Carriera lavorativa e figli

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Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 1:12 pm

Ciao a tutte!
domanda per le donne in carriera: come fate a non farvi discriminare? come crescere professionalmente in ambienti un pò maschilisti?
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Mar Ago 26, 2008 1:15 pm

Cosa si intende per donne in carriera?
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 1:25 pm

Um..........dunque....io intendo...donna che ha aspirazioni di crescita professionale...diventare manager e poi dirigente in qualche settore tecnologico ad esempio...
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Biancospino

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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da fagio il Mar Ago 26, 2008 1:31 pm

vediamo un pò.....
io vivo in un ambiente maschile /maschilista (talvolta) ormai da 5 anni,cioè da subito dopo la laurea,sono l'unica donna,perchè il mio ramo ingegneristico si dice sia ''roccaforte maschile'',ecco perchè sono qui a smentirli .Inizialmente non è stato semplice,perchè mi sono laureata in regola e quindi approdata qui ci sono state le solite battutine legate più che altro al mio aspetto fisico,altezza,capelli biondi etc....come a dire ''si,ma per te sarà stato sicuramente più facile...'',sai che ho fatto?
me ne sono fregata altamente,mai nessuno mi ha regalato niente in questi anni,nè quando studiavo,nè da quando lavoro,quindi mi sono impegnata al massimo,facendo anche più del dovuto e facendo anche ciò che non mi competeva,ho vissuto i primi due anni e mezzo duramente,vivendo momenti difficili causati dall'ottusagine e dalla stupidità di un responsabile di unità operativa a cui ero stata affidata,che si divertita a punzecchiarmi punto,ora e momento,e poi c'ha pure provato con messaggini vari.
Ho tenuto duro proprio perchè lui avendo notato la mia serietà e quano lo ritenessi meschino e stupido si è incattivito ancora di più...ma esiste una giustizia divina,e alla fine è andato via da qui,io sono passata di livello,e sono stimata da tutti i colleghi.
Se una persona vale,non potrà che essere apprezzata per l'impegno e la serietà,questo può avvenire col tempo,ma prima o poi accade.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 1:35 pm

Ciao Fagio!

Immaginavo mi avresti risposto tu. Io lavoro in un ambiente simile al tuo e ammetto che finora non ho avuto discriminazioni. Il problema me lo pongo adesso perchè a 30 anni e con l'idea di sposarmi e fare dei figli non voglio trovarmi ad essere discriminata per questo. Guardando le mie colleghe più grandi, non c'è niente da fare: per la maggior parte dei casi una donna sposata e senza figli di 32 anni è considerata una madre potenziale e per questo ha meno chance di crescita.
Io però voglio tutto...cioè non voglio un domani essere costretta a scegliere, anche perchè ho accanto un uomo intelligentissimo che coopera con me al 100% nella gestione familiare..Chiedevo perciò come fare per superare la fase di età critica tra i 30 e i 36 anni in cui in genere sulle donne le società non investono. Hai qualche idea? Qualcuna ce l'ha?
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da fagio il Mar Ago 26, 2008 1:49 pm

ciao cara!
purtroppo non è semplice,penso che se si lavora in aziende private a volte tra politiche aziendali e giochi di potere non è per niente semplice....
ti riporto l'esempio di una mia collega,una progettista davvero in gamba,lei si è sposata a 35 anni,ha avuto un bimbo,voleva un part-time,il mio capo ha detto a chiare lettere che non sapeva cosa farsene di una progettista che non fosse a tempo pieno e le cose sono andate sempe peggio.
Diciamo che è rimasta a casa per tutta la durata della gravidanza,con mille battute dei miei colleghi maschietti (tipo,''che bello potessimo farlo noi un figlio...''),poi è rientrata dopo altri 5-6 mesi dalla nascita del bimbo,e non le è stato affidato più alcun lavoro....:(
per fortuna è riuscita a trovare un altro lavoro grazie alle conoscenze del marito (perchè in Italia,ahimè sempre + spesso si va avnti così) ed ora è contenta lavora,si gode il bimbo dalle 17 in poi,non ha + nemmeno gli orari che subiamo qui.
Quando sono stata assunta ho dovuto garantire che non avrei avuto gravidanze per i due anni seguenti...purtroppo in questo paese molte cose funzionano male.
Si sa che se si vuole una carriera in piena crescita e si vogliono ricoprire ruoli di responsabilità si sceglieranno uomini o al più donne single.Da noi i dirigenti appartengono unicamente a queste due categorie.
Il punto è un altro,io non rinuncerò mai ad una mia famiglia e a dei figli,e quindi so per certo che cmq pur avendo la voglia di crescere professionalmente,più di tanto non lo potrò fare.
secondo me un problema fondamentale è il supporto inesistente o quasi alle madri lavoratrici,non esiste flessibilità d'orario,non ci sono strutture adeguate e convenzionate quali asili nido o altro,specialmente quando chi come me,lavora in una città che non è la sua d'origine e che quindi non potrà contare sull'aiuto di eventuali nonni.
Però poi mi dico,i miei hanno sempre lavorato e non mi è mai mancato nulla,quindi alla fine è solo una questione di organizzazione,tu sei già fortunatissima ad avere un compagno che collabori in casa,che sia presente nella gestione familiare e che comprenda i tuoi orari e i tuoi impegni.
Grandi idee non ne ho,ma so che mi sentirei una donna a metà se non lavorassi,o se non avessi figli un domani. Purtroppo bisogna scendere a compromessi,tutto non si può avere...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 2:01 pm

Fagio tu hai colto in pieno il mio problema e le mie preoccupazioni.

Io fortunatamente non mi sono mai sentita dire esplicitamente che non devo fare figli, ma come sai è tacito che sia così.

Anche io come te non sopporteri mai nè di non lavorare nè di non poter liberamente scegliere se avere dei figli. Quello che non capisco è il perch di tutto questo; infatti oggi è sempre più consolidato che le responsabilità familiari siano condivise, ed è giusto che sia così ed anche più bello. Mi piace pensare che il mio ragazzo e io facciamo insieme un percorso di vita, condividiamo gioie e dolori delle nostre rispettive carriere, insieme ora gestiamo una casa, in futuro anche dei figli. Perchè dovrei essere penalizzata, per i 4 mesi di congedo di maternità? Nel lungo periodo quei 4 mesi sono una ridicola scusa.
Sono avvilita, spero di incontrare qualche esempio di donna che sia realizzata a 360 gradi e che sappia consigliarmi....
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da fagio il Mar Ago 26, 2008 2:12 pm

Non devi avvilirti : la maternità è un diritto della donna,e non per questo una ragazza deve abbandonare il lavoro che ama o per i quale ha studiato.
Purtroppo la mentalità maschilista esiste ed è un dato di fatto,si fa un gran parlare di parità,ma alla fine è una parità spesso fittizia.
mi spaventa più la mentalità di alcuni uomini che sul più bello se ne escono con frasi che sviliscono le donne che lavorano come se non fossero in grado di assolvere ai loro doveri casalinghi o altro. Uomini giovani,che spesso pensano alla donna come relegata in casa a far tutto da sola,e che pretendono di essere serviti e riveriti,dopo che magari si è lavorato tutto il giorno.Non preoccuparti,vedrai che a tutto c'è rimedio
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 2:21 pm

Hai ragione, probabilmente nel caso generale c'è anche spazio per i casi particolari...anche io mi dico così nei miei momenti positivi. Spesso, è vero, anche i ragazzi giovani hanno una stupida mentalità maschilista, ma dipende dalle loro famiglie....noi donne dobbiamo essere le prime a educare i nostri figli in modo che un giorno siano buoni compagni per le donne moderne...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da fagio il Mar Ago 26, 2008 2:24 pm

aggiungo una cosa,ho amiche più grandi che si sono realizzate pienamente dal punto di vista professionale ( campo medico) quando le bimbe hanno raggiunto 4-5 anni d'età ed erano quindi più indipendenti,c'è da dire poi,che avere figli richiede impegno e dedizione nel seguire la loro crescita e nell'educarli e quindi non è che una madre può andare in trasferta tutte le settimane o quasi....bisogna sacrificarsi e cercare di ottenere quanto + possibile nel lavoro senza far mancare nulla ai figli,valutando la qualità del tempo a disposizione piuttosto che la quantità.
un bacio ora chiudo,altrimenti appunto mi ritrovo senza lavoro
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da June il Mar Ago 26, 2008 2:36 pm

Mi sento chiamata in causa, perché io purtroppo mi trovo a dover scegliere se continuare con il lavoro per cui ho studiato 10 anni o abbandonare tutto e donarmi alla famiglia.
Sono una dottoranda in fisica, e la situazione (come più o meno si sa) non è per niente buona nella ricerca italiana.
Diciamo che lavoro si trova pure ma:
1) Devi accettare orari imprevedibili e talvolta disumani (capita di fare più di 24 ore di fila se nella misura qualcosa va storto, capita di dover rimanere in laboratorio oltre mezzanotte per molte sere di fila se qualcosa si rompe o necessita cure...)
2) Devi mettere la ricerca davanti a tutto, cioè se necessario devi dimenticare di avere dei genitori, un fidanzato, degli hobby, una religione... non c'è malattia, solitidine, necessità d'aiuto, evento, amore, legame che tenga se c'è un articolo da consegnare o un apparecchio da riparare.
3) Devi essere disposto ad andare ovunque, dico ovunque, appena il contratto da due anni finisce, perché altrimenti non si mangia! E sei tu che devi rincorrere la prossima borsa di studio!
Il mio capo mi ha detto onestamente che sarà molto difficile conciliare famiglia e lavoro, e mi ha consigliato di aspettare per sposarmi, o se proprio ho fretta, di accettare un "matrimonio a distanza" e comunque rimandare a momenti migliori il progetto di un figlio.
Ma si può fare così?
Ho quasi 30 anni e se mi sposo non lo faccio per vivere da sola in un pied-à-terre e vedere mio marito una volta al mese per una rapida conoscenza biblica (oltretutto, potenzialmente impedita dai rossi visto che non si può concepire in questa situazione!!!).
A questo punto non so nemmeno più se voglio continuare.
Non si tratta di discriminazione, si tratta proprio di incompatibilità dei ruoli!
L'anno prossimo mi spediscono il fidanzato in uno di quei famosi "chissà dove", perché il poveretto fa il mio stesso lavoro, e io lo voglio seguire.
Credo che mi metterò in tasca la laurea e (se riesco a prenderlo!) il dottorato, e provo a farli valere in qualche modo, ma in un modo che mi permetta di essere moglie e (se Dio vuole) madre.
Scusate lo sfogo, è che l'argomento mi tocca sul vivo!
Bacioni a tutte,
June
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Messaggio Da Biancospino il Mar Ago 26, 2008 3:26 pm

Cara June, quello che descrivi è lo scenario di tutti gli ambienti di lavoro in cui esista una competizione...io non ho timore di orari duri e spostamenti, io sono disposta ad accettarli, e sono disposta a farmi in 4 per far conciliare tutto. Io ho timore del pregiudizio stupido, della mentalità maschilista che ti cancella a priori da ruoli di responsabilità relegandoti a ruoli minori solo perchè donna, senza nemmeno vedere se magari le tue prestazioni lavorative non subiscano cambiamenti a seguito della nscita di un bambino. Non voglio che il mondo cancelli a priori le mie ambizioni...
Io ho la fortuna di avere accanto un compagno intelligente e molto vicino a me, che mi capisce come donna, e mi incoraggia a migliorare.

Se mi guardo al futuro, io mi vedo sempre come donna che lavora, legge, viaggia, si aggiorna, studia...e quando avrò dei figli voglio continuare a fare queste cose, non voglio che qualche stupido pregiudizio mi tarpi le ali.

Voglio aggiungere...che quello che voglio è avere la possibilità di scegliere. A me sta bene che una donna o un uomo decida di rallentare la carriera perchè sceglie di farlo, ma non mi sta bene che a priori, solo perchè donna, perchè potenzialmente madre, o perchè ha figli, debba subire un rallentamento della carriera. Non lo accetto...come si fa? come si combatte questa battaglia? confused
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da June il Mer Ago 27, 2008 4:02 pm

Cara Biancospino,
ammiro tanto te come ammiro tutte le mie colleghe che credono in quello che fanno e accettano una vita da girovaghe senza radici per spiegare un briciolo in più della natura delle cose (questa è la fisica...).
E ste poveracce, quando per qualche valida ragione, durante le riunioni s'incavolano e protestano, si sentono mormorare alle spalle "Il problema di quella ragazza è che nessuno se la tr***a per bene!".
Il maschilismo è vivo e vegeto, e in effetti le donne di successo qui da me sono quelle che si sono fatte uomini, in azioni e pensieri. No
Io però mi trovo nella situazione paradossale di dover rinunciare agli incarichi (e quanto fa male all'orgoglio!)!
Sarei disposta a viaggiare, lavorare, studiare ma mi chiedono ancora di più.
Qui non si preoccupano di un eventuale calo delle prestazioni in caso di gravidanza... sanno che se pretendo di lavorare, non ci sarà modo di mettere in piedi una gravidanza!
Per esempio, ecco l'ultima:
da due anni io e il mio lui combattiamo per trovare due borse in due università abbastanza vicine da poter stare insieme (100 km ci andrebbero anche bene!!!). Ma quest'anno, il Big Ben ha deciso che per il mio lui non c'è speranza in Italia, e via, l'unica strada praticabile rimane il Regno Unito.
Bon, ripasso l'inglese e comincio a guardare gli annunci lavorativi alla periferia di Londra.
Neanche una settimana dopo, salta su l'attuale capo del mio lui CHIEDENDO DI ME!
Sissignore, ha un potenziale incarico per cui io sarei idonea!
Ma per quando?
Esattamente per il periodo che lui dovrebbe passare in Inghilterra (2-3 anni continuativi eh!).
E, visto che scemo non è, gli fa tap-tap sulla schiena e gli ricorda che la vita di coppia per la nostra razza è molto difficile, ma dopo un 10 anni di pazienza troveremo il modo di convivere...
Non ne posso piùùùùùùù!!!!!!
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Mer Ago 27, 2008 4:52 pm

Riporto brevemente la mia esperienza. Io sono musicista e che sia un ambiente maschile bhe, lo si vede guardando un qualsisasi concerto, dall'oratorio alla Chicago Symphony.

Per noi la difficoltà parte dalla struttura fisica, se sei uno strumento a fiato devi impare una respirazione che è tipicamente maschile (quella diaframmatica), devi fare il conto con organi interni che gli uomini non hanno e volenti o nolenti ti occupano spazio, poi conta che si lavora prevalentemente di notte e nei fine settimana, mettici che si lavora a Natale e a tutte le feste comandate, alla fine se vuoi affrontare una gravidanza sai in partenza che la tua carriera è FINITA.

Ci vuole troppo per riprendere il ritmo, per rifarsi aria, polmoni, diaframma, calli e quant'altro se non sei più che tutelata e in regola non ce la farai mai. In tutta Italia ci saranno 10 orchestre, moltiplicate per 50 strumentisti, fanno 500 posti di lavoro a tempo indeterminato, su TUTTA ITALIA!!! Fate conto che anche li si va in pensione a 65 anni e avete idea del motivo per cui dico che è finita.

Resta il resto del lavoro: feste, discoteche, party privati, libero professionismo... Un'incredibile varietà di impiego musicale che ti impegna dalle 9.00 alle 17.00 se sei insegnante (a vario titolo, tra accademie e scuole), dale 20.00 alle 23.00 se suoni in qualche gruppo normale, o orchestra minore,dalle 20.00 alle 4.00 se fai notte in discoteca, party e quant'altro.
Dalle 9.00 alle 4.00 se fai tutto e credetemi, me compresa, ce n'è di gente di noi che fa TUTTO, la maggior parte.

Io nel 2007 ho fatto 292 serate fuori casa, levatele da 365 giorni e senza troppi giri di parole inutili arriverete a capire perchè, alla fine, non posso permettermi gravidanze, e sono sempre col piede levato ad ogni relazione nuova che inizio (tanto alla fine mi lasciano tutti!)...

Detto questo è vero, il mondo della musica è esclusivamente maschile, i migliori musicisti sono uomini, non ce n'è per nessuno! E non solo perchè sono quantitativamente maggiori delle donne ma perchè, come dice l'arpista più bravo al mondo (che è uomo ed è Nicanor Zabaleta): "Voi avete idea di quanta forza serva per suonare uno strumento musicale?"... Gli uomini hanno un vantaggio fisico incredibile e poi, a parità delle donne suonano meglio. lo dico da donna, dovrei difendere la specie, ma la storia non me lo permette, l'evidenza non me lo permette. Gli uomini sono meno emotivi, non hanno il mestruo, sono più semplici in testa e questo passa direttamente nello strumento e se poi nasce l'uomo caldo, quello che ha l'inventiva, il genio, la natura musicale, bhe quello è il top! (E qui mi stoppo).

Ma se poi sei dei loro, e io ho la fortuna di essere dei loro, sei dei loro e basta!. Neanche lo sanno più se sei donna o uomo a parte quando ti guardano le tette... Ti aiutano, ti portano lo strumento se pesa troppo (il mio pesa 13 kg), ti prendono in giro, ti guardano nella scollatura del vestito e ti riempiono di cazzate, ti cercano, ti spronano, ti incitano. Si rema tutti dalla stessa parte e loro lo sanno che per far bene un concerto c'è solo quella volta, che la riuscita dipende dal collettivo lavoro e che è la resa che ci fa lavorare la volta dopo quindi...

Certo stare li comporta sacrificare altre cose...

Io ho scelto di sacrificarle perchè la musica è un fuoco che in me non si spegne, perchè dentro c'è una roba che non posso spiegare, fatto sta che senza musica muoio e chi sta con me lo sa bene! Come io so bene che il giorno che vorrò una famiglia dovrò dire addio a questa vita!

Io invidio chi come June, ha la forza di seguire i propri uomini io non ci riesco, la mia ultima storia è finita perchè lui, clarinettista di successo, ha vinto un posto a Ginevra, quando mi ha chiesto di seguirlo, come una morsa mi ha compresso il petto, ho dovuto dire di no perchè a Ginevra io... Io non potevo lavorare, non con la musica, non come avrei voluto e... Se uno vuole suonare, insegnare è un ripiego, un bel ripiego, ma comunque un ripiego... Io amo i bambini, mi rendono la vita migliore ma non c'è storia tra suonare e tutto il resto!!! Io non sarei stata più io senza la musica, senza il palco, senza gli applausi del pubblico che, ripagano di tutto!!!

Riassumendo:
La musica è piena di uomini.
Per arrivarci devi farti il c**o.
Quando ci sei ti trattano cmq benissimo e alla pari.
Se vuoi una famiglia non è il tuo posto.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 8:56 am

Vedete ragazze il mio discorso è più generico del vostro.
Tu June parli di un mondo nel quale sia tu che il tuo lui se ho capito bene avete problemi a trovare una stabilità lavorativa che vi permetta di creare una famiglia, e tu scegli di sacrificare al limite il tuo di lavoro pur di realizzare questo sogno. Ma vedi, tu parli di un problema di tipo diverso, parli di precarietà e dinamismo lavorativi, che sono sì un problema grave, ma non legato all'essere uomo o donna, questi problemi accomunano tutti o quasi i giovani di questi anni.
Invece, Vale, tu parli del mondo della musica che è di per sè una dimensione particolare, parli di differenze fisiche tra uomo e donna e su questo non discuto; per le prestazioni, non sarei poi così d'accordo, ma non essendo un'esperta non voglio obiettare oltre. Ma anche tu come June parli di situazioni diverse da quella da me descritta; nel mio lavoro non ci sono differenze di alcun tipo tra quello che può fare un uomo e quello che può fare una donna, si fa un discorso di impegno...si dà per scontato che la gravidanza renda una donna inaffidabile...come se il ruolo di madre fosse inconciliabile con quello di responsabile di qualche settore, e questo a priori e senza possibilità di scelta. Ci sono paesi, come la Svezia, dove questo non avviene, dove una madre rimane a tutti gli effetti anche una donna che può realizzarsi e vivere la propria maternità con serenità e soddisfazione maggiore, perchè può godere di tutti gli aspetti positivi legati a questa esperienza senza pagarla con la castrazione delle proprie aspirazioni professionali. Sono convinta che qui in Italia il fatto di non subire questa discriminazione sia discrezionale e legato alle persone con le quali si lavora...ma la maggior parte degli uomini è ancora legato al vecchio modello che vuole tenere le donne fuori dal mondo.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 9:45 am

Biancospino ha scritto:Vedete ragazze il mio discorso è più generico del vostro.
. Ma vedi, tu parli di un problema di tipo diverso, parli di precarietà e dinamismo lavorativi, che sono sì un problema grave, ma non legato all'essere uomo o donna, questi problemi accomunano tutti o quasi i giovani di questi anni.
Beh, insomma...non mi pare che il discorso sia poi così estraneo a quello che fai tu. probabilmente tu e Fagio, in particolare, partite da una posizione che, benché difficile sotto molti aspetti per quanto riguarda maternità e famiglia, è già di relativo "privilegio".
Mi spiego: un contratto a tempo indeterminato offre comunque garanzie di un certo tipo, che un contratto a progetto, a tempo determinato, e co. non offriranno mai. Tanto più sull'aspetto della maternità, che se possibile è ancor meno tutelata.
Quindi non solo è difficile pianificare una gravidanza, ed è difficile portare avanti una carriera di qualsivoglia tipo, ma i due aspetti del problema si sommano.
Certo, se si parte dal presupposto che si dibatte il problema solo tra persone già ben avviate lavorativamente parlando, e forse è il vostro caso, ok. Ma se in molti casi la carriera neppure può avviarsi? Ne ho sentite fin troppe di ragazze con contratti di questo tipo licenziate al volo appena saputo che erano incinte. Almeno nel vostro caso qualche tutela c'è, da questo punto di vista....
Insomma, indipendentemente dai livelli di carriera, una donna in età "da marito"...passatemi il termine è considerata un po' una mina vagante. E questo è un problema.
Il secondo, ed è quello che forse a Biancospino sta più a cuore, è la discriminazione che c'è tra uomo e donna, indipendentemente da maternità e famiglia e che esiste, specialmente in alcuni ambiti, come quello ingegneristico ad esempio, che per molto tempo sono stati rperogativa solo maschile. Però credo che i due problemi solo in parte si sovrappongono...
Non so se sono riuscita a spiegarmi, perchè penso proprio che sia un problema molto complesso, e si aggiungono problemi a problemi... No
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 10:12 am

Hai ragione Darife, il fatto di non avere un contratto a tempo indeterminato è un'aggravante.
Ma quello che intendevo sottolineare è che il precariato è un problema sia per un aspirante papà, sia per una aspirante mamma; vero è però che per una donna "in età da marito" essere assunta a tempo indeterminato è più difficile.
Il mio discorso è in effetti al passo successivo...ti descrivo un possibile scenario: hai il lavoro dei tuoi sogni, hai gli strumenti per svolgerlo, ti impegni, dopo qualche anno hai tutti i requisiti per crescere e avere più responsabilità, però.....alt: sei fertile! Shocked E...ti vedo passare davanti tutti i colleghi uomini....e li vedi sposarsi, e diventare padri, e continuare a passarti avanti...Vedi che tutti ti trattano con i guanti, perchè nessuno si sente in competizione con te. Le colleghe single e più giovani parlando tra loro sorridono benevole: sei fuori, ormai sei madre. I colleghi maschi ti chiamano la mammina, e il tuo capo ti assicura che se hai bisogno di staccare prima non devi farti problemi, ormai hai cose più importanti a cui pensare. La trasferta per l'incontro con i clienti la farà un altro, con meno "impegni di te".
Tu ti guardi indietro, vedi gli anni passati a studiare, il "come voglio essere da grande", le notti prima degli esami, la laurea, i colloqui di assunzione,...tutto da cancellare, qualcuno ti mette addosso una vita che non è quella che volevi. Ti rimbocchi le maniche: sei meno motivata ma il tuo lavoro ti piace. Ti dici che infondo è vero: le cose più importanti della vita son altre. Il tuo bambino lo adori, ti dà tante soddisfazioni anche lui, e tuo marito lo ami, ti dici che infondo sei felice lo stesso quando stacchi dal lavoro. Ma una parte di te devi tuo malgrado sacrificarla per sempre.

Questo scenario l'ho immaginato..ma non è tanto lontano da quello che accade ogni giorno.

Ragazze aggiungo che forse io esagero ad anticipare scenari catastrofici senza trovarmi davanti il problema, perchè per ora non il problema, in effetti...però a me piace sapere a cosa vado incontro, e prevenire, se possibile...è per questo che mi faccio domande e immagino problemi e cerco soluzioni possibili, così al dunque ho tutti i miei ragionamenti già fatti e so come agire...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 10:41 am

Sono anche io una specialista nel crearmi scenari e prepararmi alle contro-mosse...ma spessissimo poi gli scenari neanche si verificano e allora...perchè fasciarsi la testa prima di essersela rotta?
Credo che il problema non sia unico né univoco: ci sono tante situazioni e soluzioni possibili quante sono le donne. Ciò che per una può sembrare discriminazione, per un'altra non lo è. La mancanza fondamentale, secondo me, è la flessibilità.
Faccio un esempio: non tutte le donne dopo la maternità reagiscono allo stesso modo. Molte desiderano stare vicino il più possibile al figlio, e la rinuncia al lavoro non pesa. Molte chiedono uan riduzione d'orario e di impegni. Molte desiderano lavorare come prima della gravidanza. Molte desiderano ripartire da dove avevano lasciato il lavoro per progredire nella carriera. Nel tuo caso, ti aspetteresti di non essere discriminata per questa scelta. Perchè, se la si compie, si sa che ci saranno sacrifici da fare, e familiari e lavorativi. Ma lo si accetta.
Però pensa anche a tutte quelle donne che vorrebbero una riduzione dell'orario di lavoro e non viene loro concessa. Si sentirebbero ugualmente discriminate, anche se per motivi diversi.
Il problema è che discorsi in astratto se ne possono fare a migliaia, ma è nel concreto che va valutata la situazione, i problemi, ed eventualmente i rimedi.
Nel momento in cui si pone il problema, ci si attiva, ma fortunatamente vedo anche tanti esempi di donne che riescono a conciliare tutto, e non necessariamente con un ambiente di lavoro idilliaco. Certo, potessimo trasferirci tutte nei paesi nordici saremmo a posto...
:roll:
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 10:56 am

Darife hai ragione che non tutte le donne vogliono la stessa cosa (e per fortuna!) ma quello che non è garantito è proprio questo: la possibilità di scegliere. E' qui che sta la discriminazione: nessuno deve dare per scontato che una donna faccia una scelta o l'altra, io vorrei che la scoietà fosse neutra rispetto a questo.
Non mi piace che si parli di asili nelle aziende come di una esigenza femminile; un figlio è un discorso di coppia, mentre ancora per la società (tralasciando i casi particolari) è appannaggio della donna a priori.
Le politiche di cui tu parli dovrebbero essere politiche a favore della famiglia, non della donna, sennò già siamo nella discriminazione, già si dà per scontato che non c'è parità di ruoli. Ma siamo lontani...lontani anni luce da questo...
La famiglia impone sacrifici, è vero, tutte le scelte della vita li impongono; ma i sacrifici li impone a entrambi i coniugi, o almeno così dovrebbe essere.

Chi discrimina sono gli stessi uomini che poi vanno a casa e vedono la moglie non come donna che ha una sua vita lavorativa, sogni e aspirazioni "altre" rispetto a quelle dell'ambiente domestico, ma come una specie di supercolf al loro servizio perchè così è stabilito dalla "natura". Shocked

Per me ogni scelta "particolare" è condivisibile, cioè se una coppia di comune accordo decide che uno dei due lavori e l'altro no, o che uno dei due non investa troppo nella carriera, mi sta bene. Non condivido i discorsi a priori però...mi sembrano frutto di ignoranza e pregiudizio stupido.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da ranavalentina il Gio Ago 28, 2008 1:05 pm

E'anche vero che soprattutto durante la gravidanza e nei primi mesi dopo la nascita di fatto non c'è una parità dei ruoli..la mamma è comunque quella che porta avanti la gravidanza, che potrà perdere giorni di lavoro x visite e controlli, che dovrà stare vicino al bambino e allattarlo...secondo me è un problema delle donne prima di tutto. Di certo ci sono paesi come la Svezia dove c'è una politica di sostegno "alla famiglia" molto più articolata, questo sia in termini di sostegni economici sia in termini di orari di lavoro (e infatti tutti fanno 3-4 figli). Però purtroppo è un po'un caso isolato..nella maggior parte dei paesi questo resta un bel problema. E' vero che dovremmo avere la possibilità di scegliere noi le nostre priorità ma forse in lavori così "totalizzanti" in parte la scelta la fai già quando decidi di avere o meno dei figli, perchè se li avrai inevitabilmente dovrai sottrarre tempo al lavoro, e questo avrà delle ripercussioni.. Secondo me è possibile trovare un equilibrio ma con qualche rinuncia in entrambi i campi..
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Biancospino il Gio Ago 28, 2008 1:21 pm

Guarda, è vero che in entrambi i campi si possono fare rinunce, ma la faccenda del tempo perso è una scusa che regge poco. Infatti nel lungo periodo i 4 mesi di maternità non sono significativi, e se è vero che nei primi mesi la mamma ha un ruolo insostituibile, presto diventa intercambiabile con il papà.
Considera questo: io l'anno scorso ho avuto una malattia che mi ha costretta dapprima a permanenza in ufficio ridotta, poi a stare fisicamente assente dal lavoro per 4 mesi..però ho continuato a lavorare da casa e non ho perso nessuno dei miei impegni di lavoro, pur avendo approfittato di orari particolari (ad esempio, ho lavorato la sera tardi per poter fare le terapie, o di sabato e domenica). Nessuno mi ha discriminata per la malattia, nonostante sia stata "assente" per mesi....anzi, sono stata elogiata per l'impegno dimostrato e per la qualità di lavoro svolto. Al rientro ho ripreso la mia posizione e si prospettano avanzamenti di carriera; sono certa che se fossi stata incinta, non avrei avuto lo stesso trattamento.

Come vedi, può capitare per n motivi di assentarsi dal lavoro, ma non è detto che la produttività si riduca.

La società ci processa senza reato ed emette la sua sentenza a priori.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 1:44 pm

Non so...
Alla fine se ci fosse un asilo aziendale nella mia azienda e uno in quella del mio fidanzato, ad esempio, credo che sfrutterei il mio di asilo aziendale. Non perchènon mi fidi ma... Ahahahahah!
Scherzi a parte...
Condivido quello che esprime "ranavalentina" in certi lavori la scelta la fai "prima"...
Non si può volere tutto dalla vita, in generale, non solo in questo campo... E' la vita che te lo chiede...

Poi che in certe aziende scelgano uomini invece che donne in "età fertile" è comunque un loro modo di tutelarsi...Un privato che mette dei soldi suoi in una cosa sua è libero di scegliere. E non voglio stare a discutere su quando esternamente possa essere sbagliato, ma calati un secondo nei panni di chi investe milioni di euro in un progetto... Uno non è obbligato a condividere i sogni di maternità di una famiglia, sceglie di far fare carriera ad un uomo! Per quanto possa sembrare sbagliato dal punto di vista umano, dal punto di vista economico non fa una piega!!
Nel 2008 quando ci sono 300 aziende che fanno scarpe e ne servirebbero 245, devi fare la differenza e fare la differenza prevede che alle 10.00 la mattina se arriva il cliente giapponese, tu ci sia... E mentre tu allatti (cosa che puoi fare solo tu) chi gliela fa la traduzione al giapponese? Giapponese che 350 mt avanti può trovare la stessa scarpa...
Insomma, io che sono donna, da questo punto di vista assumerei un uomo! Scusami si tratta di costi e ricavi. Per il resto si, sarebbe bello se tutti fossimo uguali ma... Non lo siamo!!!
Allora facciamo i muratori non vogliamo solo fare le super donne dietro la scrivania e te lo scrive una che è idonea al servizio nell'esercito perchè ha passato la prova fisica nell'Arma (a mio avviso giustamente uguale tra uomo e donna, perchè di sicurezza si tratta) per accedere all'orchestra dell'esercito, dove non serve che io te lo dica, la gravidanza era fonte di esclusione!
Lo so che da fastidio, da abbastanza fastidio fare la pipì dopo 700 aspiranti uomini dentro 5 cm del loro piscio ma... Se invece di andare a suonare servisse andare in missione devi farla dietro una pianta come i tuoi colleghi uomini... Quindi... Volevo suonare? Ho fatto quello che mi han chiesto di fare e stop.

La società non può essere neutra davanti a un quacosa che vorremmo mettere sullo stesso piano ma non lo è. Siamo diversi e stop, se fossimo uguali e potessimo procreare entrambi allora si potrebbe fare una scelta neutra. Guardando 2 esercizi alla sbarra identici possiamo fare una scelta oggettiva, calcolando le prestazioni di una macchina, quando io sparo e becco 3/3 e un uomo fa lo stesso è una scelta oggettiva... Ma cavoli... Sulla maternità la vedo dura!!!

Secondo me vince il compromesso e stop... Io non posso volere ed avere tutto! Ma tutti questo. Io non posso chiedere part time e pensare di fare carriera, non posso cercare di essere madre modello lavorando 12 ore al giorno, non ci sta e stop. E uguale il mio fidanzato, non ti credere che per essere un buon padre non basta lavorare.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da June il Gio Ago 28, 2008 2:02 pm

Ragazze, siete veramente una forza!
Complimenti per come riuscite a coltivare i vostri progetti, il vostro lavoro, la vostra carriera in un mare di problemi. Probelmi e pregiudizi ci sono e sono innegabili, e si manifestano in tanti modi.
La vecchia mentalità maschilista è dura a morire.
Intanto non bastano 40 anni di femminismo per cancellare secoli in cui "si dubitava financo che la femmina possedesse un'anima".
Anzi, sembra che la generazione d'ora, in cui gli uomini sono stati privati del ruolo del "masculo", stereotipato ma rassicurante, debba rivalersi sulle sue donne come per dire "Hai voluto la parità eh? E allora pedala!".
'Sta parità l'abbiamo avuta?
Abbiamo il diritto di fare tutto quello che fanno loro, ok, lo facciamo, e anche meglio in molti casi (sono dell'opinione che il genio è maschile, ma la bravura diffusa, molto più utile, femminile!). Ma ai lavori familiari che ci competevano esclusivamente prima, ora chi ci pensa?
Sempre noi, ovvio!
Se in una coppia lavorano entrambi, la norma è che a sera tornano stanchi tutti e due ma lui si spatascia sul divano e prende il telecomando, lei... lo sapete benissimo cosa fa lei! Ricomincia a lavorare sennò la baracca è invivibile!
E questo perché?
Perché la parità l'abbiamo chiesta noi... mica loro!
E forse, loro non sono in grado di sostenerla.
Forse dipende anche da noi, da come li educhiamo.
Capita spesso che la figlia venga educata ai lavori domestici fin da piccola, mentre suo fratello va al campo di calcetto.
La mia candidata suocera è convinta che suo figlio NON SIA CAPACE di fare da solo, ma vive da solo da 2 anni e ancora non è morto né di inedia né di infezioni da carenza d'igiene! Quindi mi si raccomanda sempre che lo curi!
Hai voglia a ripeterle che si cura benissimo da solo...
E poi a lavoro c'è il pregiudizio che da mogli e madri non saremo più capaci di portare avanti i nostri compiti perché perderemo la testa dietro alla famiglia... Ma và ma và ma và!
Se qualcuno avesse insegnato a loro a curare un po' la famiglia, intanto capirebbero cosa vuol dire e che non è uno zucchero... e magari resterebbe più tempo a noi per portare avanti il lavoro fuori casa.
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Valesax il Gio Ago 28, 2008 2:05 pm

Quoto June su tutta la storia dei lavori domestici, se si lavora in 2 la casa la si cura in due.
La mia famiglia fa già così. E se Dio vuole anche quella del mio boy...
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Re: Carriera lavorativa e figli

Messaggio Da Derife il Gio Ago 28, 2008 2:05 pm

Ma il punto secondo me non è che le differenze ci siano o non ci siano (per inciso, ci sono. Eccome!). E' che noi donne, anziché rivendicare queste differenze come nostro diritto sacrosanto, facciamo di tutto e di più per negarle. A parte le scelte che si possono o non possono fare, come nel caso della banda militare di valesax. Ma essere noi, e non il nostro uomo, a partorire...mica lo decidiamo. E' la natura. E se per farlo come si deve c'è bisogno di tempo, esami, allattamento e co. ce n'è bisogno. Stop.
Se per crescere un bambino c'è bisogno di tempo e dedizione, ce n'è bisogno. Stop. Ma la differenza, da questo punto di vista, tra uomo e donna non è riconosciuta. Si fa di tutto per annullarla: possibilmente assumendo donne che saranno come gli uomini. Single e senza obblighi di famiglia. Vuoi perchè, come dice Vale, bisogna ottimizzare i costi di un'azienda. Vuoi per mentalità.
Vuoi perchè comunque, una donna, se desidera fare carriera mette in secondo piano i bisogni che avrebbe come madre.
Non so se riesco a spiegarmi, il problema viene da lontano: se prima le donne stavano a sfornare figli e fare da mangiare, e ora oltre a questo lavorano pure, studiano, vogliono giustamente progredire ed avere soddisfazioni professionali, è chiaro che non verrà tutto facile dall'oggi al domani. E' vero, anche io santifico il modello nordico che semplifica la vita, ma il problema non è mica solo dove piazzare il bambino mentre io lavoro 10 ore per fare carriera. Il problema è che se io faccio un bambino, o due, o tre, è perchè voglio godermelo. E se richiede tempo, viene sottratto ad un'altra cosa. E inq uesto sì, uomini e donne sono uguali: un buon padre ha bisogno di tempo "di qualità" come dice tata lucia (mio guru, ma questo è un altro discorso ) con suo figlio, e qualcosa dovrà pur lasciare indietro per averlo.
Quindi credo che di fondo il compromesso sia necessario. Come in ogni altra cosa della vita si hanno e ci si danno delle priorità: anche se un uomo ha il fantastico hobby della canoa sottrarrà tempo al lavoro, e di conseguenza verrà probabilmente penalizzato in una eventuale carriera. O se si hanno i genitori malati e bisogna accudirli. Meno si investe in una cosa e meno si avrà...
Non sto dicendo che sia "giusto", sto dicendo che è naturale.
L'errore se mai è fare questo discorso A PRIORI: donna 30enne=nessun investimento possibile per un'azienda.
No
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