Relazione medico-paziente

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Messaggio Da sea il Mer Feb 17, 2016 9:07 pm

Panicqueen ha scritto:
sea ha scritto:Ciao ragazze, ho bisogno che qualcuno mi spieghi in parole molto semplici le dinamiche del transfert e del controtransfert.
Non entro nei particolari, ma voglio cercare di capire se il professionista che mi segue da mesi per un problema di salute si stia approfittando della mia incondizionata fiducia e di un periodo lunghissimo in cui sto da schifo e mi sento debole sotto tutti i punti di vista.
Non entro nei particolari....ma la situazione non è più una normale situazione medico-paziente e vorrei capire se lui si è accorto della mia debolezza e  ci stia gongolando.
Specifico che il professionista in questione non è uno psicologo nè uno psicoterapeuta....ma un medico specialista...abbiamo praticamente la stessa età. Neutral
Sea,  la risposta è già nella tua domanda Un medico di base o professionista NON può praticare la psicoterapia, si tratta di abuso di professione. La cosa corretta da fare per lui, avendogli tu dichiarato il tuo disagio, era indicarti di rivolgerti allo specialista opportuno, in questo caso psichiatra o psicologo (a seconda della gravità dei sintomi). L'invio era l'unica cosa giusta in suo diritto e dovere di fare. Incaricarsi di fare l'equivalente di una psicoterapia senza la relativa abilitazione a farlo è molto grave e denota mancanza di professionalità.

L'introduzione del tuo messaggio parla di transfert e controtransfert...non è un argomento da trattare con il tuo medico, indica che le cose sono troppo oltre!
Aggiungo che questa è una sezione non pubblica, quindi vorrei ti sentissi libera di condividere qualsiasi informazione possa essere preziosa per aiutarti.

No no, ma con questo medico non pratico psicoterapia .
E' uno specialista da cui vado per altri problemi di salute da circa un annetto.....il mio sospetto è che ci stia provando.
Nel senso è che ormai siamo arrivati ad un dunque rispetto alla mia diagnosi, ma lui non mi molla...mi trascina, va dietro ad ogni mia paranoia dandomi appuntamenti che non hanno senso.
Io da lui mi sento accolta e ascoltata e ci sentiamo via wa.
Gli scrivo spesso per dubbi inerenti al mio problema di salute e lui per qualsiasi cavolata mi scrive " ne parliamo, ti aspetto in ambulatorio, sai come raggiungermi"
L'ultima volta poi mi sono resa conto di una cosa a cui non avevo mai badato.lui lavora in ospedale e mi ha sempre detto di andare ad un orario molto particolare.
Una sera gli mando un messaggio per un semplice dubbio e lui mi scrive di raggiungerlo in ambulatorio...sempre al solito orario...la mattina arrivo in ospedale all'orario concordato e incrocio un'infermiera che mi chiede cosa facessi lì e io rispondo che avevo appuntamento con il Dott xy. L'infermiera mi guarda strano e mi dice che il Dott xy non riceve mai a quell'ora e che ero arrivata troppo presto, anzi prestissimo....quando alla fine lo vedo arrivare da lontano nel corridoio l'infermiera l'ha guardato stranito, è entrata dalla collega e le ha detto " Ma è impazzito Dott xy?"
Io sarei voluta sprofondare...giuro! Ho scoperto poi che più tardi arrivano gli specializzandi...quindi lui non mi vuole incontrare con gli specializzandi, perchè mi ha sempre dato appuntamento prestissimo!!
Da li mi è sorto il dubbio che questo trattamento non fosse "normale"....risposte su wa dopo 2 secondi che gli scrivo, invito a scrivergli sempre anche di notte se sto male, va dietro ad ogni mia paranoia volendomi incontrare e parlare ad orari strani. Favori e precedenze sulla prenotazione di esami....tutto questo per averlo pagato una solo volta circa un anno fa in intramoenia...poi non ha più voluto un euro...e non conto più le volte che ci siamo incontrati per delle cazzate.
In più lui si ricorda tutto quello che gli dico, pure della mia vita privata....facendomi capire che lui si ricorda.
insomma....fin'ora io pensavo che lui si stesse solo prendendo cura di me, pensavo di aver trovato un medico solo disponibile...ma mi sto svegliando e  mi sta venendo il dubbio che questa non sia solo disponibilità.
Avrebbe già dovuto darmi da tempo il benservito...invece cerca di continuo scuse per rivedermi.
Io sto entrando invece in una sorta di dipendenza psicologica....nel senso che è bello e comodo avere un medico a portata di mano che placa le mie ansie...che mi risponde dopo un millisecondo...che appena apro bocca mi vuole vedere.
Ma mi rendo conto che non è "normale".
ho scritto del "transfert" e del "controtrasfert" perchè volevo capire se un medico, un professionista è in grado di gestire delle debolezze o un invaghimento.
Io se dovessi scoprire che gli piaccio mi sentirei troppo delusa...perchè io lo vedevo come un luogo in cui mi sentivo protetta, una persona che mi placava...ma non l'ho mai visto da quel punto di vista.
Io invece per lui cosa sono ormai??

Edit: Aggiungo che abbiamo praticamente la stessa età, lui una manciata in più, tra di noi c'è molto molto feeling. I primi tempi io gli davo del lei e lui mi ha trascinata "di prepotenza" al tu. Ormai c'è un rapporto molto confidenziale.
io penso di essermi lasciata trascinare in questa cosa dal bisogno di essere ascoltata e dal bisogno di avere qualcuno che si prendesse finalmente cura dei miei problemi di salute.
Mi sembrava di aver trovato un amico, una persona a cui affidarmi totalmente ed è la prima volta che mi capita con un medico questo ( di solito non mi fido mai a pelle di un medico) e mi sono lasciata totalmente trasportare....forse anche spesso approfittando di questa sua disponibilità...che però ormai da parte sua sembra illimitata...ed ormai lui sembra non volermi più lasciarmi andare.
La domanda è cosa ha percepito di me? Cosa gli ho comunicato? E perchè lui vuole continuare a "tenermi"? A cosa gli servo?
Ed in ultimo...come ne esco da questa cosa?
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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da nike il Gio Feb 18, 2016 10:40 am

Sea, mi spiace per la situazione.
Io credo che la prima cosa che dovresti fare è quella di rimetterti in un ruolo medico-paziente! Niente wa, niente visite in orari strani, ma anche niente messaggi su ogni dubbio che ti venga in mente.
Tuo marito lo sa?
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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da sea il Gio Feb 18, 2016 11:21 am

Mio marito sa che mi segue, ma non sa di tutte le visite, ma perchè non volevo che pensasse strano o che si preoccupasse.
Da quando ho perso Elia ho sviluppato una forma di ipocondria, ho paura di essere malata e di morire e di lasciare Chiara orfana. Il successivo aborto ha accentuato le cose.
Io ho dei problemi oggettivi che però sono comunque accentuati dalla mia emotività.
Ho riletto tutti i messaggi che ho mandato al dottore xy negli ultimi mesi e , a mente lucida, è palese che sono frutto della mia ipocondria....quello che non mi spiego è come possa essere che a lui non sia palese.
Io in questo momento mi sento fragile, ho degli oggettivi problemi di salute, ma ho anche delle paure terribili....avere lui mi calma....in questo momento mi sento dipendente da lui.
E se sapessi che lui ha sfruttato il mio dolore solo per vedermi e per sperare in chissà che cosa ci starei malissimo. Anche perchè ormai in un anno di visite di me sa praticamente tutto, sa cosa mi è successo e cosa ho passato.
Adesso che mi sto "svegliando" ci sono troppe cose che mi suonano "strano"...solo che adesso mi sento completamente persa se penso di non contattarlo più.
Ad esempio, lui sa benissimo che oggi è il mio giorno libero se io in questo momento gli scrivessi " Mi fa male l''unghia del piede che faccio?" lui mi risponderebbe in un microsecondo " Raggiungimi in ambulatorio, oggi sei anche libera".
I primi tempi questo mi faceva stare bene, placava la mia ansia....mi dicevo, "che bello, lo cerco e lui mi visita"mi sentivo al settimo cielo, adesso invece mi sento completamente confusa e in più mi sembra una cosa del tutto anormale e non capisco lui dove voglia arrivare.
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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da Rossana il Ven Feb 19, 2016 10:08 am

Sea è evidente che siete ormai entrati in sintonia, e il rapporto sia andato oltre il medico/paziente!
Però ora non allarmarti e non entrare in fissa su questo, cerca piuttosto di dare un taglio a questa cosa prima che vi sfugga di mano.

Io ti consiglierei di cambiare medico, inizia magari a farti seguire da uno specialista per questa tua ipocondria, così inizi a staccarti da lui.
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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da nike il Ven Feb 19, 2016 2:38 pm

Ma Sea, come a cosa gli servi? Non gli servi a nulla, è interessato a te, e anche tu hai dimostrato qualcosa che va al di là della relazione medico-paziente, è diventato un tuo punto di riferimento non solo medico.
Non credo che lui abbia fatto nulla di particolarmente scorretto, non è il tuo terapeuta, non è il tuo insegnante, ' un uomo, medico, che si relaziona ad una donna.
Forse dovresti più che altro chiederti quale spazio ha colmato nella tua vita, perché il fatto che tu abbia deciso di non dire a tuo marito quello che succedeva indica che almeno una parte di te era cosciente di quello che stava accadendo.

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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da sea il Ven Feb 19, 2016 3:14 pm

Ok...sto riflettendo molto in questi giorni...mi sto chiedendo il perchè di tante cose. Sicuramente quest'anno mi sono sentita talmente disperata da aver perso di sicuro un pò la bussola.
Però vi assicuro che i miei obiettivi erano e sono altri....io voglio e volevo essere certa che la mia salute fosse buona da poter tentare un'altra gravidanza...volevo avere la certezza matematica che tutto andasse nel migliore dei modi ed ho deciso di affidarmi, per una volta di lasciarmi andare, perchè non mi sono mai mai mai fidata fino in fondo di un medico.
Di sicuro la situazione mi è sfuggita di mano...e me ne sto rendendo conto solo adesso.
Io ho continuato a farmela sfuggire di mano col suo benestare però...nel senso...forse un altro medico mi avrebbe stoppata prima.
Non era assolutamente nei miei pensieri quello di fargli ripassare il manuale di anatomia...e un pò mi sento tradita. Speravo che un professionista fosse in grado di gestire alcune situazioni......per quello ci sono arrivata tardi a pensare "male".
A mio marito non ho detto niente perchè non volevo che lui da uomo pensasse "male"...ma forse mi sono autoingannata, perchè inconsciamente volevo questo spazio solo mio?...NON LO SO!
Quindi da quello che mi scrivete voi solo un terapeuta inteso come psicologo/psicoterapeuta è tenuto a non sconfinare...io pensavo che fossero tenuti tutti al rispetto di un codice deontologico e che tutti fossero in grado di gestire e di gestirsi.
Sta di fatto che lui me l'ha fatta un'altra volta...perchè mi ha ordinato delle altre analisi senza farmi la prescrizione...il mio medico di base non mi fa l'impegnativa perchè non ho la prescrizione.
E lui mi ha scritto dicendomi che SI si era reso conto che non mi aveva fatto la prescrizione "torna in ambulatorio che te la faccio"...Ancora?
Io gli ho scritto che mi sono rotta e che gli DEVO parlare...lui mi ha risposto solo con un "ok ti aspetto".
A questo punto è meglio che ci chiariamo...sono proprio curiosa di sapere cosa risponderà alla mia semplice domanda " ci fai o ci sei?"
Ormai il livello di confidenza è tale che non mi spaventa affrontare l'uomo.
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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da nike il Ven Feb 19, 2016 3:23 pm

Sea, però io ti invito davvero a riflettere sulla tua idea che lui dovesse gestirsi e gestirti: se il mio medico mi da il suo cell, chiacchieriamo su whatsapp, mi fa andare in studio alle 6 del mattino (invento, ovviamente) quando non c'è nessun altro, mi riserva trattamenti di favore, non è che mi sta abbindolando in strani modi.... è abbastanza evidente che si muove su un piano particolare. Io non ho mai avuto medici che mi dicessero "chiamami pure di notte"... cioè, non vorrei che attribuissi a lui una responsabilità di non aver stoppato qualcosa che in realtà stavate creando in due.
Il tuo esempio sul "mi fa male l'unghia...".... io posso capire una tua fragilità psicologica del momento, ma se io il mio dentista lo chiamo perché ho voglia di chiacchierare del fatto che sono preoccupata per una questione che riguarda, che so, il mio lavoro, mi pare ovvio che anche lui pensi che a me fa piacere la relazione speciale che stiamo creando, no? Intendo, non attribuire troppo a lui, che mi pare che tiri la corda, ma non abbia fatto nulla di particolarmente fuori luogo, piuttosto chiarisciti tu su cosa ti ha dato lui che non ti dava nessun altro nella tua vita in questo momento.
Scusa, sono molto franca, ma mi ricorda molto qualcosa che ho vissuto, anche se il ruolo medico-paziente non c'entra.
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Messaggio Da chiaretta il Ven Feb 19, 2016 4:15 pm

sea, ho letto i tuoi post e mi dispiace per la situazione strana e complicata che si è creata non saprei davvero cosa consigliarti se non di cercare di allontanarti.. volevo solo risponderti riguardo alla domanda che facevi sul codice deontologico, se vuoi approfondire per capire se ci sia stata qualche infrazione da parte sua trovi facilmente il codice deontologico in rete facendo una ricerca Google (è un documento di una ventina di pagine per cui non dovrebbe essere troppo difficile trovare quello che si cerca)... però non credo ci sia qualcosa che regolamenti il rapporto medico-paziente in questo senso, nel senso che credo che nulla vieti che il tuo medico sia anche un tuo amico/fidanzato/marito o viceversa.. però non sono andata a verificare
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Messaggio Da Panicqueen il Ven Feb 19, 2016 4:18 pm

sea ha scritto:No no, ma con questo medico non pratico psicoterapia .
E' uno specialista da cui vado per altri problemi di salute da circa un annetto.....il mio sospetto è che ci stia provando.
Io mi basavo sul fatto che hai scritto in Relazione con il terapeuta, nella sezione Psicologia
Il caso che hai spiegato è ben diverso dall'argomento del topic, quindi lo separo.

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Re: Relazione medico-paziente

Messaggio Da Panicqueen il Ven Feb 19, 2016 4:25 pm

sea ha scritto:La domanda è cosa ha percepito di me?
Una preda
sea ha scritto:Cosa gli ho comunicato?
Vulnerabilità
sea ha scritto:E perchè lui vuole continuare a "tenermi"?
Una donna su queste cose "ne sa una più del diavolo": se la tua percezione è che ci stia provando...a te la conclusione
sea ha scritto:Ed in ultimo...come ne esco da questa cosa?
Troncando di netto senza voltarti indietro

Ti esorto a cercare un terapeuta al quale rivolgerti per la necessità che avverti di esternarti e ricevere supporto, dopo quello che hai passato è solo normale! Ma dev'essere supporto specialistico, da parte di un professionista (psicologo e/o psicoterapeuta) fidato. Se resti in questa situazione rischi solo di amplificare la codipendenza verso questa figura e questo potrebbe prendere pieghe che non desideri veramente, proprio perché fa leva sulle tue vulnerabilità in questo momento. Ha tutti i contorni di una relazione vittima-abusante e l'unica terapia efficace è l'allontanamento, seguita necessariamente dalla cura del sé indebolito. Ti sono vicina!

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Messaggio Da sea il Ven Feb 19, 2016 5:32 pm

Grazie...sono avvilita...sto malissimo.
Anche l'idea di troncare di netto mi distrugge...sto troppo male. Oltretutto ci sono varie cose ( di tipo medico) in sospeso...e ho paura di aver buttato quasi un anno nel cesso.
Lui mi deve dire in faccia che non è così.....
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Messaggio Da sea il Ven Feb 19, 2016 6:46 pm

chiaretta ha scritto:però non credo ci sia qualcosa che regolamenti il rapporto medico-paziente in questo senso, nel senso che credo che nulla vieti che il tuo medico sia anche un tuo amico/fidanzato/marito o viceversa.. però non sono andata a verificare

Ma così non si rischia di essere poco obiettivi nelle diagnosi? Avere un coinvolgimento personale con una persona non toglie un pò di razionalità?
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Anche se in realtà in questo caso ci sono cascata come una pera...alla fine
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Messaggio Da Panicqueen il Ven Feb 19, 2016 7:35 pm

sea ha scritto:Quindi da quello che mi scrivete voi solo un terapeuta inteso come psicologo/psicoterapeuta è tenuto a non sconfinare...io pensavo che fossero tenuti tutti al rispetto di un codice deontologico e che tutti fossero in grado di gestire e di gestirsi.
No, aspetta, hai frainteso! Certo che TUTTI sono tenuti a non sconfinare, perché non è professionale!
Poi che tutti riescano a farlo, è un altro paio di maniche, ed è evidente che questo medico non è riuscito a mantenere i confini della relazione, per un motivo molto semplice: non ha voluto. Non è che a lui non sia palese, è proprio intenzionale!

Non c'è divieto nel codice deontologico medico di invaghirsi di una paziente, o per un medico di curare i suoi familiari (anche se poi molti scelgono di non farlo, proprio per l'obiettività), ma la cosa giusta da fare, se mai (e non in questo caso, dato che sa che sei sposata), sarebbe stato portare il suo interesse fuori dalla relazione medico-paziente (ovvero, "ci vediamo fuori"). Volutamente i ruoli qui non sono chiari perché lui sa che ad una mossa esplicita seguirebbe il tuo allontamento, è in questo l'aspetto manipolativo.

Anche per questo vorrei metterti in guardia dal confortarlo apertamente: a parte che ci sono sempre rischi nel fare questo, specialmente con una persona che si conosce poco, e soprattutto tu non ne hai bisogno. So bene che credi di averne in questo momento, ma confrontarvi ancora e ancora e ancora prolungherà solo questa spirale nel tempo.
Tu hai bisogno di riprenderti te stessa.
Ti consiglio di leggere su Internet qualcosa a proposito di codipendenza: ti ci riconoscerai in pieno, è il tratto distintivo di tutti i rapporti ambigui e non alla luce del sole!
Sottolineo che non c'è biasimo nelle mie parole, solo urgenza perché conosco la situazione, essendoci "passata" (leggi: rimasta invischiata per oltre un decennio - non con un medico, ma non cambia nulla).

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Messaggio Da chiaretta il Sab Feb 20, 2016 8:19 am

sea ha scritto:
chiaretta ha scritto:però non credo ci sia qualcosa che regolamenti il rapporto medico-paziente in questo senso, nel senso che credo che nulla vieti che il tuo medico sia anche un tuo amico/fidanzato/marito o viceversa.. però non sono andata a verificare

Ma così non si rischia di essere poco obiettivi nelle diagnosi? Avere un coinvolgimento personale con una persona non toglie un pò di razionalità?
Io non mi affiderei mai ad un medico fidanzato/amico/ fratello ecc ecc
Anche se in realtà in questo caso ci sono cascata come una pera...alla fine

Sea, è chiaro che sconfinare con un paziente NON si fa ed è poco professionale, è un discorso etico, rispondevo solo alla domanda se fosse regolamentato deontologicamente dicendo che potevi facilmente verificarlo e col fatto che non penso questa cosa ci sia nel codice deontologico (pensavo alla situazione inversa, non è così infrequente che un paziente si faccia seguire da un amico o familiare per problemi di salute di base, poi il discorso cambia ovviamente se si tratta di un problema serio o della necessità di uno specialista).. e concordo con Pq, devi darci un taglio netto (però ti consiglierei di farti rilasciare una lettera che descriva tutto quello che è stato fatto dal punto di vista medico e la diagnosi, in modo che tu possa farti facilmente seguire da qualcun altro ripartendo dal punto in cui sei ora)
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