[Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

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[Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

Messaggio Da Panicqueen il Dom Dic 20, 2015 12:57 pm

E' arrivato l'Inverno!
Scopriamo il suo significato dal punto di vista della fertilità della Natura e del ritmo ciclico delle stagioni nell'anno

Dal punto di vista astronomico, il 22 Dicembre corrisponde alla notte più lunga dell'anno, ovvero alla giornata in cui le ore di buio sovrasteranno quelle di luce.
E' il momento che segna un passaggio importante: dopo aver raggiunto il suo picco massimo, infatti, il buio ricomincia da questo momento in poi a cedere di nuovo il passo alla luce nelle nostre giornate. Ci lasciamo alle spalle l'Autunno, con le giornate meno luminose di tutto l'anno, anche se non le più rigide per le temperature, per entrare nella stagione più fredda di tutte, ma progressivamente più luminosa. Per un breve periodo dell'anno, dal 31 Ottobre fino al 21 Dicembre, il buio predomina sulla luce, ma subito dopo essa ricominciare a crescere, segnando il suo riscatto. Questo continuerà progressivamente, guadagnano minuti di luce giorno dopo giorno, fin quando all'Equinozio di Primavera le ore di luce e quelle di buio saranno esattamente in equilibrio (21-22 Marzo)-

Nel giorno del Solstizio di Inverno, l'alba si ha a Sud-Est e il tramonto a Sud-Ovest. Progressivamente, i punti in cui il sole sorge e cala si sposteranno fino a coincidere con Est e Ovest puri, nel giorno dell'Equinozio di Primavera. E' proprio questo che, da questo momento in avanti, farà ampliare le ore di luce nella giornata.
La luce è per questo motivo sempre protagonista di tutte le festività legate ai ritmi della Natura, poiché è ciò che permette alla vita sulla Terra di crescere e prosperare, ed è dunque simbolo di crescita e fertilità.



L'ingresso nell'Inverno è il momento dell'anno in cui si celebra questa luce che torna a rinascere dopo il lungo buio e per questo è tradizionalmente celebrato attraverso lo splendore dell'illuminazione, sia naturale che artificiale, dalle candele accese nei luoghi di culto, fino alle luci decorative nelle case e le luminarie nelle strade dei centri abitati.

Il Sole che nasce dal buio è l'ispirazione dei festeggiamenti che celebrano la fertilità della Natura, in questa fase nel suo aspetto di ri-nascita ciclica. Pertanto le energie ad essa connesse sono legate al significato di questo passaggio.

Nella tradizione cristiana, ad esempio, l'elemento della fertilità è celebrato nei suoi aspetti di riproduzione, ad evidenziare la natura infinita della vita, nel suo continuo ciclo attraverso le generazioni. La rappresentazione della Natività (Presepe) e la storia della nascita del bambino Gesù hanno infatti un ruolo di primo piano in questa festività.

Ai tempi dei romani, si celebrava il Sol invictus, il "Sole non vinto", ossia invincibile, capace di tornare periodicamente a risplendere dopo il lungo buio autunnale.

La festa della luce che rinasce si riscontra anche nella tradizione ebraica di Hanukkah, il "festival delle luci", che si celebra anch'esso a Dicembre.

Anche nella più recente tradizione africana del Kwanzaa sono centrali gli elementi la celebrazione della luce, così come altri valori legati allo spirito natalizio, quali il senso di fratellanza e solidarietà e di rafforzamento dell'identità comunitaria, valorizzando la vicinanza con il prossimo.

Nella lingua anglosassone un termine tradizionale, ancora oggi in uso corrente, per riferirsi al Natale è Yule o Yuletide (ad es. i tipici canti di Natale sono chiamati Christmas carols o Yuletide carols ). La radice etimologica di questa parola deriva da "jul", che nelle lingue scandinave significa proprio "ruota".



Quello che rinasce in questo momento è proprio un "Sole bambino", appena ri-nato e capace inizialmente solo di timidi e delicati raggi di luce, prima di conoscere il suo vigore adulto nelle stagioni successive. E' un calore lieve, tiepido, appena accennato. Siamo ancora lontani dal culmine delle sue forze, per ora è un potenziale, tutto da determinare, ancora non è maturo, ma è di nuovo presente e carico di promesse: esattamente come un neonato che viene al mondo nel giorno della sua nascita.
Non a caso le varie tradizioni natalizie i bambini sono protagonisti di questa festa. Attendendo con trepidazione l'arrivo di Babbo Natale e della Befana, sono la prova vivente della magia dell'Inverno. Ci ricordano cosa significa assaporare appieno il brivido natalizio, carico di anticipazione e speranze per il futuro.

A livello più simbolico ritroviamo questi elementi nelle decorazioni tipiche di questa celebrazione: addobbi dai colori della luce, come oro e argento, ma anche rosso, bianco e verde. Sono i colori biologici della fertilità e della sessualità, concetti strettamente legati al dualismo delle forze di vita e morte, creazione e distruzione, alla base della ciclicità.



Insieme al Presepe, che onora esplicitamente la nascita, troviamo l'abete di Natale, che oltre ad essere un tipico del paesaggio invernale, con la sua punta che svetta verso l'alto rappresenta un simbolo fallico, di potenza maschile ed è ornato tipicamente dalla luce della stella cometa sulla punta, per celebrare il principio di vitalità che trionfa e risplende. L'abete, in quanto sempreverde, è anche simbolo di eternità della vita nella Natura.

Tra gli addobbi classici, troviamo protagoniste le "palle di Natale": a questo punto della spiegazione non ci scandalizzeremo nel pensare che rappresentano volutamente la potenza vitale dei testicoli maschili (cosa che peraltro viene saggiamente colta a livello simbolico/istintuale, nello sfondo di varie battute natalizie!). Anche le piante che la Natura ci offre in questa stagione, agrifoglio, pungitopo e vischio hanno caratteristiche bacche che simboleggiano le gocce di seme maschile, da cui la tradizione anglossassone del bacio sotto il vischio, mentre le ghirlande intrecciate di sempreverdi e rami secchi con la loro forma circolare ricordano la ciclicità sempiterna della vita, il moto perpetuo della fertilità e della danza tra maschile e femminile.

La festa del Natale è anche associata a personaggi antropomorfi come Babbo Natale e la Befana.
Quest'ultima rappresenta la Crona, ossia la "donna anziana" come simbolo di infertilità della terra, poiché in questa fase di buio quiescente la terra finalmente riposa, dopo un anno di frutti. Quella di Babbo Natale invece è una figura maschile dall'aspetto corpulento e pasciuto, a simboleggiare la ricchezza e la prosperità. Volando nel cielo sulla sua slitta sparge i suoi doni sulla Terra, si cala dal camino e riempe con questi le calze vuote. In questa immagine possiamo ritrovare un simbolo dell'atto di fecondazione, ovvero del dono di fertilità dell'uomo alla donna.Questo stesso significato è alla base del valore dello scambio di regali tra persone amate.
D'altronde, quando si celebra la fertilità, si celebra anche lo scambio che avviene con l'atto sessuale, un atto con cui trasmettiamo amore, generiamo vita, alimentiamo emozioni.


La "magia del Natale" è legata alla sensazione di vittoria della luce che comincia a riscattarsi dal buio, rappresentando quella scintilla che permette di ricominciare nelle proprie vite. Sempre non a caso, è in questo periodo dell'anno che cade la festa di Capodanno e trovano popolarità i pronostici astrologici come l'oroscopo e rituali considerati di buon auspicio per i mesi a venire (come lenticchie e cotechino per la ricchezza, oppure mangiare 12 chicchi d'uva ed esprimere un desiderio per ciascun mese dell'anno) ed è qui che si formulano i famosi "buoni propositi" per l'anno nuovo. Il nostro calendario ricomincia proprio dopo il 31 Dicembre, quando un anno finisce e il successivo prende il suo posto, proprio come inizia da capo per la Natura un nuovo giro sulla ruota del suo tempo.



Ricordiamo che celebrare il passaggio delle stagioni e i cambiamenti della natura ha il significato di essere consapevoli delle forze in gioco intorno a noi e il valore di poter vivere in armonia con esse, utilizzando queste energie per stare meglio. Con questo in mente, è possibile vincere un fenomeno sempre più frequente relativo al periodo delle feste, ovvero un disagio stagionale che va a coincidere con il Natale e le festività invernali, che in inglese prende il nome di winter blues, ovvero "disagio invernale". "The blues" in inglese indicano uno stato di malinconia, descritto volutamente con il colore blu perché richiama il cielo di notte e metaforicamente la profondità del nostro inconscio. Cosa accade in inverno di così particolare, da portare a creare un termine apposito?

Sul piano fisico, le minori ore di luce a cui l'Autunno ci ha esposto, soprattutto nella seconda parte, hanno un noto effetto negativo sull'ipofisi, la ghiandola che regola la nostra produzione di ormoni, tra i quali la serotonina, l'ormone del benessere. E' naturale quindi che la minore quantità di luce ci predisponga all'essere meno vivaci e allegri, ma più seriosi e introspettivi, aprendo la strada ai pensieri tristi e altre ombre della nostra mente. Ma questi possono essere tanto pessimi nemici quanto preziosi alleati. Infatti la stagione buia dell'anno, ossia il periodo dall'Autunno fino all'Inverno, ci ha suggerito con il cambio di clima di fermarci fisicamente ed esplorare con calma la nostra psiche, favoriti dalle risonanze intorno a noi. Il buio nella Natura ci ha invitato a fermarci e a raccoglierci interiormente, accompagnati dai ricordi di un anno che adesso volge al termine. Se il Mezzo Autunno è stato il momento di accettare di essere accompagnati nell'oscurità, il Solstizio di Inverno è il tempo per ricominciare a guardare avanti. Per salutare l'anno passato ringraziando per quello che ci ha portato e lasciando andare quello che non ci serve più. E' il tempo per pensare al futuro con speranza, con anticipazione, preparando la strada per l'anno che verrà.

Lasciamoci ispirare dalla Natura in questo compito: osserviamo i cambiamenti nel mondo intorno a noi.
Le ore del giorno che riprendono ad allungarsi portano sollievo e nuova speranza, ci stimolano a ripartire con i nostri progetti e la nostra vita. Ancora è freddo, ma lentamente ci scalderemo con i raggi del Sole che prende sempre più vigore, man mano che passano i giorni, fino a risplendere con tutta la sua forza nei mesi primaverili ed estivi.
Pensiamo avanti con coraggio e riprendiamo a muovere i nostri passi sul cammino. Guardiamoci attorno e notiamo le stesse energie nella Natura. La terra è ferma, i rami degli alberi sono sagome spoglie, ma svettano contro il cielo freddo, brillante e cristallino. Il ghiaccio è nell'aria e sulle strade, ci invita a procedere con calma e ad assaporare il paesaggio intorno a noi, lo scintillìo della neve, l'odore dell'aria tersa, la luce chiarissima dai riflessi blu. Approfittiamo di ciò che la stagione ci offre per allinearci al tempo giusto: osserviamo la solennità del freddo che gela i nostri pensieri e ci spinge a dolci consolazioni in una tazza di tè o cioccolata calda. Teniamo acceso il calore dei nostri cuori riscaldando le nostre case e rifugiandoci dentro morbidi coperte e piumoni, insieme alle persone amate o i nostri cuccioli.
Circondiamoci degli aromi delle spezie, che danno vigore alla mente e al fisico: essenze di agrumi, cannella e zenzero, peperoncino e vaniglia.
Soffermiamoci a guardare il Sole nei diversi momenti della giornata e notiamo le differenze, la sua luce fa breccia con ottimismo nel freddo del mattino, scherza con noi riscaldandoci appena a mezzogiorno e poi matura in precoci tramonti del primo pomeriggio, quando si abissa all'orizzonte in uno spettacolo di splendenti blu, freddi aranci e teneri rosa.



Prendiamoci del tempo per assaporare l'ambiente intorno a noi, osservare come cambia il paesaggio e i riflessi della luce su di esso, come cambiano le temperature, i venti, le precipitazioni, notiamo l'odore dell'aria e le sensazioni che la Natura evoca in noi in questo momento.
Dedichiamoci alle attività che ricordano e segnano le feste invernali, possiamo seguire le tradizioni o crearne di nuove!
Ad esempio, possiamo decorare la casa con i colori e i simboli di questa stagione, sperimentare ricette in cucina, magari coinvolgendo tutta la famiglia, per giocare con colori e sapori che valorizzano il momento. Alcune ricette classiche invernali includono il pan di zenzero, per fare torte o biscotti da glassare per realizzare gli omini di pan di zenzero (gingerbread men) o costruire la loro casetta (gingerbread house)! Divertiamoci a tornare di nuovo bambini, serve a ritrovare lo spirito di ricominciare con entusiasmo giorno dopo giorno! Personalmente adoro onorare questa tradizione e regalare i prodotti finiti ad amici e parenti per le feste natalizie!

Seguono ricette

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Ultima modifica di Panicqueen il Dom Dic 20, 2015 2:51 pm, modificato 1 volta

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Gli Omini di Pan di Zenzero - La storia e la ricetta del Gingerbread Man !

Messaggio Da Panicqueen il Dom Dic 20, 2015 1:22 pm

L'Omino di Pan di Zenzero (in inglese "Gingerbread Man") è il simpatico protagonista dei tradizionali biscotti natalizi...ma sapevate che questo personaggio nasce da una storia?
Ed è una storia che parla proprio di fertilità!

Esistono varie versioni di questa storia. Ho cercato di impastarle insieme affinché lasciassero emergere il particolare sapore di questa tradizione!

"C'era una volta un'anziana coppia che non aveva avuto figli. Durante un particolare inverno freddo e silenzioso, marito e moglie si sentivano tristi e soli. Così l'anziana signora decise di creare un bambino dando forma ad un impasto. Prese la farina, lo zucchero e le uova dalla dispensa e mescolò con cura e con amore tutti gli ingredienti. Poi vi aggiunse una buona dose di spezie dall'anima piccante, per dare sapore e vitalità alla materia tra le sue mani. Stese la pasta e la plasmò in un biscotto gigante, creando la testa, due braccia e due gambe, in modo che farlo sembrare un piccolo umano. Lo decorò con cura, aggiungendo bacche invernali per dargli degli occhi e una bocca per farlo sorridere, sistemò i bottoni della camicia e gli altri dettagli, vestendolo a festa come avrebbe fatto con un bimbo vero. Infornò la sua creazione nel forno caldo, per portarlo alla vita e trasformarlo in un bellissimo dolce: ecco nato l'omino di pan di zenzero!



Ma appena uscito dal forno, l'omino di pan di zenzero tutto sorridente saltò fuori dalla teglia e scappò via dalla finestra gridando: "Non puoi prendermi, non puoi prendermi, sono l'omino di pan di zenzero!"

La versione più frequente della storia narra che durante la sua fuga l'omino di pan di zenzero incontrò vari animali: prima un maiale, poi una mucca, poi un cavallo, e tutti tentarono di mangiarlo. Ma nessuno di loro fu abbastanza veloce da riuscire acchiappare questo omino dal temperamento così...pepato!
Procedendo nella sua corsa, scappando dai suoi inseguitori, accadde così che l'omino si trovò sulla sponda di un fiume. "Oh no!" si disse "E ora come farò ad attraversarlo?". Attratto dalle sue parole, una volpe gli si avvicinò e gli offrì di trasportarlo al sicuro sulla sponda opposta. "Mi mangerai, non è vero?" chiese impaurito l'omino". Ma la volpe giurò e spergiurò di no e così le salì in groppa e si affidò a lei per attraversare il fiume. Una volta approdati sull'altra riva, però, fu un attimo: la volpe lanciò in aria l'omino con i suoi denti e...SNAP! Questa fu la fine dell'omino di pan di zenzero."



Come avete visto, è una storia un po' drammatica che lascia con l'amaro in bocca....
Ma andando alla ricerca del suo significato, vediamo se riusciamo ad addolcirla un po'!

Nella versione più frequente della storia in realtà non si parla del fatto che la coppia di anziani fosse senza figli, ma si dice che l'anziana signora avesse fatto l'omino di pan di zenzero perché voleva mangiarlo. La storia ci presenta innanzitutto la metafora della creazione e della generatività, tema certamente caro al periodo natalizio: la donna, motivata dal suo impulso a generare, crea un bambino impastando con cura gli ingredienti e poi mette la sua creatura nel forno, simbolo dell'utero materno.
Ma questa storia ci porta oltre: poco dopo che il biscotto è fuori dal forno (il bambino dunque è nato!), schizza via, lontano dai genitori e corre verso il mondo esterno.
E' quindi la storia della ricerca dell'indipendenza del bambino rispetto alla madre, nel tentativo di opporsi all'ingerenza di lei (che lo "vuole mangiare", ovvero inglobare, assimilare dentro di sé).
L'omino-bambino corre spavaldo verso il mondo esterno, che però è irto di pericoli, come i grossi animali che lo vogliono mangiare anche loro, fino alla volpe che rappresenta il modo in cui il bambino, vulnerabile per la sua ingenuità, fa una brutta fine.
Può sembrare una storia triste, ma rivela il suo lato educativo.

E' una storia che tradizionalmente i genitori raccontavano ai loro bambini nelle fredde e buie sere di inverno, per intrattenerli ma anche per impartire loro lezioni di vita importanti: in questo caso, si parla del pericolo che si nasconde per il bambino nell'allontanarsi troppo presto dai genitori e affrontare il mondo da solo. Era un monito affinché seguissero la guida degli adulti di fiducia, gli unici in grado di difenderli dai pericoli principali.

Ma il valore educativo è anche per gli adulti: invita a riflettere sulla giusta distanza da concedere ai propri figli durante la loro crescita, imparando a concedere l'adeguata autonomia di volta in volta, in rapporto alle loro capacità. La metafora di voler "mangiare" i figli ha anch'essa due volti: amare tanto il proprio figlio da volerlo "mangiare", come quando si "mangia di baci" è un modo sereno e positivo di manifestare calore e affetto. Ma quando significa trattenere eccessivamente a sé, inglobare, rischia di evocare nell'altro la stessa tendenza dell'omino di pan di zenzero a fuggire via e sottrarsi al controllo. Questo è qualcosa che tutti i bambini sperimentano a un certo punto della crescita (intorno ai 2 anni circa, i "terrible twos") e consiste nel forzare i limiti imposti per loro dall'adulto. Si tratta di mettere alla prova la propria autonomia, da cui deriverà, nel corso di tutto lo sviluppo, il senso della propria identità.



Ed ora che conosciamo la storia, tutti in cucina!
La ricetta che segue è quella tradizionale dei Gingerbread Man Cookies, ma si può utilizzare anche per costruire deliziose casette di pan di zenzero da decorare durante un Gingerbread Party! Negli USA sono una tradizionale festa per bambini (ma anche per i grandi!) dove tutti insieme si costruisce e si decora con il pan di zenzero!

Ingredienti:

400 g di farina bianca (3 cups)
2.5 g di sale (1/2 tsp)
3.75 g bicarbonato di sodio (3/4 tsp)
50 g zenzero fresco tritato fine (3 Tbsp) oppure 5 g di zenzero in polvere (2 tsp)
5 g cannella in polvere (2 tsp)
1.5 g di (ognuno) noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano tritati (1/4 tsp)
110 g circa di burro (1/2 cup)
100-120 g di zucchero di canna (1/2 cup)
1 uovo grande
140 ml di melassa (1/2 cup) oppure 75 g di miele (1/4 cup)

Procedura:

In una ciotola, setacciate la farina insieme al bicarbonato, sale e le spezie (tranne lo zenzero)
In un'altro recipiente, con un frustino elettrico o a mano sbattete lo zucchero con il burro finché il composto non è leggero (ha incorporato l'aria). A questo aggiungete l'uovo e la melassa e sbattete finché non è ben incorporato. Gradualmente aggiungente il mix di ingredienti secchi, sempre sbattendo. Impastate a mano finché non ottenete un impasto. A questo punto, dividetelo in due parti. Rivestite entrambi con la pellicola trasparente e ponete in frigo a lasciar riposare in frigo per almeno 2 ore, ma anche tutta la notte (l'omino di pan di zenzero viene dal freddo!)

Quando siete pronti per fare i vostri biscotti, pre-riscaldate il forno a 175°C.
Sul vostro ripiano di lavoro stendete della carta da forno e infarinate leggermente la superficie. Con un mattarello, stendete la pasta fino ad un altezza uniforme di meno di 1 cm.
Ritagliate i vostri biscotti con le formine apposite oppure disegnando a mano con un coltello (se volete usare i biscotti come decorazione, fate un foro in cima) e sollevandoli con una spatola di gomma disponeteli su una teglia piatta rivestita da carta da forno.
Cuocete per circa 10 minuti, i biscotti saranno pronti quando si solidificano e i bordi cominciano leggermente a imbrunire.
Quando sono freddati, potete sbizzarrirvi nelle decorazioni utilizzando la glassa di zucchero e caramelle gommose, mompariglia, codette, mentine, chi più ne ha più metta!
Per glassare, tradizionalmente si usa la ghiaccia reale (royal icing). Ma per una versione più semplice, usate circa 200 gr di zucchero a velo e aggiungete poche gocce di acqua calda per trasformarlo in glassa per dolci. Riempite una sac à poche e decorate gli omini a piacere! Potete anche aggiungere colorante alla glassa oppure lasciarla bianca come da tradizione. Ingrediente fondamentale: tanta fantasia!  

Buon Inverno a tutte!


Ultima modifica di Panicqueen il Dom Dic 20, 2015 1:33 pm, modificato 1 volta

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Cioccolata calda con marshmallows

Messaggio Da Panicqueen il Dom Dic 20, 2015 1:32 pm

Un'altra ricetta per scaldarsi con dolcezza in Inverno e recuperare le forze dopo un'uscita sulla neve o a passeggio nella Natura.
Per chi ha sempre sognato una bella cioccolata calda densa e corposa (non semplice latte e cacao!), questa è la ricetta che fa per voi! E' anche molto semplice da realizzare.



Ingredienti:

4 tablespoons di cacao amaro in polvere
2-4 teaspoongs di zucchero (a seconda del proprio gusto)
una spolverata di cannella
1 cup di latte

Opzionali (uno tra):
una spolverata di peperoncino
essenza di vaniglia
essenza di menta
gocce di cioccolato

Procedura:

Unite il cacao, lo zucchero e la cannella in un bricco di acciaio insieme a poco latte quanto basta per coprire.
Scaldate a fuoco medio-basso e sbattete con una forchetta finché il tutto non è completamente dissolto.
A questo punto aggiungere il latte a piccole riprese, continuando a sbattere di tanto in tanto.
Raggiunta la temperatura desiderata, versate nella tazza.
Aggiungete i marshmallow a piccoli pezzetti per il sapore tradizionale della ricetta oppure servite con la panna montata.
Naturalmente è buonissima anche con dei biscotti o della torta.



Buon appetito!  

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Re: [Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

Messaggio Da Valeria il Dom Dic 20, 2015 1:55 pm

Per l'etimologia di Yule, aggiungo che Jul in svedese significa proprio "Natale" (mentre ruota si scrive "hjul"). Non avevo mai fatto il collegamento... che affascinante!
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Re: [Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

Messaggio Da mononoke il Dom Dic 20, 2015 6:18 pm

Che bello!

La storia popolare dell'omino di panpepato l'abbiamo letta un milione di volte qui da noi, a me piace sempre molto la simbologia del folclore approdata nelle fiabe.
In una traduzione italiana l'omino quando scappa dice
corri corri a perdifiato
ma sarà fiato sprecato
sono l'omino di panpepato
e la circolarità di questa strofa è un tormentone

edit: volendo c'è anche la ricetta veg  http://www.vegolosi.it/veg-blogger/biscotti-gingerbread-vegani/
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Re: [Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

Messaggio Da Julmax il Dom Dic 20, 2015 7:17 pm

mononoke ha scritto:volendo c'è anche la ricetta veg  http://www.vegolosi.it/veg-blogger/biscotti-gingerbread-vegani/
perfetto, stavo giusto andando a cercarla!

Panic, la descrizione del Solstizio d'Inverno è stata davvero... suggestiva! E' esattamente come mi sento in questo periodo, e mi hai fatto ricordare un vecchio tema in classe della quarta liceo che ancora conservo, in cui parlavamo del nostro rapporto con la Natura e che si è trasformata in una lunga poesia (senza rime o che, ma il professore lo definì così) in cui si susseguono le stagioni I love you

Aggiungo per chi preferisce la cioccolata calda quella densa, basta aggiungere un cucchiaino di amido di mais nel latte che cuocendo poi si addenserà appunto... buonissima!
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Re: [Ruota dell'Anno] Solstizio di Inverno

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