi una voce fuori dal coro.
Io non lo so se mia figlia è ad alto o basso contatto, personalmente non mi è mai interessato saperlo.
Parlo dal punto di vista della madre....io mi sento una madre ad alto contatto, bisognosa prima di tutto io della relazione che ho instaurato con mia figlia.
Nella relazione con mia figlia ci sono stati i momenti anche molto difficili e ci sono tutt'ora.....ma non ho mai sentito il peso di cui si parla in questo topic...e non perchè sono brava e bella, ma perchè ho inquadrato tutto all'interno della relazione.
A me pesa invece e tanto il contrario, mi pesa delegare, mi pesa il tempo che non passo con lei.
E' per questo che non sono mai riuscita ad entrare fino in fondo a discorsi di questo tipo. Forse è anche una questione caratteriale....di sicuro lo è.
O forse sono io che sono strana.....perchè mi sento estranea a tanti discorsi ( tipo quelli del rientro al lavoro come una "liberazione" o riappropriarsi di una dimensione).
Io non ho mai sentito che mia figlia mi togliesse qualcosa, semmai mi sono sentita arricchita da un dono totalizzante e per sempre....che è l'amore per un figlio. E totalizzante non significa sfibrante. Totalizzante per me significa che io ci sono adesso per te, e questo adesso è un per sempre. Io e mia figlia, adesso,  passiamo anche delle giornate senza vederci, la saluto dicendole che la penserò e tanto....io ci sono, e ti assicuro che mi pesa lasciarti per tutto il giorno....ma sei nei miei pensieri...sempre.....non potresti mai non esserci...mai.
Mia figlia ha 6 anni e non è stato facile arrivare fin qui.....ma difficile non è significato pesante.
Pesante è stato invece per me il percorso opposto....ossia il dover lasciar andare, il dover non essere più il suo unico perno, il dover accettare i compromessi....e per compromessi io includo il nido, la babysitter.
Io non ho mai sentito l'esigenza di etichettare la relazione mia e di mia figlia, il fiume fluisce da solo.....traccia percorsi a volte inaspettati.
La certezza, l'unica per me e per lei è che ci siamo e ci saremo per sempre l'una per l'altra.
Quello che ho scritto è solo quello che sento...veramente quello che sento in merito....la differenza per me tra difficile e pesante.
Non è una critica nei confronti di nessuno I love you
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