Carriera lavorativa e figli

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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 2:13 pm

Però Deri la maggior parte dei lavori sono una scelta. Soprattutto quelli di "posizione". Uno per arrivarci, si deve fare il popò non ci si trova per caso quindi... Non è che non lo sa che poi deve fare dei sacrifici no!?!?
Lo sai già prima che se devi essere l'avvocato di Andreotti (che per inciso era una donna, sulla trentina, che adesso ha per le mani un altro caso e in una recente intervista dice che non solo non ha una vita sociale ma i vestiti glieli compera e glieli spedisce sua mamma e sceglie come sue collaboratrici donne dai tacchi bassi, che portino i pantaloni che i tacchi non vanno bene per correre in tribunale e scommetterei che se sono incinta non le assume!!!! Voi che dite?) devi saltare quindi...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 2:21 pm

Ma non era la Bongiorno, quella che difendeva Andreotti?
Sì, certo che se ti trovi in una posizione così è perchè l'hai voluto con tutte le tue forze. E perchè sapevi che ci sarebbero stati sacrifici di ogni sorta da fare. Ed evidentemente non solo ti andava bene, ma ti esaltava pure...
Però è chiaro che se ad un certo punto decidi di crearti una famiglia, il tempo da dedicare al lavoro diminuirà. Non diminuirà la qualità probabilmente. Ma se prima potevi stare alzata fino alle 4 per preparare una causa, alzarti alle 5 per andare in capo al mondo, stare lontano da casa per settimane, poi insomma, è chiaro che non sarà più così facile conciliare il tutto. Ripeto: è chiaro che per avere tutto bisogna dare tutto. Ma mica solo nel lavoro, in ogni campo della vita...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 2:23 pm

E mi permetto solo di aggiungere al tuo discorso Deri che NON SEMPRE SI PUO' AVERE TUTTO...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 2:27 pm

Per quello che ho scritto sopra..io non condivido quello che avete scritto.

Il vostro punto di vista accetta in pieno la discriminazione, perchè voi ritenete che la famiglia debba per definizone essere pagata da noi donne.

E' per questo che tu, Valesax, ritieni che un uomo sia per una azienda più "redditizio": quindi tu sottintendi che una donna possa avere un ruolo di responsabilità nel lavoro solo rinunciando alla famiglia, che naturalmente nella tua ottica in cui la famiglia poggia solo su un lato (quello femminile) non può essere affiancata a ruoli manageriali della donna fuori casa.

Mentre tu, Darife, concepisci il compromesso solo da parte della donna.

In entrambi i casi, voi inserite la donna di oggi (quella che mi sento io, e quelle che sono la maggior parte delle mie amiche) in un modello familiare che a fatica stiamo superando e che era adeguato (ma forse nemmeno troppo) 50 anni fa.

Io convivo con il mio fidanzato e facciamo lo stesso lavoro; non ci sono ruoli in casa che non ricopriamo entrambi, in quanto cuciniamo, facciamo il bucato, stiriamo tutti e due..Mi aspetto che quando avremo un figlio, sebbene la parte gestazionale sia di mio esclusivo appannaggio, per il resto le cose proseguano in questi termini e quindi entrambi ci godremo i nostri bambini, entrambi li aiuteremo negli studi, entrambi ci giocheremo e ce li coccoleremo, ma entrambi continueremo a lavorare con passione. E' ovvio che il lavoro sarà in secondo piano rispetto ai nostri figli, ma sarà così per entrambi! E' questo che vorrei sottolineare. la famiglia si fa in due, la parità comincia a casa tra le mura domestiche.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 2:42 pm

Innanzitutto io la famiglia NON MI SENTO DI PAGARLA! LA DESIDERO e di conseguenza faccio del mio meglio per farla andare avanti...

In casa mia, dal "lontano" 1975 quando i miei si sono sposati, le polveri, i piatti, i pavimenti, le lavatrici le fanno TUTTI, io pure ovviamente. E a casa del mio boy pure.
Lui ha vissuto solo per 4 anni e ha sempre lavato, stirato, ordinato... E adesso che io mi aggiungo a lui non vedo il motivo di mettere in discussione questa cosa.

E si credo che per un'azienda un uomo sia, non più redditizio, ma meno rischioso! Un uomo può avere voglia di famiglia senza i "grattacapi" femminili, senza le vene varicose, senza le gambe gonfie, senza gravidanze a rischio.

Poi si io ritengo che ci siano lavori da uomini e da donne, ripeto, noi donne aggressive (tra le quali ci sono anch'io) andiamo a fare i muratori, andiamo a fare i tornitori o i ferraiuoli, andiamo agli altiforni a colare i metalli... Poi e solo poi, quando lo facciamo fino a che la pelle si cuoce, fino a che qualcuna resiste fino a 50 anni spaccata dal cemento, urliamo che siamo uguali...
Per la stessa equazione quando un uomo partorirà tra il dolore, quando dtarà in piedi la notte vedendo vomitare 3 gemelli, che urli che lui ce la farebbe bene come noi...
Certo che io sparo come un uomo. Certo che tu fai calcoli come un uomo. Certo che in estremis io posso fare la cacca dietro una pianta per settimane. Ma... Insomma... Che sia routine non mi sento di dirlo.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 2:57 pm

Oh, beh, bene. Sentirmi dare della retrograda da una donna fa sempre piacere. Molto molto bene. Se questa è la solidarietà femminile, non mi stupisco che le cape donne ti caccino se sei incinta. Un bell'applauso!
Evidentemente sei la sola che subisce l'ingiustizia e sa come far fronte a questa cosa, e al resto del mondo piace spaccarsi la schiena per nulla.Ovvio...
Io, come Vale, non sto parlando di OBBLIGHI. Sto parlando di BISOGNI e del PIACERE che deriva da una maternità. Se la vivessi come un obbligo, non lo farei. Punto.
Non è chi lava i pavimenti l'importante possono pure rimanere zozzi per quanto mi interessa. Ma se decido di avere un figlio voglio essergli accanto. Come lo è stata mia madre con me, pur lavorando. Parecchio.
E parlo del compromesso di una donna tra lavoro e maternità non perchè sia la donna che debba cambiare il patello, ma perchè una donna, nello stesso modo di un uomo CI TIENE a crescere il proprio figlio.
Forse non hai colto questo piccolissimo problema. Non sono i 4 mesi di maternità il problema. Sono la vita che segue quei 4 mesi...
E se devo scendere a compromessi per poter avere tutto, beh, lo faccio. E con me lo farà il mio compagno, perchè lo sta già facendo. Con me lo farà il padre di mio figlio, perchè la sua carriera vale tanto quanto la mia.
Ma con l'intransigenza non mi pare si vada lontano.
Attenzione: compromesso non vuol dire chinare la testa. Vuol dire che per ognuno ci sono priorità a cui dare più o meno spazio. E ripeto, faccio questo discorso sulla donna perchè SONO donna. Ed esprimo il MIO punto di vista, non quello del mio compagno. Ma si sceglie la persona con cui dividere la vita perchè si sa in che modo sarà la vita insieme...perciò non preoccuparti: il compromesso non sarà solo mio, come non auspico che sia di qualsiasi donna.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 3:04 pm

Ma io non ritengo di essere "uguale" a un uomo, forse non sono stata chiara. Io sono diversa e felice di esserlo, ma ugualmente valida come professionista, è questo il punto, e pretendo di avere le stesse chance di carriera; ognuno porta nel lavoro la propria diversità, e questa può essere sfruttata come una ricchezza non come un difetto. Le vene varicose le hanno anche gli uomini...e francamente non credo che le mestruazioni ostacolino lo svolgimento di alcun lavoro.

E' ovvio che laddove sia richiesta una prestanza fisica particolare, tranne casi eccezionali il fisico maschile è più adatto. Ma in un lavoro di intelletto, essere una donna o un uomo non può fare la differenza!

Tu dici bene che le aziende ritengono rischioso assumere una donna: ma chiediti il perchè...il perchè è che ancora oggi è diffuso questo modello di donna che dopo la maternità non è più affidabile, perchè gli uomini che si occupano della propria famiglia parimenti alla moglie sono pochi. E' questo il motivo. Ma io sono una donna normale, non sono particolarmente aggressiva e non sono "un uomo" sul lavoro, sono una donna che lavora da donna e che svolge così bene il proprio lavoro da voler competere con altri e crescere, avere più responsabilità.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 3:10 pm

Darife, io non intendevo darti della retrograda, forse mi sono spiegata male. E condivido il fatto che entrambi i genitori si cresca un figlio e lo si faccia con piacere ecc.

Inoltre sono straconvinta che ognuna debba fare le scelte più adatte a quelle che sono le proprie aspirazioni; il problema non è che scelta si fa, ma il poterla fare una scelta. Quello che sembra sfuggirti è che questa possibilità di scelta nel mondo aziendale italiano non esiste, perchè le cariche più alte sono in mani a uomini, le donne che comandano sono eccezioni rarissime, e quelle sposate e con figli con qualche responsabilità sono più uniche che rare. Questo è un fatto innegabili.

p.s. di padri dirigenti, invece è pieno.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 3:16 pm

Bhe quelle volte che sono stata male, non ultima quando ho avuto l'ictus per colpa della pillola, da figlia sono stata molto felice che al mio fianco ci fosse mia mamma e io amo mio padre come mia madre ma...
E' proprio il ruolo che sta stretto all'uomo... Scusami... Ma... Mia mamma come professionista della conduzione famigliare non c'è uomo che la batta! E anche nel lavoro fa del suo meglio e ha fatto una gran carriera (lo dicevo in un altro post) ma... Ha accettato anche compromessi... Molti... Forse se non ci fossi io sarebbe altrove... Cmq sono felice che quando vomito la manina me la tenga la mia mamma!!!

Condivido che il mondo aziendale non ti dia questa scelta... Lo comprendo... E ripeto, quando si tratta di far quadrare costi e ricavi non c'è spazio per nient'altro... E il "personale" è cmq parte di tali costi e ricavi...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 3:20 pm

Si, Vale, ho capito il tuo punto di vista, il mio è opposto al tuo perchè partiamo da presupposti diversi.
Siamo d'accordo infatti che un'azienda ragioni per costi, ma io con un pò di presunzione ritengo di essere molto più brava di tanti maschietti che girano, così sai, mi darebbe abbastanza fastidio se un domani questo non fosse riconosciuto.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 3:24 pm

Biancospino ha scritto:Si, Vale, ho capito il tuo punto di vista, il mio è opposto al tuo perchè partiamo da presupposti diversi.
Siamo d'accordo infatti che un'azienda ragioni per costi, ma io con un pò di presunzione ritengo di essere molto più brava di tanti maschietti che girano, così sai, mi darebbe abbastanza fastidio se un domani questo non fosse riconosciuto.

E lo sarai sicuramente come lo sono io (sempre con un po' di presunzione)... E anche rispetto ad altre donne se proprio vogliamo dirla tutta... Lo riconoscono a me, fortunatamente, ma... Questo non cambia le cose...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da sea il Gio Ago 28, 2008 3:29 pm

Ragazze, scusate...io l'ingiustizia da questo punto di vista l'ho vissuta sulla mia pelle. Non svolgevo di certo il lavoro della mia vita ma lavoravo in un ufficio da due anni con un contratto a tempo determinato, che sarebbe dovuto diventare col rinnovo obbligatoriamente a tempo indeterminato.
Prima che io manifestassi la volontà di sposarmi i miei titolari mi hanno sempre confermato il loro desiderio di assumermi definitivamente, dopo il mio matrimonio, magicamente, questo proposito è svanito nel nulla!!
Il mio contratto è scaduto e non me lo hanno rinnovato ufficialmente perchè a detta loro "non si potevano permettere un altro contratto a tempo indeterminato", ma la vera versione dei fatti confermatami poi dalla moglie del mio titolare è stata che " le mie future gravidanze sarebbero state un problema e che una donna deve scegliere se lavorare o fare figli".
E' ovvio che loro hanno scelto per me, perchè con un contratto a tempo indeterminato avrei potuto fare sia l'uno che l'altro!!
Questo per dirvi che purtroppo donne e uomini non vengono visti allo stesso modo e io l'ho sperimentato sulla mia pelle, è molto più facile che una donna venga licenziata, è molto più difficile che ottenga i suoi diritti!!
Penso che mio marito il suo contratto a tempo indeterminato l'ha ottenuto senza tanti giri di parole, e penso che io sono qui a casa a mandare decine di curricula, ma in pochissimi mi rispondono e quei pochi che ai colloqui vedono la fede o la mia età difficilmente mi assumeranno.
Purtroppo, ancora oggi noi donne viviamo queste ingiustizie...cosa dobbiamo fare??? Se devo aspettare che qualcuno mi assuma a tempo indeterminato per avere un figlio mi sa che vado prima in menopausa...allora il figlio me lo farò lo stesso e credo dovrò rassegnarmi ad essere precaria a vita!
La vita è una questione di priorità, il lavoro è importante ed è fonte di soddisfazioni, ma la gioia di avere un figlio tra le braccia è impagabile e non la baratterò mai con l'ipotesi di una carriera che non esiste....
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 3:37 pm

Biancospino ha scritto:Darife, io non intendevo darti della retrograda, forse mi sono spiegata male. E condivido il fatto che entrambi i genitori si cresca un figlio e lo si faccia con piacere ecc.

Inoltre sono straconvinta che ognuna debba fare le scelte più adatte a quelle che sono le proprie aspirazioni; il problema non è che scelta si fa, ma il poterla fare una scelta. Quello che sembra sfuggirti è che questa possibilità di scelta nel mondo aziendale italiano non esiste, perchè le cariche più alte sono in mani a uomini, le donne che comandano sono eccezioni rarissime, e quelle sposate e con figli con qualche responsabilità sono più uniche che rare. Questo è un fatto innegabili.

p.s. di padri dirigenti, invece è pieno.
Ho capito il tuo punto di vista ora, e chiaramente lo condivido. Ma è proprio per questo che io facevo il discorso dei BISOGNI che si hanno. E della diversità che innegabilmente c'è.
E' ovvio che saprei gestire un'azienda in modo ottimale, e se do una disponibilità totale al lavoro probabile pure che ci riesca. Nel lavoro, a livelli alti, ho visto moltissime donne single, o senza figli. Come dici giustamente. E quasi tutte mi hanno detto che è stata una scelta obbligata, perchè ad esempio, per organizzare un congresso devi rimanere settimane fuori casa. perchè i corsi di aggiornam,ento sono spesso all'estero. E se non riesci a stare dietro ai ritmi, per i figli o per qualunque altra cosa, sei tagliata fuori. Così come dei padri di famiglia stavano beati fuori casa per mesi, senza nessun problema...
Ed è palese che dall'altra parte c'era una donna che si faceva carico di tutto.
Forse qui non ci siamo capite:_ non lo ritengo giusto, non mi adatterei mai ad una vita così, né la proporrei come modello. Ma qui sta alla scelta individuale: c'è a chi piace fare la casalinga e a chi no. A me ad esempio no. Quindi io (ma mi pare qui un po' tutte...) mi sono scelta un uomo che ha ben chiari i miei obiettivi e la mia scelta di famiglia e di carriera. Non vede l'ora di fare il casalingo... No, a parte gli scherzi.
Se si risolve il problema della gestione familiare, si è a metà strada...
Per la discriminazione sul posto di lavoro, credo si inneschino più problemi. La visione della donna-madre come meno affidabile e meno disponibile. perciò a volte si preferisce non correre neppure il rischio di affidare qualcosa di gravoso. Il maschilismo (che purtroppo è presente anche nelle dirigenti donne...). Il maggior peso economico per l'azienda. A parità di prestazione, un'azienda sceglierà il dipendente che in prospettiva darà più garanzie e meno assenze.
Choiaramente non è giusto, non è condivisibile, ma è in qualche modo comprensibile.
Presumo che una volta all'interno di una azienda si debba continuamente dimostrare il proprio valore e, in un certo modo, fornire della garanzie che produttività e dedizione non verranno meno con una gravidanza. Insomma, in qualche modo placare le ansie di chi conta su di noi per un lavoro svolto alla perfezion. E capisco che questo possa essere richiesto. Ciò che non trovo giusto, assolutamente, è il decidere a priori che una donna con una famiglia, o che intende costruirla non sia in grado di reggere certi ritmi di lavoro.
Come diceva Vale prima, se ci sono arrivata in quel posto lo conosco bene, so i sacrifici di cui necessita. Altrimenti, avrei fatto altro...basta l'onestà di ammeterlo, coi noi stesse e con l'eventuale azienda...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 3:44 pm

Ciao Sea,

sono proprio le situazioni come la tua che mi fanno indignare, e il tuo esempio chiarisce perfettamente quello che accade.

Per fortuna io questo problema non l'ho avuto, la mia azienda è una multinazionale con regole precise in fatto di assunzioni e non possono a priori non assumere donne, ma devono adeguarsi a cosa accade nel resto del mondo, e le mie preoccupazioni sono più che altro legate alla crescita successivamente all'assunzione.

Io voglio tutto, figli e carriera...per ora mi concentro sulla carriera, spero che tra qualche anno non mi verrà fatto pagare il volere avere dei figli. Ma chissà, forse il mondo si sarà ammodernato.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 3:46 pm

Probabilmente a lievello almeno di tutela della maternità nelle aziende grandi va un po' meglio. Se non altro perchè hanno risorse e economiche e umane con cui far fronte.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 3:53 pm

Si, sicuramente è così; poi se estere, coma mia, quello che accade èche devono avere criteri uniformi a quello che succede nel resto del mondo.

Ma a salire la differenza s sente.

Io per ora mi tutelo con il massimo della riservatezza, ad esempio l'anno prossimo mi sposo, ma non lo dirò a nessuno fino all'ultimo.
La cosa mi amareggia perchè mi piacerebbe poter condividere questo bel momento con tutti i colleghi, e andarlo a gridare a tutti tutti tutti...ma so che già sarei vista in modo diverso, e allora mi sto zitta.

E quando avrò dei figli, farò altrettanto. Festeggerò solo con gli amici, sul lavoro farò in modo che a malapena se ne accorgano.

Ma che amarezza.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da buongiornoatutti il Ven Ago 29, 2008 8:47 am

ho letto tutti i post tutti d'un fiato
ho il magone in gola
lo stomaco in subbuglio
ripenso agli studi fatti
ai sacrifici dei miei genitori
alle giornate e poi alle notti passate sui libri
alle uscite con gli amici mai fatte
all'aver abbandonato la mia terra perchè non offriva nulla per chi studiava tanto
all'aver lasciato la mia famiglia d'origine per sposarmi con un ragazzo che aveva fatto altrettanto
all'essermi ritrovata madre fuori da ogni programma
all'essere sola con la mia bambina in un paese sconosciuto
alle notti in bianco dietro mia figlia
al mio fisico che non c'è la fa più
alle discriminazioni sessuali vissute in tutto quello che ho fatto
alle mancate offerte di avanzamenti perchè sono una mamma
gli studi mai finiti
alle liti con mio marito
ad una carriera che non farò mai
ai miei risultati che non importano a nessuno
al fatto che debba accontentarmi di un lavoro mediocre pur avendo sempre eccelso in tutto quello in cui mi impegnavo
e mi viene da piangere e spaccare tutto
perchè se diventi madre a 25 anni non pretendere di fare carriera
e soprattutto se sei in un posto lontano dalla tua famiglia e sei sola non puoi pensare di avere libertà di fare
e adesso ho in braccio mia figlia
so che è la cosa migliore che ho fatto in tutta la mia vita
so che lei adesso vorrebbe un fratellino o una sorellina per crescere insieme
so che io adesso non posso dargliela
ma è questo che mi fa più soffrire
non la mancata carriera che secondo molti avrei potuto fare
ma il non poter affrontare una gravidanza adesso se voglio concludere almeno qualcosa di buono se voglio terminare almeno l'università No
sì alla fine è questo che mi dispiace
non poter far crescere mia figlia adesso assieme ad un fratello o ad una sorella e l'essere egoista nel portare avanti i miei interessi
sono uscita fuori tema
ma ho già pianto troppo per essermi sempre fermata ad un passo dai traguardi + importanti e per aver ricevuto allusioni e discriminazioni da uomini ma anche da donne che mi bollavano perchè carina e adesso perchè mamma.
Vorrei anche saper rispondere a loro ma so che è tempo perso
So che adesso devo pensare a mia figlia e che in ogni caso è lei la cosa + importante per me,per questo la metto al primo posto davanti a tutto e a tutti.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Ven Ago 29, 2008 9:57 am

Ciao!

Ho letto la tua storia, e mi dispiace davvero per quello che ti è capitato è che è anche conseguenza di tutto quello di cui discutevamo.

Io però nella tua storia vedo qualcosa di positivo, e non mi riferisco solo alla tua bambina. Infatti se è vero che una neomamma viene discriminata, nel lungo periodo aver già avuto una bambina (e meglio ancora sarebbe due) è un vantaggio. Tra qualche anno tra te e una donna di 35 anni senza figli, tu avrai il vantaggio di aver già avuto figli e quindi non sarai più una madre potenziale e quindi inaffidabile. Per assurdo, non essere mamma a 36 anni ti fa automaticamente diventare una che deve affrettarsi ad avere una gravidanza (per età biologica) e quindi a forte rischio di inaffidabilità, viceversa essere già mamma cautela da questo rischio.

Certo che la tua scelta ti ha cambiato la vita e ha reso le cose più difficili: ma considera che tutte noi donne prima o poi ci troviamo davanti a problemi come i tuoi, perchè secondo me la società non è pronta ad accettare che una donna sia oltre che madre anche e fondamentalmente una persona che ha il diritto di essere indipendente, di avere ambizioni personali, di voler vivere nel mondo e non tra 4 mura.

Io ti incoraggio a proseguire i tuoi studi, a impegnarti in tutto quello in cui credi, non guardare solo il presente, nel lungo periodo gli sforzi fatti pagano!
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da buongiornoatutti il Lun Set 01, 2008 7:50 am

Biancospino ha scritto:Ciao!

Ho letto la tua storia, e mi dispiace davvero per quello che ti è capitato è che è anche conseguenza di tutto quello di cui discutevamo.

[...]

Io ti incoraggio a proseguire i tuoi studi, a impegnarti in tutto quello in cui credi, non guardare solo il presente, nel lungo periodo gli sforzi fatti pagano!


Sarà,posso solo metterci la mia forza di volontà e le mie capacità, altro non ho... No Farei un altro bambino nonostante il mio post su "Felici col proprio lui..." ma come lo mantengo senza un altro stipendio "serio" che servirebbe?Faccio solo lavoro occasionali attualmente.
Vedremo fra qualche anno cosa sarà successo... Suspect
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da sea il Lun Set 01, 2008 8:50 am

Biancospino ha scritto:

Io per ora mi tutelo con il massimo della riservatezza, ad esempio l'anno prossimo mi sposo, ma non lo dirò a nessuno fino all'ultimo.
La cosa mi amareggia perchè mi piacerebbe poter condividere questo bel momento con tutti i colleghi, e andarlo a gridare a tutti tutti tutti...ma so che già sarei vista in modo diverso, e allora mi sto zitta.

E quando avrò dei figli, farò altrettanto. Festeggerò solo con gli amici, sul lavoro farò in modo che a malapena se ne accorgano.

Ma che amarezza.

Anche io avrei voluto non dirlo fino all'ultimo, ma io lavoravo in una ditta molto piccola e, quando hai bisogno del congedo matrimoniale e ti devi organizzare il viaggio di nozze che fai?? Sei costretta a dirlo se vuoi avere i tuoi diritti, d'altronde ci si sposa una volta nella vita !!!
A me quello che più ha sconvolto è il parallelismo che hanno fatto, matrimonio=figli.....come se una donna non possa rimanere incinta anche senza sposarsi, d'altronde nei due anni che stavo lì sapevano che avevo un fidanzato..... chi lo dice che ci si debba prima sposare per mettere su famiglia?? Sono stati di un'ignoranza spaventosa . Comunque, della serie non c'è mai limite al peggio, ad una mia amica ad un colloquio hanno chiesto che tipo di anticoncezionale usava, e qui ho detto tutto...a quali altre umiliazioni ci vogliono sottoporre??? Penso si sia davvero toccato il fondo !!!
Anche io penso ai miei studi fatti, ai sacrifici dei miei genitori, a tante tante cose....ma penso, purtroppo, di non avere tante responsabilità se oggi sono qui a casa a 31 anni con un dilemma esistenziale....mi cerco prima un lavoro o faccio prima un figlio???
Perchè adesso sono la 31enne che è in cerca di lavoro ma il figlio se lo deve ancora fare....e questo a quanto pare è un grandissimo punto di svantaggio, dopo sarò una 31enne senza lavoro per giunta con un figlio a carico!!!
Ragazze, io dico solo una cosa....possiamo metterla come ci pare, da qualsiasi parte la guardiamo restiamo sempre in svantaggio e per il mondo del lavoro sapete come saremo perfette?? Se fossimo tutte sterilizzate e senza la minima intenzioni di farci una famiglia!!
Questa è una triste verità, piena di amarezza....ma è così No
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da buongiornoatutti il Lun Set 01, 2008 4:43 pm

ha ragione sea purtroppo...per noi donne è difficile già ancor prima di voler conciliare famiglia e carriera, è quasi come se, sull base delle condizioni di vita, assistenziali & co. sia già difficile scegliere fra uno dei 2 aspetti verso cui muoversi e focalizzare le proprie forze...perchè per noi è difficile frci avanti nel lavoro per di + se mettiamo al primo posto la carriera veniamo denigrate perchè snaturate e mascoline,calcolatrici etc etc...se mettiamo prima la maternità è impossibile che riusciamo a conciliarla col lavoro e quindi veniamo denigrate perchè a carico del marito......
il peggio arriva quando i commenti li fanno donne che si sono dedicate anima e corpo alla carriera o viceversa alla famiglia e non comprendono il punto di vista di chi ha dedicato la propria vita ad altri aspetti o ha cercato di conciliare con grosse difficoltà entrambe le cose.Secondo me è una situazione da cui non si può uscire fintantochè non cambia per prima cosa la nostra(plurale majestatis) mentalità maschilista, le leggi, i nidi e gli asili disponibili, le graduatorie d'inserimento e quindi anche la mentalità di chi assume, le politiche aziendali etc etc etc....
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Elisina il Lun Set 01, 2008 5:48 pm

Ho letto il dibattito con grande interesse e passione, non aggiungo altro oltre alla mia esperienza odierna.
Io ho due lauree, un master, ho studiato 27 anni della mia vita, fatto tanto tirocinio, sottopagata una vita, eccetera eccetera.
Per amore mi sono trasferita, ho avuto il mio bimbo, ed ho quindi necessariamente *tagliato* con i contatti che avevo.
Adesso ho iniziato a mandare i cv in giro, Diego a novembre andrà al nido (420 euro al mese!) perchè con uno stipendio non ce la facciamo.

Oggi mi ha chiamato un posto dove ho mandato il cv, e mi hanno chiesto se potevo andare *immediatamente* (parole testuali!) a fare un colloquio, perchè il mio curriulum li aveva davvero colpiti, l'esperienza all'estero e bla bla...
Io ho risposto che subito non potevo andare, perchè non avevo nessuno a cui lasciare il mio bambino di 8 mesi (che è la verità, senza un minimo di preavviso come posso organizzarmi??)

Il tipo mi ha freddata dicendo che allora non importava neppure parlarmi di persona, dato che loro hanno bisogno di una persona che sia sempre e comunque disponibile, ad ogni ora ed in ogni momento, e di sicuro una donna con un bimbo piccolo non faceva per loro.
Ecco tutto!

In settimana ho un altro colloquio, con che spirito devo andarci? E' meglio se non dico di avere il bambino? Ma vi sembra giusto?
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Panicqueen il Lun Set 01, 2008 5:54 pm

Eli, ma un lavoro del genere, meglio perderlo che trovarlo!!!

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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da buongiornoatutti il Lun Set 01, 2008 6:02 pm

soprattutto perchè se ti ha già risposto così al telefono non oso immaginare all'averci a che fare di persona.....
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Lun Set 01, 2008 6:57 pm

Eli...accidenti...
Che delusione certa gente...
Sì, forse avresti fatto meglio a dire che in quel momento esatto eri impegnata, senza specificare perchè. Tu guarda a cosa si deve arrivare, se anche persone qualificate come te devono fare sta vita...
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