Infertilità - Aspetti psicologici

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Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Dom Feb 09, 2014 12:19 am

Apro questo topic dopo 3 anni dalla scoperta della nostra infertilità di coppia, e dopo due anni di battaglie per sconfiggerla.
Quando ho letto il primo spermiogramma di mio marito ho sentito che mi cadeva il cielo sulla testa.
Poi mi sono ripresa ed abbiamo iniziato a cercare un rimedio.
Un'operazione di varicocele ci ha ridato speranza. Un'infezione prostatica ce l'ha tolta. Una cura per l'infezione ce l'ha ridata. Stiamo attendendo l'esito dell'ultimo spemiogramma per sapere se dobbiamo di nuovo andare a cercare la speranza.
Gli spermiogrammi cominciano ad essere tanti, e anche di più sono i test di gravidanza candidi.
Io fino a poco fa non avevo mai messo in dubbio la mia fertilità, ma ora comincio a dubitare anche del mio corpo.
Ha cominciato ad anticipare l'ovulazione, registrando anche 10 o 11 CD. Negli ultimi cicli vedo che tende ad anticipare anche la fase luteale.
Ho paura che il mio corpo sia stanco di aspettare, che abbia ormai perso il suo stato ottimale per concepire. Ho paura che le ovulazioni precoci siano ovuli non vitali, che la fase luteale corta sia il progesterone che mi abbandona.
So benissimo che ancora ho tempo davanti e che questi valori sono ancora perfettamente compatibili con il quadro fertile, ma vedo che il tempo passa, il mio corpo lentamente cambia, il muco cala...
Ho 34 anni e non è l'età migliore per cercare il primo figlio.
Il mese scorso ho mostrato i miei grafici alla ginecologa e le ho posto gli stessi dubbi che ho posto qui. Lei i grafici li guarda, per questo me la tengo stretta!
Ha riso e mi ha detto "Ma che dici, con questo picco? Con queste temperature? Qui se vuoi possiamo controllare le tube, ma per il resto va tutto bene".
Però io sento lo stesso il tempo passato, sento che continua a passare velocemente, so che le probabilità sono poche (senza monitoraggio del ciclo sarebbero state rasoterra) e non posso fare a meno di sentirmi fallita in una parte della mia vita che ritenevo fondamentale.
Ecco, sono stanca. Stanca di vedere arrivare il sangue, stanca dei crolli di temperatura, stanca di morire un po' ogni mese.
Forse la sparo grossa, ma se facessi l'isterosalpingografia e saltasse fuori che ho le tube chiuse, sarebbe terribile ma almeno questa lotteria infernale sarebbe finita.
La mancanza di fertilità la percepisco come un grosso handicap. Non sono chiusa all'ipotesi della fecondazione assistita o dell'adozione, ma la prima la vedo come un grande stress con bassa probabilità di riuscita, la seconda come una cosa bellissima ma non capace di compensare la mancanza di un test positivo, una gravidanza, un allattamento, un attaccamento dai primi istanti.
Non dico che non praticherò queste strade, ma sono cose diverse.
Francamente non voglio nemmeno affrontarle finché non avrò accettato ed elaborato la nostra condizione, o finché non avrò perso del tutto la speranza.
Ma intanto il tempo passa.
Ecco, questa è la mia esperienza. So che sono fortunata ad avere questo spazio per poterne parlare in libertà senza sentirmi rispondere "Ma dai che sei ancora giovane!" o "Rilassati, che secondo me non ci riuscite perché siete ansiosi!"... Ma si che è l'ansia a rincoXXXXnire gli spermatozoi, vero? E' risaputo che l'ansia è il miglior anticoncezionale, hai visto mai un'ansiosa incinta?  Suspect 
Questo è quanto per ora. Domani torno in Italia. La settimana prossima mio marito verrà a trovarmi per cercare di beccare i giorni fertili e fare l'ennesima visita dall'andrologo. Beato lui che va avanti sereno come chi fa il suo dovere, e pazienza se non va!
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Julie il Lun Feb 10, 2014 9:23 am

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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Jillian il Mar Feb 11, 2014 8:41 pm

June ho aspettato un po' a risponderti perchè volevo lasciare la parola alle più esperte in fatto di fertilità e ricerca di gravidanza. Io non sono ancora entrata in questa fase, quindi ho un'idea molto approssimativa dello stress che può comportare, anche se purtroppo comincio a vederlo su una mia carissima amica.
Capisco tutto il tuo discorso, l'unica cosa che mi ha lasciato perplessa è stata la parte conclusiva. per cui, prima di dire cose che su basi sbagliate, vorrei capire due cose:
Perchè ti dà fastidio se la gente (credo persone a te care, con cui ti confidi) ti dice di stare tranquilla? Cosa vorresti che ti dicesse?
Come dovrebbe reagire, secondo te, tuo marito?

In questi giorni ho letto il tuo post almeno 6 volte e c'è una frase che mi ha messo un po' di ansia
June ha scritto: Ho 34 anni e non è l'età migliore per cercare il primo figlio.
Probabilmente qui sarei O.T. e quindi non approfondisco questa particolare frase, ma per me è stata proprio un pugno nello stomaco.

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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da sere il Mer Feb 12, 2014 7:11 am

June ha scritto:Però io sento lo stesso il tempo passato, sento che continua a passare velocemente, so che le probabilità sono poche (senza monitoraggio del ciclo sarebbero state rasoterra) e non posso fare a meno di sentirmi fallita in una parte della mia vita che ritenevo fondamentale.
Ecco, sono stanca. Stanca di vedere arrivare il sangue, stanca dei crolli di temperatura, stanca di morire un po' ogni mese.

La mancanza di fertilità la percepisco come un grosso handicap. Non sono chiusa all'ipotesi della fecondazione assistita o dell'adozione.

Non dico che non praticherò queste strade, ma sono cose diverse. Francamente non voglio nemmeno affrontarle finché non avrò accettato ed elaborato la nostra condizione, o finché non avrò perso del tutto la speranza.
Ma intanto il tempo passa.

❤Ecco June, queste stesse frasi avrei potuto scriverle io, rispecchiano in pieno come mi sento riguardo a questo argomento. Con qualche differenza (in peggio...): noi stiamo cercando una gravidanza da 4 anni, e i cicli mirati superano la trentina... lo spermiogramma di mio marito è brutto sia per quantità che per motilità degli spermini, e i miei cicli sono sempre stati corti, con ovulazioni precoci e una fase luteale che se arriva a 11 giorni mi sembra un evento da festeggiare. Anche io sono stanca di vedere che non succede niente: mi sento imprigionata in una ruota che gira, gira, senza scopo se non quello di farmi del male ogni volta che (anche se ormai so che non mi devo illudere) inizio a coltivare una debole speranza perché le mie temperature al 9-10 PO rimangono alte e immancabilmente poi il giorno dopo vedo arrivare il sangue
Non riesco a parlare con nessuno, al di fuori di qui, della nostra situazione, so che non dovrebbe essere così ma mi sento incapace e in colpa di non riuscire a fare una cosa che tutte le donne fanno dalla notte dei tempi!
L'anno scorso ci siamo rivolti ad un centro di fecondazione assistita di I livello, ma ci hanno risposto che il nostro caso necessita di tecniche di II livello, quindi fecondazione in vitro e impianto dell'ovulo fecondato. Non nascondo che la cosa mi ha lasciato spiazzata e che ancora non riesco a mettermi d'accordo con me stessa su quello che sento veramente: da una parte mi sembra l'unico modo di far avverare un sogno, dall'altra non so come affrontare quello che sarà un processo lungo e difficile senza ammettere che sì, sono una fallita perché ho bisogno di un medico per diventare madre.
In tutto questo, comunque, spinta soprattutto dai sentimenti che leggo negli occhi di mio marito quando ne parliamo, ho fissato per lunedì prossimo una visita in un centro di PMA di II livello, e vediamo cosa ci propongono.
Un primo passo di una lunga strada, ma ancora ho tanti dubbi, razionali e (soprattutto) irrazionali: stiamo andando contro quello che era previsto per noi da Dio, oppure era stabilito che il nostro essere genitori passasse attraverso questa dolorosa esperienza? Sarà davvero un atto d'amore o non piuttosto un atto egoistico? Il bambino che nascerà sarà sano o avrà problemi? Dovremo parlargli del modo in cui è stato concepito quando sarà grande? Dovremo dire ad amici e parenti quello che faremo (ma chi prova a concepire un figlio in maniera "classica", mica va in giro a dirlo ai quattro venti)?
Ecco, adesso che ho messo nero su bianco le mie paranoie  drunken mi sento un po' più leggera... e aspetto di aggiornare con le riflessioni che faremo dopo la visita specialistica  
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Mer Feb 12, 2014 2:34 pm

Jillian ha scritto:
Perchè ti dà fastidio se la gente (credo persone a te care, con cui ti confidi) ti dice di stare tranquilla? Cosa vorresti che ti dicesse?
Come dovrebbe reagire, secondo te, tuo marito?

In questi giorni ho letto il tuo post almeno 6 volte e c'è una frase che mi ha messo un po' di ansia
June ha scritto: Ho 34 anni e non è l'età migliore per cercare il primo figlio.
Probabilmente qui sarei O.T. e quindi non approfondisco questa particolare frase, ma per me è stata proprio un pugno nello stomaco.


Jill, grazie per la delicatezza con cui mi hai risposto  I love you Provo a chiarire:
Le persone più care che ho vicino (genitori, sorella, amici intimi) conoscono la situazione per empatia e da tempo non mi dicono frasi tranquillizzanti, si limitano ad ascoltarmi le rare volte che ne parlo, mi chiedono se le cure danno risultati, mi chiedono come sto e come affronto la situazione.
Queste sono cure affettive che mi scaldano il cuore: non cercano di tranquillizzarmi, di dirmi che il problema non esiste, di convincermi che è colpa mia per come la vivo. Sanno che il problema c'è. Sanno che è indipendente dalla nostra volontà. Sanno che ci fa soffrire. Quindi tutto quello che possono fare è farci sentire che ci vogliono bene, soffrono insieme a noi, partecipano alla nostra battaglia chiedendo notizie dal campo.
E' una cosa un po' difficile da capire, perché in realtà siamo sani, ma ci percepiamo come malati per questa nostra incapacità di concepire.
Non vado a raccontare a tutti della nostra situazione, ma capita che conoscenti più o meno vicini che non mi vedono da tempo, mi fanno "Ti sei sposata! Quando? Bambini?". A me viene naturale di rispondere frasi tipo "Ancora no, li aspettiamo ma loro non hanno voglia di viaggiare!". La parola "No" da sola non riesco a dirla, anche se dovrei imparare!
Allora loro, volendo essere gentili, tirano fuori la frase "Stai tranquilla che ci vuole solo tempo" o "Stai tranquilla che è colpa dell'ansia".
Questa è purtroppo una grossa gaffe nei confronti di una coppia sterile, come dire a un calvo "Dài che se ti rilassi ti ricrescono i capelli". Il più della volte chi pronuncia una frase del genere ha figli: semplicemente ha deciso di averli e li ha avuti. O non li ha mai voluti e non si è mai posto il problema.
Come si dice: "Il sazio non crede al digiuno".
Se la persona che ascolta ha avuto problemi di fertilità o ha fra i suoi cari qualcuno che ne soffre, non tira fuori la storia della pazienza e dell'ansia: ti racconta la sua esperienza, ti dà il nome di un medico, o ti dice semplicemente "Mi dispiace".
Ecco, non so se m sono spiegata. E' difficile per me tirare fuori questi pensieri perché sono combattuta tra la sofferenza, la vergogna e la consapevolezza che ci sono situazioni molto più dolorose della mia per cui non avrei diritto di lamentarmi.
Riguardo al fatto che 34 anni non è l'età migliore per cercare il primo figlio, non lo dico per motivi etici o personali: sono sicura che una madre è una madre a qualsiasi età concepisca e che la ricerca è consentita finché "corrono i fossi" come diceva mia nonna!
"Età migliore" qui lo intendo come condizioni fisiche (ma anche un po' mentali): è un dato di fatto che la fertilità scende rapidamente dopo i 30-35 perché gli ovuli che abbiamo sono sempre gli stessi che avevamo nel grembo di nostra madre, non si rigenerano. Invecchiano con noi. Le probabilità di concepire scendono anche per una coppia "riproduttivamente sana", chiaramente se ci sono dei problemi piove sul bagnato ed il tempo per intervenire non è molto.
Per dire: un conto è scoprire un varicocele a 16 anni e intervenire, un conto scoprirlo a 40.
Le cure per l'infertilità richiedono tempi lunghi, immensi periodi di "test", tanta tanta pazienza: iniziare un percorso del genere dopo i 35 anni significa ingaggiare una corsa contro il tempo perché si tenta di ripristinare una risorsa fisica che la natura sta pacificamente portando al suo declino.
Ecco, spero di aver spiegato! Ma posso chiederti una cosa io? Perché per te è un pugno sullo stomaco questa frase?

@Sere, cara, in realtà la notte dei tempi è piena di donne che non hanno potuto aver figli, solo che di molte di loro non si ha notizia perché nessuno le può ricordare come suocere!   
Anche io mi vergogno del nostro stato, eppure le coppie con questi problemi sono tantissime e devo ringraziare Dio del fatto che almeno fra noi due abbiamo iniziato a scherzare sull'imbecillità dei suoi spermatozoi o sulla lotta tra l'Escherichia coli ed il battaglione con la coda   
Veramente, l'autoironia in questi casi è vitale, perché la cosa più facile è amareggiarsi fino al punto di rinfacciarsi la "colpa" della sterilità e rovinare anche quello che comunque è nostro.
Mi sono resa conto che posso ancora fare i week-end a Parigi se il conto me lo permette senza chiedere il permesso a nessuno, che posso tirare tardi quanto mi pare, cucinare tutte le stramberie che voglio, perdere pomeriggi interi a fare shopping, andare in piscina all'ora di pranzo, farmi una cenetta romantica con lui quando ci gira, porcellare in tutti i luoghi (della casa!) e a tutte le ore libere con lui, avere qualche soldo che avanza a fine mese...
Non è che compensa la mancanza, proprio no.
Ma questa vita da adolescenti fidanzati non potrebbe più essere con uno o più figli. Allora facciamo di necessità virtù e stiamo insieme, ci innamoriamo di nuovo una volta a mese, ci viziamo, ci coccoliamo, ci consoliamo. Felici no, non ancora. Sereni nemmeno... è troppo presto. Ma insieme e contenti di esserlo, questo si, a questo non ci rinuncio.
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da greengiuly il Mer Feb 12, 2014 3:04 pm

June, non mi esprimo sull'argomento principale perché, sono sincera, non saprei proprio cosa dire... Mi rendo conto che, dal basso della mia ignoranza nel campo, sarei stata una di quelle che ti diceva che la colpa è dell'ansia; per questo preferisco stare zitta, ora che ho letto tutto d'un fiato il tuo incredibile intervento.
Incredibile non perché non sia credibile; incredibili sono le tue parole, la tua dolcezza nel spiegarci cosa si prova, la tua maturità, la forza della vostra autoironia. Incredibile sei tu.
Non ti conosco, ma giuro che dopo ciò che ho letto vorrei tanto dire il contrario.
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da mulan il Mer Feb 12, 2014 3:26 pm

June, posso immaginare il sentimento che provi perché mia zia e il suo compagno hanno grossi problemi di infertilità, e ricordo benissimo il periodo travagliato che hanno passato, le visite, le speranze e le delusioni, fino all'ultimo tentativo che si erano prefissati: inseminazione artificiale, non oltre. I loro problemi erano causati proprio da scarsa motilità spermatica di lui, e gli fu consigliato questo metodo prima di passare alla fecondazione assistita. Mia zia aveva 42 anni, decisamente più dei tuoi 34, e al primo tentativo con l'inseminazione artificiale è rimasta incinta di un bambino che ora ha 8 anni.
Ricordo che mia madre era scettica su questa sua scelta, pensava che ormai aveva "una certa età" e doveva accettare la cosa, ma dal basso dei miei 15 anni io le contestavo che è facile parlare quando di figli ne hai due, arrivati senza difficoltà, e col senno del poi anche lei si è resa conto che le sue parole probabilmente erano un colpo al cuore per mia zia.

June, se non sono indiscreta, che prospettive terapeutiche vi sono state date? Siete ancora in fase di "cura"?

In ogni caso posso dirti che apprezzo profondamente la tua forza, il tuo non volerti privare dei piaceri della vita di coppia e di VIVERE pienamente ciò che il presente offre. I love you 
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Mer Feb 12, 2014 5:12 pm

Grazie per le vostre parole dolcissime  I love you 
Siamo ancora in fase di cura, si si. Lui praticamente ogni trimestre fa una visita dall'andrologo e uno spermiogramma. Se ricordate, due anni fa è stato operato di varicocele e dopo tre mesi pareva miracolosamente ritornato fertile. Ma nessun risultato effettivo   
Qualche mese dopo, ad una visita di controllo, scopriamo che gli spermatozoi sono di nuovo sterminati e che è in corso un'infezione prostatica galoppante  Shocked 
Vai con l'antibiotico che uccide il batterio ed anche l'organismo che lo ospita  Suspect 
Segue l'integratore definito "riesumazioni e miracoli". Ed arriviamo a questa settimana (ve lo dicevo che i tempi sono lunghi).
Al momento dal laboratorio notizie contrastanti: in numero sembrerebbero migliorati, in morfologia anche, ma sono sempre imbecilli e l'infezione è ritornata   
Quindi per lui si prospetta un nuovo giro di "antibiotico + riesumazione" (e non ne gioisce affatto), per me a breve un'isterosalpingografia perché non possiamo dare la colpa sempre a lui!
Insomma, siamo ancora in battaglia attiva.
Si aggiunga che al momento io sono in Italia e lui è in Belgio, per cui ci vediamo due volte al mese e non sempre si riesce a beccare l'ovulazione.
Non ci siamo ancora rivolti ad un centro per la fecondazione assistita perché, per consiglio concorde di ginecologa e andrologo, se le tube sono aperte e si riesce a debellare l'infezione di lui, vale la pena "tentare intensivamente" per un'altro anno prima di imbarcarsi in un'avventura stressante ed alto fallimento come la PMA.
Quando lo faremo, se lo faremo, penso che sarà con tutta la nostra forza ma in Italia, dove la legge pone grossi limiti ma mi sento eticamente più tutelata. Non me la sentirei di affidarmi ad una struttura spagnola (ad esempio) che di prassi overproduce embrioni per selezionarli e congelarli. So che è più efficace, ma non mi va di giocare con la vita dei miei figli.
Poco tempo fa, proprio grazie ad un banner apparso qui su LF, ho scoperto che in Spagna per un po' è andata di moda l'adozione degli embrioni, ovvero l'impianto degli "snowflake babies". Gli embrioni in eccesso abbandonati dopo una FIVET andata a buon fine.
Ammetto con imbarazzo che per un momento mi è sembrato l'uovo di Colombo:
-niente stimolazione follicolare
-tempi brevi di trattamento
-salvataggio di un bambino abbandonato
-adozione con gravidanza, parto e forse anche allattamento
....
Ho navigato per 2 giorni fra i forum sull'infertilità cercando testimonianze positive. Purtroppo ho trovato solo donne frustrate. Cliniche che millantavano centinaia di embrioni pronti. Contatto, visita, cerotti di progesterone. Una settimana prima dell'atteso impianto scrive la clinica dicendo che "hanno finito gli embrioni". La donna sta ancora incavolata e piena di progesterone, quando dopo un mese riscrive la clinica annunciando che gli embrioni erano tornati! (stile "Alive-a-live-oh, Alive-a-live-oh", Crying "Cockles and mussels, alive alive oh"  Shocked ).
Prezzi che da un mese all'altro lievitavano... 1000 2000 3500 €.
E nessun successo. Serio serio sospetto che giocassero a produrre embrioni con gli "avanzi" delle fecondazioni eterologhe e li vendessero come caviale beluga a coppie disperate. Sempre che non fosse una vera e propria truffa, che gli embrioni non esistessero, che fosse tutto un gioco a impiantare soluzione salina a povere donne illuse.
Povere illuse... insomma, tipi interessanti anche loro!
Qualcuna protestava che voleva la garanzia di un embrione caucasico, che temeva l'impianto di un bambino moretto o cinesino! "E poi che racconto quando nasce? Pare che ho messo le corna a mio marito!".
Insomma, la situazione psicologica gioca brutti scherzi e purtroppo tra cliniche della fertilità, produttori di medicinali, affitti di utero, santoni vari la sterilità alimenta un mercato sconfinato.
Questo è uno dei motivi per cui al momento vogliamo seguire il consiglio dei nostri medici ed aspettare qualche altro ciclo intensivamente mirato, prima di passare alle maniere forti.
Poi c'è l'adozione... che posso dire? So che lo/la/li amerei con tutta l'anima, ma ho paura. E poi, finché lo Stato non ci firma un contratto serio, il Tribunale dei minori ci ride in faccia: quando mai hanno dato un bambino ad una coppia di precari?
Fortunatamente, pare che dai risultati dell'ultimo concorso a cattedra, ci possiamo aspettare buone notizie tempo 1-2 anni, ma fino ad allora non possiamo nemmeno tentare di ottenere l'idoneità.
Ecco, che dicevo? La chiave è sempre quella: ci vuole tempo per tutto.
Se mai dovesse arrivare un pupo (la speranza, si sa, è l'ultima a morire), gli diremo che l'abbiamo aspettato per ben più di 9 mesi e che lo abbiamo partorito 5 o 6 volte!   I love you 
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Jillian il Mer Feb 12, 2014 5:59 pm

June ha scritto:Jill, grazie per la delicatezza con cui mi hai risposto  I love you 

Grazie a te per la risposta! Ora anche io, come Giuly, ho capito meglio quello che volevi dire, anche perchè non conoscevo i retroscena della vostra situazione (pensavo che ci stessi provando solo da pochi mesi).
Hai spiegato perfettamente come ti senti e cosa ti mette a disagio nelle risposte della gente. Secondo me dietro c'è anche un bel po' di superficialità, nel senso che se io incontro una persona che non vedo da tanto non mi permetto di chiederle se ha in progetto figli o matrimoni, e onestamente irrita anche me quando mi fanno domande del genere senza conoscere la mia situazione personale. La difesa che ho escogitato io è non dare troppo peso a queste domande, non lasciarmi sfuggire neanche mezza parola in più con certe persone e non permettere a nessuno di vedere questo lato di me in cui mi sento più fragile. Perchè a volte è anche solo l'esporre i propri punti deboli alle altre persone la cosa che ci fa sentire fragili, a prescindere dalle risposte che riceviamo. Magari alcuni conoscenti ti rispondono così per non essere invadenti, per delicatezza o per cercare - magari inutilmente - di darti un po' di serenità e di forza.
Però alla fine quello che dice la gente può essere un piccolo supporto o un fastidio temporaneo, ma quello che senti realmente lo devi sentire a prescindere da quello, e credo che conti molto questa parte

June ha scritto:Anche io mi vergogno del nostro stato, eppure le coppie con questi problemi sono tantissime e devo ringraziare Dio del fatto che almeno fra noi due abbiamo iniziato a scherzare sull'imbecillità dei suoi spermatozoi o sulla lotta tra l'Escherichia coli ed il battaglione con la coda   
Veramente, l'autoironia in questi casi è vitale, perché la cosa più facile è amareggiarsi fino al punto di rinfacciarsi la "colpa" della sterilità e rovinare anche quello che comunque è nostro.

Secondo me è questa la parte su cui ti devi focalizzare, sull'autoironia e sul vostro legame che vi fa andare avanti uniti nonostante questa difficoltà. E' molto bella la parte in cui descrivi come cerchi di vedere i lati positivi, perchè secondo me questo è vitale in ogni situazione, e non tutti ci riescono. Come dici tu, non sarà la stessa cosa, ma sicuramente qualcosa di bello c'è ❤e quando riuscirete a coronare il vostro sogno sarete più forti e più grati. Io ci voglio credere.


June ha scritto:Riguardo al fatto che 34 anni non è l'età migliore per cercare il primo figlio, non lo dico per motivi etici o personali.
"Età migliore" qui lo intendo come condizioni fisiche (ma anche un po' mentali): è un dato di fatto che la fertilità scende rapidamente dopo i 30-35 perché gli ovuli che abbiamo sono sempre gli stessi che avevamo nel grembo di nostra madre, non si rigenerano. Invecchiano con noi. Le probabilità di concepire scendono anche per una coppia "riproduttivamente sana", chiaramente se ci sono dei problemi piove sul bagnato ed il tempo per intervenire non è molto.
Ma posso chiederti una cosa io? Perché per te è un pugno sullo stomaco questa frase?

Perchè io, se tutto col lavoro va perfettamente (cosa ovviamente impossibile) non avrò modo di pensare a un figlio prima di altri 4 anni circa. Se fai i conti non ne avrò molti meno di 34 :) e bisogna mettere in conto anche tutta una serie di difficoltà economiche e lavorative che sfuggono dalle previsioni a lungo termine. Prima di arrivare su questo forum ero convinta che non fosse così difficile restare incinta. Poi ho capito un po' di più come funziona la fertilità femminile e ho letto le vostre storie, sia quelle di problemi di concepimento, sia quelle che riguardano matrimoni e gravidanze di ragazze più giovani di me. E io sono una a cui il paragone viene spontaneo, e ultimamente due domandine me le sto facendo. Non vorrei svegliarmi un giorno a decidere che voglio un figlio e scoprire che è troppo tardi. Ma ora devo prima sistemare e realizzare altre cose, e quindi vado avanti e incrocio le dita, sperando egoisticamente di non essere destinata a scrivere dei miei problemi di concepimento. Di mio non avevo mai pensato che 34 anni fosse tardi per cercare il primo figlio, quindi questa tua affermazione è un po' "amara" da "incassare".
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Dom Lug 13, 2014 8:08 am

Riprendo questo topic perché mi sembra quello in cui al momento ho più da scrivere... No, non è vero, ho delle novità in campo di terapie, ma questa è un'altra storia!
Come ho scritto nella sezione del benvenuto, mi rendo conto che negli ultimi mesi qui sono stata un fantasma!
Ho chiaro il perché: mi sento fuori posto.
Per quanto riguarda la contraccezione, non mi interessa da almeno 2 anni.
Per quanto riguarda la ricerca, ormai è chiaro che monitorare il ciclo per noi non è sufficiente.
Figli non ne ho, quindi in buona parte dei topic non ho ruolo.
Insomma: più volte mi è venuto il pensiero "ma che ce sto a fà?".
Non ho avuto molto da condividere, a parte qualche fase luteale con vista mare   
Ma poi finisce sempre che, qua e là, mi sono lamentata della mia situazione rompendo i balon: io odio essere lagnosa!
Qui per esempio che sto facendo? Mi lamento!   
Insomma: che vita è fare uno spermiogramma ogni 6 mesi, i rapporti comandati una volta al mese, una roulette al ribasso della temperatura quando funziona?
Il tutto in attesa della menopausa.
Bene: ufficialmente mi sono rotta. E quando uno si rompe deve cambiare registro.
Scelte possibili:
1) Non ci proviamo più
2) Proviamo l'adozione
3) Proviamo la fecondazione assistita
Qualunque cosa ma facciamo qualcosa!!!!
Bon: qualcuno dall'alto ci ha sentito e ci ha messo una pulce nell'orecchio. Si chiama Naprotecnologia.
Siamo da 3 giorni ufficialmente in cura presso la clinica Moncucco di Lugano, all'inizio di un percorso che non sarà né facile né breve, ma per la prima volta mi sento molto molto presa sul serio.
Sento che la situazione si è sbloccata e da qualche parte andrà. Insomma: voglio sapere se possiamo farcela o se dobbiamo metterci l'anima in pace.
E' comunque un obiettivo.
Per gli aspetti tecnici della terapia, se PQ consente, aprirei un topic apposito. Dico solo che parte dal monitoraggio del ciclo, non dal pilotaggio!
E questo già è molto di più di quanto mi potessi aspettare!  I love you
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da luisav il Dom Lug 13, 2014 6:22 pm

June, qui ci si sta anche per essere noiosi! Se vieni qui "solo" per condividere qualcosa di te in pochi topic se la benvenuta.
Poi come ti senti tu, ovviamente, è un'altra storia.
Sono felice che abbiate intrapreso una strada e solo percorrendola vedrete quale altro passo fare.
Noi siamo qui. Comunque vada. 
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da ettav il Lun Lug 14, 2014 5:51 pm

June, più che noiosa ti sento determinata.
Bravi!
È tanto che cercate, ma non "abituarsi" ad un determinato stato è un bel passo.
Io sono curiosa e attendo il topic per sapere i dettagli.
Nel frattempo ti mando un abbraccio che non guasta mai!
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Zara il Lun Lug 14, 2014 8:04 pm

Mi unisco anche io all'abbraccio di Ettav! E poi June, lamentosa non è proprio un aggettivo che ti si addice!  I love you 

P.s.: anche io sono curiosa, non ho mai sentito parlare di questa naprotecnologia.   
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Zara

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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da greengiuly il Mar Lug 15, 2014 9:33 am

Concordo con le altre, è la determinazione che traspare dalle tue parole!
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Mar Lug 15, 2014 1:03 pm

Aperto il topic sulla Naprotecnologia in Ricerca di Gravidanza, ho cercato di raccontare sia le linee essenziali del metodo che la mia (neonata!) esperienza come paziente.
Grazie delle vostre parole  I love you 
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June

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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Silvia Mimosa il Mar Lug 15, 2014 3:51 pm

June, non sai quanto io tifi per voi!!
Ammiro la vostra determinazione e la vostra forza d'animo: vi auguro con tutto il cuore che il nuovo percorso intrapreso sia sereno e fortunato!  
Vi penserò spessissimo... I love you
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Mar Giu 28, 2016 4:57 pm

Mi devo togliere un peso e scusate se uso questo topic...
Oggi ho scoperto che una mia amica che aveva molte difficoltà a rimanere incinta... è al quinto mese.
Ora, sono abbastanza abituata a panze che fioriscono a destra e a manca nel mio ambiente ma lei... mi faceva sentire meno sola.
E' crudele lo so.
Nello stesso tempo, vi assicuro, sono felicissima per lei e non vedo l'ora di conoscere il pupo!
Sto qui, divisa fra l'invidia e l'affetto che le porto, nel frattempo mi sento in colpa per aver desiderato che rimanesse a farmi compagnia nell'infertilità, mi sento in colpa per non aver trovato nemmeno un minuto per prendere un caffè con lei nell'ultimo mese mentre lei mi dava la caccia per darmi la notizia di persona.
Mi dispiace di essere stata l'ultima a saperlo, come se l'entourage volesse proteggermi dalla notizia.
Ecco, mi sono sfogata. Domani è un altro giorno!
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da fiordiloto il Lun Lug 04, 2016 12:19 pm

Hai fatto bene a sforgarti, June. Credo che quello che provi sia estremamente umano, non ti devi sentire in colpa.
Ti abbraccio forte per tutto. I love you
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Jessyca il Lun Lug 04, 2016 3:31 pm

Anche io concordo con Fiordiloto, sfogarsi fa sempre ben e poi credo che no era del tutto fuori luogo è vero vedere pance in giro è un conto ma quando sono amici o famiglia fa sempre qualcosa, lo dico non perché ci son passata io di prima persona ma vedo mia zia star male ogni volta, un abbraccio June I love you
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Dulcinea Del Toboso il Lun Lug 04, 2016 6:16 pm

June, io dopo due aborti ho dato i numeri quando mia cognata è rimasta incinta, ero terrorizzata da come mi sarei sentita a vedere la sua pancia crescere e pensare alla mia che era rimasta vuota per la seconda volta; l'ho evitata da Dicembre dell'anno scorso e anche quando, dopo esami e terapie, sono rimasta incinta, ho continuato ad evitarla perché sotto sotto ho ancora paura che qualcosa vada male. E' umano quello che provi, non hai nulla di cui vergognarti.
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Jillian il Mar Lug 05, 2016 10:27 am

June, non sei affatto crudele....sei semplicemente umana I love you
Io l'ho vissuta dalla parte "opposta" nel senso che alcuni amici che hanno difficoltà a concepire si sono un po' allontanati da quando sono rimasta incinta. Io ho capito e ho dato i giusti tempi.
Penso che siano situazioni in cui non è colpa di nessuno, è solo la vita che è così e tutto quello che provi è comprensibile. Ora sei riuscita ad assimilare la notizia?
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da sea il Mar Lug 05, 2016 4:47 pm

Cara, pur avendo una figlia ti assicuro che anche io dopo le mie ultime vicissitudini mi sento come te.
A me l'arrivo dei secondi altrui psicologicamente mi distrugge. La mamma del miglior amichetto di mia figlia è in attesa del secondo, e tutte le volte che ci vediamo sto malissimo...vorrei scappare.
Nascono spontanee le domande " Perchè a lei si e a me no....oppure...perchè mia figlia che vorrebbe un fratellino forse non l'avrà mai e chi non lo richiede se ne ritrova magari anche più di uno?"
Ecco....in questo periodo ho intorno tantissime persone che sono riuscite a "completare" la loro famiglia e anche di più.
Sono felice per loro...ma sto malissimo per me.
La mia estetista ha partorito da circa un mesetto la seconda....guardo tutti i giorni la sua foto del profilo su wa lei raggiante con il primo e la seconda tra le braccia...non ho ancora trovato il coraggio di farle gli auguri...e non perchè non sia felice per lei....ma perchè sto troppo male per me.
Ad esempio...non riesco più a leggere in questo forum un racconto di parto...mi fa troppo male. Avendo io vissuto un parto abortivo....leggendo i racconti di parto vi viene un groppo alla gola da stare malissimo per giorni. Allora evito...anche se vorrei tanto....
Quindi non sentirti sola in questi sentimenti contrastanti I love you
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da June il Mer Lug 06, 2016 1:43 pm

Grazie a tutte, mi ha fatto davvero bene sfogarmi qui. Ho cominciato a parlarne sdrammatizzando sulla mia naturale invidia, finché non sono riuscita a dirlo a lei. Le ho mandato un messaggio con scritto "Tesoro, l'invidia da parte mia è inevitabile ma è più grande la felicità per il miracolo che è successo e per il bene che ti voglio!". Questo, credo, ha sbloccato la situazione. Era un po' che non parlavamo a tu per tu. Lì mi ha risposto semplicemente "Grazie" ma qualche giorno dopo ha iniziato a cercarmi e abbiamo ricominciato a parlare tranquillamente.
Anzi, ho iniziato a darle qualche dritta sugli esami prenatali che le erano sfuggiti e mi ha ringraziato.
Io frequento una comunità religiosa in cui la fertilità si esprime in tutto il suo splendore! Nello stesso anno in cui ci siamo sposati io e Astro si sono sposate altre quattro coppie. Ora siamo all'attivo di 14 pargoli!!!
All'inizio è stato terribile vedere una gravidanza dopo l'altra, ma verso il numero 7 ho iniziato a digerirla, anche se non mi sono mai offerta come baby sitter!
Poi hanno iniziato a figliare i fratellini minori dei miei amici, quelli che avevo visto giocare con la Barbie e con le macchinine. Ho digerito anche questa.
Ora devo digerire i miracoli di chi condivideva la mia condizione.
Alla fine si tratta sempre di elaborare e... male che vada arriverà 'sta menopausa e potrò fare la zia/nonna disponibile!
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da sea il Mer Lug 06, 2016 2:33 pm

Cara capisco ogni tua parola. Io quast'anno mi sono anche dovuta sorbire paternali di colleghe che, non conoscendo ovviamente i miei trascorsi,che spesso mi chiedevano perchè della scelta del figlio unico....addirittura un giorno una collega mi ha fatto una mezza paternale dicendomi "lo sai che il figlio unico a scuola è visto come un bambino problematico e viziato"...io così Shocked
Io non racconto a tutti....ingoio e vado avanti.
Spesso quello che mi fa male , malissimo è proprio questa superficialità di chi ti sta intorno, che giudica senza sapere....che pensa che siccome uno ce l'hai allora è probabilmente una scelta il fatto che non ne hai un altro.Non pensano mai, mai,mai che alla base ci possano essere dei problemi, delle tragedie, del dolore.
Chi ha avuto dei figli con facilità, chi non è mai passato attraverso il dolore dell'aborto da per scontato che i figli arrivino. Che il problema sia l'infertilità ci arrivano forse per una coppia che non ha figli, ma l'infertilità secondaria non è assolutamente concepita.
Spesso anche a Chiara vengono fatte battute infelici sul perchè lei non abbia fratellino/sorellina..."chiedilo alla mamma e al papà, vedrai che te lo fanno"....certo ....fosse così semplice....l'avrei già fatto e non avrei addosso un carico di dolore che pesa un macigno.
Quante pugnalate riceviamo ogni giorno cara...quante....io ormai non le conto più.
Spesso mi viene la voglia di rispondere a queste persone insensibili e indiscrete raccontando quello che mi è accaduto....e poi voglio vedere se sta gente non sprofonderebbe dalla vergogna.
Tutto va elaborato, ma non è semplice per niente.......
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Re: Infertilità - Aspetti psicologici

Messaggio Da Zara il Mer Lug 06, 2016 4:45 pm

Un mesetto fa ho letto questo articolo, lo condivido con voi: Mind your own womb e vi abbraccio I love you
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