La paura del parto

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Re: La paura del parto

Messaggio Da Elisina il Sab Feb 05, 2011 11:06 am

Mononoke, le tue parole sono STUPENDE, e descrivi il tuo parto esattamente come io ho sempre descritto il mio (lo avevo raccontato anche qui sul forum, ma non so più in che topic).
Quoto anche la tua risposta a Lunanuova, su tutta la linea. Non c'è niente da 'dimostrare' durante il parto, c'è da VIVERE, da assecondare, da lasciarsi attraversare. La paura, il momento buio (per me coinciso con l'ora prima della massima dilatazione) ci possono stare, per me hanno fatto parte del Viaggio, del contatto profondo che ne è scaturito con me stessa; io sono tutto tranne che "new age", come dice Luna, chi mi conosce anche solo un pochino lo sa, ma quell'esperienza è stata davvero di una forza e capace di tirar fuori un'energia, vitale, impressionante. Il tremito che mi ha invaso appena uscito mio figlio è stato paragonabile a quello di cento orgasmi potentissimi in un attimo solo, un'euforia, un benessere, una gioia decisamente INDESCRIVIBILI, e non solo strettamente legati al fatto che mio figlio era al mondo: sono stati una cosa MIA. Onnipotenza? non direi, non la chiamerei così. Ma neppure minimizziamo e screditiamo e rendiamo cinico tutto, per favore, perchè dare la vita, portare alla vita il proprio bambino è davvero una cosa potente e bellissima, che GIUSTAMENTE direi lascia un senso di compiutezza e forza incredibili.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Ellyy il Sab Feb 05, 2011 12:22 pm

Che belle parole, ragazze!!!
Elisina, ecco qua il topic: http://ladyfertility.forumattivo.com/t894-il-parto#13954
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Minerva il Sab Feb 05, 2011 12:40 pm

Elly ha scritto:
Elisina, ecco qua il topic: http://ladyfertility.forumattivo.com/t894-il-parto#13954
Lo leggo ora per la prima volta... I love you
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 12:48 pm

Certo, su questo non ci piove, ma continuo a rimanere perplessa nel pensare a tutte queste belle descizioni Peace&Love, e poi magari tante donne si immaginano quei momenti e li idealizzano , e se va qualcosa diverso da come hanno immaginato, poi ecco che nasce L'insoddisfazione del proprio parto.
Più che essere cinici, si tratta di essere consapevoli e mettere in conto che in quei momenti si può anche cambiare completamente idea, io lavoro in collaborazione con i servizi sociali e di racconti di parti ne ho sentiti più di uno! Sapete quante hanno sognato i parti (delle Mammole per esempio) con candele e musiche varie, a casa propria , salvo poi implorare una epidurale o qualsiasi altro intervento esterno perchè magari non si riusciva a superare il dolore nonostante la convinzione iniziale. E quante poi si sono sentite incapaci, e inadeguate... è una cosa davvero triste.
Bisogna mettere anche in conto che qualcosa può non andare per il verso giusto, e in quel momento essere disposte a cambiare le carte in tavola.
Poi sono idee personali, per carità.... sicuramente a molte avrà messo i brividi pensare a un parto in sala operatoria come il mio.... come a me mette i brividi immaginare un parto in casa, con mio marito che mi vede perdere sangue, fare popò etc...e magari in quel momento non riesco a "farmi attraversare "dal dolore, e non ho anestesie a portata di mano. D'accordo che il dolore poi si dimentica, ma..... per come sono fatta io, decidere di non ricorrere ad anestesie o analgesie sarebbe stato solo masochismo.
(e sottolineo "per come sono fatta io", eh, ammiro le altre ma non mi ci ritrovo, perchè penso che se negli ultimi anni la medicina si è evoluta e ci mette a disposizione vari aiuti, io personalmente ne approfitto volentieri. )
Scusate se non la penso come voi, ma credo che se una ragazza ha paura del parto, è giusto evitare di raccontare parti traumatici , ma non le si può neanche dire che è tutto rosa e fiori.
Il dolore d'accordo è fisiologico, ma non tutte riescono a dargli quel senso che gli date voi, e quindi non tutte riescono a "superarlo". Per alcune sarà solo dolore, senza altri significati.
Io credo che tutte le donne debbano avere la possibilità di scegliere, e di poter cambiare idea se serve!
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Elisina il Sab Feb 05, 2011 1:12 pm

Beh nessuno qui credo abbia mai voluto 'idealizzare' il momento ed il dolore!!!
Io tra l'altro non ho partorito a casa, ho partorito in ospedale, nessuna candela nè musica new age. Se ti leggi il mio parto, parlo anche di paura, dolore, anche terrore. Nessuna edulcorazione di quello che è stato, pura verità: quel terrore passa, arriva la forza, ce la si fa.
Tra edulcorare e terrorizzare ci deve essere una via di mezzo, perchè anche creare aspettative terribili è inutile e poco realistico. Non sono l'unica qui ad aver partorito naturalmente, in ospedale, ed aver vissuto una bellissima esperienza. Poi ognuna sceglie per sè quello che ritiene meglio: epidurale, parto in casa, cesareo elettivo. Si può cambiare idea centomila volte, ad ognuno il suo. Informare è importante, dare aspettative realistiche è una delle cose a cui tengo di più (anch'io lavoro nel sociale, settore genitorialità, per la precisione!!!), le aspettative realistiche non coincidono però con il dare spauracchi e seminare insicurezze.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da betty il Sab Feb 05, 2011 1:26 pm

ho appena letto la tua esperienza elisina e io credo alle tue parole e capisco cosa cerchi di trasmettere. e di certo solo quando sei li e in quella situazione che riesci a vivere delle sensazioni uniche nel bene e nel male. a livello razionale e logico tutte voi che i siete passate trasmettete comunque un messaggio di vita, positivo e esperienza unica. però io, se penso ora di trovarmi in quei momenti (e per assurdo perchè i miei sarebbero diversi ovvio) io ora non riesco a pensarci senza paura!
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 1:33 pm

Certo Eli, infatti non mi riferivo assolutamente a te.
Però non volevo nè dare spauracchi nè seminare insicurezze, volevo solo far diffidare dai racconti delle Mammole perchè secondo me alcuni sono davvero assurdi.....
Comunque mi dispiace essere stata forse un pò fraintesa, si vede che proprio con le parole non riesco mai a spiegare quello che penso, a questo punto è un limite mio!
Alla fine non è che lo dico io per portare jella, è che spesso i parti non vanno come dovrebbero ma è una realtà..... Se una persona non ce la fa a interpretare il dolore nel modo che dite giustamente voi, non ce la fa, punto. E quindi che dovrebbe fare?
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Re: La paura del parto

Messaggio Da nike il Sab Feb 05, 2011 2:14 pm

Per me il punto che non è chiaro è il fatto che non è questione di come si interpreta il dolore, perchè il dolore è dolore, e fa male, e questo è un dato di fatto, e ognuna di noi ha una sua soglia del dolore, e questo è un altro dato di fatto. Il punto sull'informare è che quello del parto è l'unico dolore che il nostro corpo è preparato a subire, tutti gli altri sono dovuti ad incidenti o malattie, quindi a qualcosa che è andato storto, mentre quello del parto è proprio una parte integrante della vita, di tutti i mammiferi. E' vero che noi paghiamo all'evoluzione una testa più grossa, e quindi oggettivamente una fatica in più degli altri, ma qui mi pare che le domande fossero riferiti a parti fisiologici. E' ovvio che se parliamo di parti con problemi è diverso, ma ragazze, non è che alla mia amica che si sposa faccio vedere le statistiche sui divorzi: le dico che sono lì a testimoniare e sostenere il suo amore, che sarà per sempre. Poi sappiamo tutte che la Vita va dove vuole lei, ma ci vuole anche un po' di fede nel fatto che la maggior parte delle volte le cose vanno bene, se no la terra non sarebbe così popolata da tutti questi anni. La mia sensazione sulla domanda di Pippi, e sui dubbi delle altre ragazze, è che bisogna ridare forza all'aspetto naturale e selvaggio, che permette di buttarsi e fidarsi del corpo, poi, grazie al cielo, viviamo in un momento storico in cui abbiamo dei signori paracadute, dati dalla medicina, che possono fare molto per aiutare in caso di problemi. Ecco, questo è per me la medicina in generale: qualcosa che mi può aiutare in caso di bisogno. Se non ho bisogno, tanto meglio! E quello che mi sento di ribadire a chi me lo chiede è: con un po' di fortuna e di preparazione, forse non ne avrai bisogno! E' importante capire che siamo forse la prima generazione che ha paura del parto, quindi forse c'è in questo un aspetto culturale, no?
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Martinamarina il Sab Feb 05, 2011 2:19 pm

Luna io le mammole io non le conosco, ma conosco Lu,(la mamma del racconto che ha linkato mononoke) e ti posso assicurare che quel che ha scritto è vero.
Mi urta il fatto che tu abbia detto che i parti li raccontati sono assurdi, almeno io in quelli che ho letto non ci trovo nulla di assurdo
Certo per una persona che ha idee come le tue i parti in casa sono fuori dall'ordinario, ma non per questo devono essere assurdi.Sono cose vere che sono successe e che vengono raccontate.
:roll:
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Panicqueen il Sab Feb 05, 2011 2:39 pm

Mi vorrei proprio ricollegare al messaggio culturale di cui parlava Nike! Certamente l'esperienza non potrà essere uguale per tutte, ma è il messaggio culturale che fa gran parte della differenza.
Oltre un terzo della mia tesi di laurea parlava proprio del dolore del parto, delle sue origini, della sua gestione. Già da subito dopo l'entrata del parto in ospedale ("invenzione" di neanche 100 anni fa!!!), si è fatto caso ai motivi per i quali il parto fosse ritenuto un'esperienza dolorosa, pericolosa, spiacevole e quant'altro e la prima radice è, purtroppo, culturale.
La paura del parto è un concetto trasmesso nelle generazioni, il problema è che riguarda solo le più recenti.

Poi cos'è la paura del parto? Molto spesso coincide con la paura di provare del dolore. E perché il dolore spaventa? Perché il dolore è il segnale del corpo che qualcosa non va. Vero, tranne che per il dolore del parto, che è fisiologico.
E allora resta solo il dolore, che è, appunto, solo dolore. Non con questo sarà per forza sopportabile, una passeggiata, un'espeienza mistica o orgasmica. Ma può cambiare parecchio il modo in cui si guarda allo stesso fenomeno, risparmiandosi l'ansia anticipatoria, che è alla base del triangolo vizioso del parto: "so che farà male (messaggio culturale), allora mi irrigidisco (ansia) e allora sì, che proverò sicuramente dolore (dolore)". Questo modello è di Grantley Dick-Read e viene tramandato fortunatamente dagli anni '20 ad oggi.

Io rifletto e mi documento sulle tematiche del parto da quando ho 17 anni, ma fin dall'inizio non ho mai avuto paura del dolore da parto, per tanti motivi. Il travaglio dura mediamente per una primipara 12-18 ore (togliendo estremi come 2-48 ore) e il dolore, se c'è, non ha certo la stessa intensità all'inizio. E cosa mi rappresenta un giorno di dolore in una vita intera? Prendiamo allora esempi di "dolore paralizzante", che blocca il travaglio e altri scenari: c'è SEMPRE una componente di ansia che stalla il travaglio, perché amplifica il dolore. E allora perché non lavorare sull'ansia, piuttosto che ricorrere senza altre alternative a rimedi farmacologici non privi di rischi? Se l'epidurale facesse solo del bene, non staremmo neanche a parlarne, no? Il problema è che ha anche notevoli rischi, primo fra tutti quello di aumentare le lacerazioni perineali e queste mi spaventano, eventualmente MOLTO di più del semplice dolore.
Troverete molte donne pronte a dirvi che nella loro vita hanno avuto dolori ben più terribili: mal di denti, coliche renali ed ernie iatali in primis. Ho conosciuto una signora che riferisce di sentire molto più male quando sbatte l'alluce da qualche parte. Mia mamma, che ha avuto un travaglio rapidissimo, lo paragona ad un mal di pancia, e nemmeno tra i peggiori avuti.

A me personalmente ci sono altri aspetti fisici del parto e della gravidanza che "spaventano", nonostante sappia che esistono molte cose che si possono fare per prevenirli e anche eventualmente curarli, ma curiosamente sono cose di cui nessuno parla mai, perché sono considerati tabù. Ed ecco l'importanza del messaggio culturale.

Per concludere vorrei contrapporre il messaggio culturale di "La paura del parto" consigliandovi la lettura del libro "La gioia del parto", di Ina May Gaskin. Naturalmente racconta parti new-age, impossibili e assurdi che alcune donne super-eroine hanno avuto il privilegio unico al mondo di provare. Per fortuna che ce ne sono tante così!!

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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 3:34 pm

@Panicqueen
Comincio a sentirmi davvero una pecora nera, eppure vi assicuro che nella mia vita di tutti i giorni sono in molte a pensarla come me.
D'accordo che il dolore è fisiologico, d'accordo che alla fine ce la facciamo, ma non mi sembra poi così strano cercare di fare in modo di evitarlo.
FAcendo il cesareo non ho mai pensato che cmq è un intervento e avrei potuto anche restarci secca, ma ero talmente contenta di schivare altre cose che mi facevano paura, e infatti il post operatorio mi ha fatto un baffo per questo motivo!
Di sicuro, se avessi fatto un parto naturale, avrei avuto l'ansia anticipatoria di cui parli tu. E molto probabilmente avrei dato di matto, perchè al dunque non avrei avuto gli strumenti per affrontare tutto quanto.
Da una parte, penso che mi è andata bene che mia figlia è rimasta podalica, così è stato un pò il destino a decidere per me.
Se fossi riuscita o no a superare i dolori del parto, a sto punto non lo saprò mai, e forse un pò vigliaccamente ringrazio Dio, perchè sotto sotto nemmeno mi interessa saperlo!
Lavorare sull'ansia, penso che presuppone un percorso psicologico più o meno lungo. Per me non è stato possibile perchè la mia fobia è uscita fuori a poco più di un mese dal parto, ma sicuramente per molte persone sarà possibile in tempi giusti e con tutta calma.
Ma a parte il discorso del dolore, posso chiederti cosa ti spaventa su parto e gravidanza?
Comunque il libro penso di leggerlo, ti ringrazio.

@Martinamarina
Non voglio urtare nessuno, ci mancherebbe! Credo anche di aver espresso il mio parere con educazione e tranquillità, e per la mia esperienza, nemmeno il mio Tc è assurdo.... Ma continuo a pensare che in mezzo a quei racconti ci sia anche qualcosa di esagerato, un compiacimento e un'esaltazione che non trovo molto normali, tutto qui. E' solo un mio punto di vista.
Volevo dire che non c'è solo il bianco, ma c'è pure il nero. Anche se l'ideale sarebbe il grigio, la sana via di mezzo, così difficile da trovare!

@Nike
sono d'accordo su quasi tutto quello che hai scritto. In effetti non mi riferivo a parti fisiologici, ma sono andata troppo oltre.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Panicqueen il Sab Feb 05, 2011 3:54 pm

Luna nuova ha scritto:Lavorare sull'ansia, penso che presuppone un percorso psicologico più o meno lungo
No, perché non mi riferisco ad ansia patologica che può investire anche altri piani di vita di quella persona, mi riferisco all'ansia specifica che può emergere anche solo al momento stesso del parto, in chiunque (come l'ansia da esame, se vogliamo). Per fronteggiarla ci sono moltissime tecniche, alcune delle quali insegnate anche nei corsi pre-parto (anche se varia mooooolto il come), come il RAT (Training Autogeno Respiratorio) e varie tecniche di rilassamento-respirazione e varie tecniche di ipnosi, e non si può prescindere dall'educazione sugli aspetti ambientali che favoriscono l'ansia, soprattutto legati al setting ospedaliero.
Luna nuova ha scritto: Ma a parte il discorso del dolore, posso chiederti cosa ti spaventa su parto e gravidanza?
In particolare mi spaventano i prolassi del pavimento pelvico (cistocele, rettocele, isterocele), ma devo specificare che ritengo sia strettamente legato al fatto che me ne avevano molto erroneamente diagnosticato uno e quindi associo i sintomi che avevo a quello. Mi spaventa l'incontinenza urinaria o fecale, che sono tanto comuni quanto per la maggior parte transitorie dopo il parto o in gravidanza (è quel "per la maggior parte" che..). Queste conseguenze, per quanto rare, sono possibili dopo il parto, ma sono trattabili e sono anche prevenibili, sostanzialmente usando tutti quegli accorgimenti intrinseci ad un parto naturale (libertà di movimento, evitamento del parto operativo, ecc). Tanto più che sono conseguenze possibili anche in età avanzata senza aver mai partorito (ad esempio le suore) e anche con il cesareo, perciò è il problema non è il parto di per sé.
Poi mi spaventano a morte le smagliature, e non intendo le 2-3 righine da adolescenza che abbiamo tutte (che nel mio caso sono più 20-30 per volta :P), però quello ha a che fare con la gravidanza e non con il parto.
Da notare, in sintesi, che le mie paure sono tutte riferibili al mio rapporto con il corpo, che non è mai stato ottimale. In sostanza, ho paura di danneggiare il mio corpo e ho sempre avuto la percezione di vivere in un corpo danneggiato, a causa del susseguirsi di vari problemi di salute e forse in origine, dal sapere di aver avuto un intervento alle ovaie da piccola. Quindi nel mio caso non ho neanche la percezione del parto come evento intrinsecamente pericoloso, ma solo rapportando l'esperienza al mio corpo.

Comunque vorrei specificare Luna nuova, visto che dici di sentirti una pecora nera e per lo stile complessivo della tua risposta, che quello che io ho scritto non è in risposta a nessuno in particolare, è solo la mia prospettiva sull'argomento

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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 4:25 pm

ok, grazie, ora ho capito per bene.
Certo ognuna di noi ha la sua storia, i suoi vissuti. E di sicuro c'è una spiegazione per ogni nostra paura.
Se anche io vado a scavare ben bene nel mio passato, mi viene in mente di quando a circa 16 anni mi hanno curato le emorroidi e una ragade proprio lì al posteriore!
Ecco a parte il dolore, mi è rimasto impresso il fastidio, il non poter mettermi seduta per bene per diversi giorni, e la paura di "scucire" tutto quando andavo in bagno.
Ora capisco che sono due zone diverse!! Ma forse il ricordo di quei fastidi mi è tornato in mente mentre ero proprio al termine della gravidanza, ho confuso le due cose e mi è venuta la fobia incontrollabile (anzi direi terrore vero e proprio) di, passatemi il termine, scucirmi, ferirmi.
E probabilmente tutto è nato da lì.
Addirittura penso che mia figlia da dentro la pancia abbia percepito quei miei stati d'animo e chissà, magari è rimasta podalica per aiutarmi, a modo suo!
Che dici, è plausibile?
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Panicqueen il Sab Feb 05, 2011 4:53 pm

Assolutamente! Se vuoi ne parliamo nel topic apposito
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Gipsy il Sab Feb 05, 2011 5:59 pm

Io, ora come ora, non ho per niente paura del parto, se sarà come vorrò io. Penso che se ce la fanno le altre, e pure in ambiti ospedalieri, posso farcela anch'io. Mi fido delle mie reazioni, perchè è già successo che, in momenti molto pericolosi, io sia riuscita a mantenere la calma, con pensieri e tecniche mentali tendenti sempre al positivo. Per cui non mi preoccupo più di tanto. Anzi, quello che mi spaventa molto è il post-parto. In caso di stanchezza e disarmonizzazione delle mie abitudini tendo a diventare psicologicamente molto fragile ed è questo che mi preoccupa. Ho paura di essere troppo debole e stanca, di diventare intollerante con le persone e di cadere in un baratro di pigrizia e astenia. Poi penso che se anche succederà, ne verrò comunque fuori rinata, ma la cosa mi spaventa lo stesso.
Non sarei, però, così tranquilla riguardo al parto se dovessi partorire in un ospedale tradizionale. Fortunatamente, non sono mai stata ricoverata all'ospedale, e non intendo farlo durante il parto, che dovrebbe essere un'esperienza molto diversa e completamente opposta all'esperienza miserabile degli ospedali. Perchè così li percepisco, come luoghi miserabili, dove il corpo della donna viene usato senza un minimo rispetto. Ovviamente parlo degli ospedali tradizionali, non dei reparti di parto naturale.
La cosa che, un pò, mi preoccupa è solo il fatto che sono molto stretta di fianchi e ho paura che il bimbo si incastri. Non so se è una paura giustificabile o no. Ma anche mia mamma era magrissima (anche se con una taglia in più della mia) e ha avuto un parto bellissimo (fisicamente, perchè psicologicamente, in quell'ospedale, a 19 anni, lasciamo stare...), dice che sono schizzata fuori subito come un tappo di champagne. E nemmeno si era accorta delle contrazioni, solo sentiva che stavo per uscire, tanto che i medici non volevano venire, perchè non le credevano che stesse per partorire, mentre io ero già quasi fuori!
Intanto oggi mi è arrivato il libro della Ina May Gaskin "Spiritual Midwifery" che mi sembra molto bello (e molto hippie! ) e non vedo l'ora di leggerlo!



Ultima modifica di Gipsy il Sab Feb 05, 2011 6:09 pm, modificato 1 volta
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Panicqueen il Sab Feb 05, 2011 6:07 pm

Gipsy ha scritto:La cosa che, un pò, mi preoccupa è solo il fatto che sono molto stretta di fianchi e ho paura che il bimbo si incastri. Non so se è una paura giustificabile o no
Durante la gravidanza il bacino subisce influenze ormonali per cui tende ad allargarsi e in condizioni di salute (senza diabete gestazionale non controllato), il corpo della madre non produce un bimbo di dimensioni che non può partorire La vera disproporzione cefalo-pelvica (testa grande, bacino stretto) non si presenta più da quando è sparita la malnutrizione e con essa il rachitismo che portava vere e proprie deformità ossee. Tutto il resto di come il bambino passa attraverso le pelvi è riconducibile all'allineamento del bacino materno (da verificare con un osteopata che conosca questi aspetti) e alle posizioni durante il parto.

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Re: La paura del parto

Messaggio Da Gipsy il Sab Feb 05, 2011 6:11 pm

La cosa mi conforta PQ.

Aggiungo che, secondo mia mamma, e anch'io ne sono convinta, lei ha avuto un parto facilissimo perchè era inconsapevole di tutto. Aveva 19 anni, non si era documentata, non sapeva un cavolo. Nessuna aspettativa. Tanto che, appena sono uscita, voleva alzarsi subito e l'hanno fermata, dicendole che doveva ancora uscire la placenta, e lei: "e che cos'è la placenta?" Suspect
Io credo che noi sappiamo troppo, ci facciamo troppe aspettative, negative, positive, ci immaginiamo tutto nei minimi dettagli. A volte l'ignoranza è davvero beata. E poi mi sa che solo noi occidentali ci facciamo così tante pare per partorire. Le donne africane, ad esempio, partoriscono e via, io non credo abbiano tutte queste preoccupazioni di come, dove, quando, con chi ecc ecc. lo fanno e basta.

EDIT: Aggiungo ancora una cosa. L'onnipotenza che può trasparire dalla partoriente o dalla donna che ha partorito, secondo me, è giusta e giustificata e non dovrebbe essere altrimenti. Abbiamo il potere di far venire al mondo una creatura, di dare la vita! Perchè non dovremmo sentirci delle Dee? Perchè quello siamo. Ogni donna lo è...
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Re: La paura del parto

Messaggio Da mononoke il Sab Feb 05, 2011 6:43 pm

gipsyyy .... tutte le paure sono giustificabili!
però io ti rassicuro dicendoti che tra un po' non arrivo alla taglia 38 e non si è incastrato nessun bambino e non erano minuscoli
tranquilla ... oltrettutto i fianchi un pochino si allargano ma poi tornano normali, almeno a me è successo così
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 6:46 pm

Secondo me il senso di onnipotenza è una cosa, il "delirio"di onnipotenza è un'altra!!
Il senso di onnipotenza è sicuramente una bellissima emozione, mi ricordo di averlo provato man mano che il pancione cresceva, e ci si sente speciali.
Il delirio, quando mi sentivo super fig@ e migliore di tutti , intelligente, capace sempre di cadere in piedi in qualsiasi situazione, sicura di essere "intoccabile" e di riuscire a gestire con sicurezza qualsiasi situazione, di avere in mano il mondo, senza la consapevolezza dei miei limiti.
Splendido il primo, pericolosissimo il secondo.

A parte questo, anche secondo me tanta informazione è un pò un'arma a doppio taglio: però non ci si può anche affidare solo a madre Natura (o peggio ancora ai medici). Ormai dovunque ci giriamo, ci sono filmati, racconti, di tutto di più.
Eh , questo è proprio un punto da ponderare..... hai proprio colto nel segno.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da mononoke il Sab Feb 05, 2011 7:17 pm

Luna nuova ha scritto:
Il delirio, quando mi sentivo super fig@ e migliore di tutti , intelligente, capace sempre di cadere in piedi in qualsiasi situazione, sicura di essere "intoccabile" e di riuscire a gestire con sicurezza qualsiasi situazione, di avere in mano il mondo, senza la consapevolezza dei miei limiti.
Splendido il primo, pericolosissimo il secondo.

luna nuova, però il racconto a cui ho messo il link non mi sembrava così Suspect
a me sembrava parlasse di paura, di lavoro su se stessa e poi di contatto, malgrado le difficoltà.
ed è anche quello che ho provato io, mica onnipotenza, semplicemente serenità, ed ebbrezza, questo sì.
mi sento piuttosto consapevole dei miei limiti, ne ho tantissimi, ma so partorire, e non perchè sono io, ma perchè sono una donna.
e mi ripeto, quando si partorisce non si tratta di gestire assolutamente niente, si tratta di lasciare accadere, che è esattamente il contrario (tanto che si attiva la parte primitiva del cervello non preposta al pensiero). quindi forse se leggi i racconti in quest ottica li deformi un po'.
l'intelligenza poi .. ma che 'entra mai con un processo fisiologico e del tutto fisico?

lavorare a priori sulla paura, come diceva pq, questo sì può essere utile, perchè la paura preventiva opera a favore dell'adrenalina ed a sfavore dell'ossitocina.
poi ci mancherebbe che ciascuna non debba essere libera di scegliere il parto che desidera (e che ritiene migliore per il bimbo, perchè non dimentichiamoci di questo), però mi sembra importante sottolineare che tante variabili negative si possono eliminare con la cura nella ricerca del luogo adatto, con una buona assistenza, magari anche a priori, con lavoro su di sè positivo, con l'esperienza bella di altre donne. che il parto può essere bellissimo, anche se non è scontato, che vale la pena sbattersi per crearsi le condizioni migliori possibile. a me sembrerebbe disonesto non farlo.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da nike il Sab Feb 05, 2011 7:23 pm

Luna Nuova, veramente anche io faccio fatica a capire dove hai trovato il delirio di onnipotenza in questo forum rispetto al parto. Leggi Sea, o Elisina, per parlare dei primi due che mi vengono in mente, io non capisco proprio perchè parli di questo sentirsi migliori di tutti o chissà che!
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Gipsy il Sab Feb 05, 2011 7:28 pm

nike, credo Luna Nuova si riferisse a qualcosa di letto su Mammole, non in questo forum
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Luna nuova il Sab Feb 05, 2011 8:03 pm

si, infatti mi riferivo alle Mammole in generale, e alla loro visione di tutto.
Non mi riferivo a nessuna di voi in particolare. E il delirio di onnipotenza lo intendevo come una visione della vita pericolosa, non lo intendevo nello specifico nei vostri parti, ci mancherebbe altro.
Mi sa che se continuo a dovermi sempre correggere o "giustificare" alla fine seguirò Glo e Raffina e uscirò dal forum. MI spiace, perchè mi piace molto stare qui, ma iniziare a dover pesare ogni singola parola senza poter scrivere in modo spontaneo, comincio a trovarlo davvero faticoso.

Se sono ot mi sposto nel confessionale.
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Re: La paura del parto

Messaggio Da Panicqueen il Sab Feb 05, 2011 9:13 pm

Io non penso si debba andare nel confessionale per questo. Cerchiamo di tenere questo dialogo costruttivo così com'era iniziato
Io Luna nuova avevo capito che ti riferissi ad una situazione tua personale, relativamente all'"onnipotenza", forse esperita in gravidanza?
In riferimento al parto, in teoria questa sensazione di "onnipotenza" potrebbe essere solo positiva, perché quanto meno ti impedisce di sentire la fatica. Ma nelle migliaia di storie di parto che ho letto non credo di aver mai trovato questo "esubero" di potenza. Donne che sentono tutto l'empowerment nel dare alla luce, sì, che si sentono invincibili dopo, quando tutto è appena finito, sì, ma non tanto durante. Anzi, tipicamente la donna si sente molto vulnerabile durante il parto ed è molto influenzabile, ragione per cui l'ambiente ospedaliero, per sua forma, si presta a recarle danno, mettendola in soggezione (è ambiente di malattia, pieno di figure autoritarie, odori, luci e rumori sgradevoli e non familiari, ecc)

Se dopo la donna è lasciata con una impressione di soddisfazione verso il suo parto (di qualunque tipo sia), buon per lei! E' così che deve essere, e non è diritto di nessuno sminuire o ridicolizzare il suo vissuto solo perché magari la nostra esperienza di transizione verso la genitorialità è stata diversa. Sicuramente questa donna si sentirà più sicura e soddisfatta nel suo ruolo di madre rispetto ad una lasciata piena di ferite psicologiche dal suo parto, che sono possibili in tutti i tipi di parto, perché legate al senso di controllo, inteso non come rigido monitoraggio, ma come possibilità di scelta e supporto percepito che la donna ha sentito di avere rispetto agli eventi. Metteresi nella condizione in cui questo manca, questo è ciò di cui davvero avere paura. (E questo meccanismo è tutto documentato in letteratura)

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Re: La paura del parto

Messaggio Da Gipsy il Sab Feb 05, 2011 10:29 pm

Io invece avevo capito che Luna parlasse di delirio di onnipotenza che perdura dopo il parto. Un sentirsi migliori degli altri e invincibili. Ma non capisco da dove l'abbia tirato fuori.
Luna, era un discorso generale il tuo o hai percepito questo atteggiamento leggendo storie di parti? Hai degli esempi concreti?
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