Parto in ospedale

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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da Sarina il Dom Ott 16, 2011 12:58 pm

Grazie Nina
Avrei paura di non essere seguita adeguatamente durante e subito dopo il parto, soprattutto se dovesse succedere qualche emergenza...
Per la distanza ci penserò ancora un po', alla fine l'alternativa che avrei (l'ospedale più vicino) sebbene molto rinomato ha degli aspetti che non mi convincono, quindi mi dispiacerebbe rinunciare alla prima scelta per la distanza. Intanto continuo a informarmi!
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da Nina il Dom Ott 16, 2011 8:19 pm

Sarina,
per la distanza ti dico come avevo pensato io, magari ti aiuta.
Io avevo pensato che il travaglio ha i suoi tempi e non è frequente il travaglio lampo (specie in una primipara o precesarizzata come me), nel caso mi fossi accorta che "non c'era tempo" mi sarei fermata al primo ospedale utile.

Per l'assistenza in realtà meno gente c'è durante travaglio e parto e meglio è Cool
L'importante è che ci sia l'ostetrica. Poi bisognerebbe capire quanto personale hanno in relazione al numero di parti

Hai preso in considerazione di arti accompagnare da un'ostetrica privata? In quel caso ovvieresti il problema della carenza di personale.
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Nina

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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da Sarina il Lun Ott 17, 2011 9:15 pm

Nina ha scritto: Io avevo pensato che il travaglio ha i suoi tempi e non è frequente il travaglio lampo (specie in una primipara)

E' quello che ho pensato anch'io Penso che anche se dovesse essere un'ora nella peggiore delle ipotesi, sarebbe ancora solo l'inizio! Ci penserò ancora, ho tempo fino a fine novembre prima di confermare, ma diciamo che ho quasi deciso

Per l'ostetrica anche ci sto pensando, potrebbe essere un grande aiuto effettivamente! Grazie!
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da sea il Gio Ott 20, 2011 8:16 pm

mononoke ha scritto:

"io non voglio essere visitata in travaglio, tu ti fidi delle mie sensazioni?"

volevo togliermi una curiosità,per avere più consapevolezza, se ci sarà mai un secondo figlio. Io durante il travaglio sono stata visitata due volte...e non è stato per niente piacevole, anzi ricordo benissimo la seconda volta in piena contrazione, TERRIBILE...più doloroso della contrazione.
Ma anche questa è una procedura evitabile? Perchè la donna viene visitata in travaglio e durante la contrazione? Twisted Evil
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da greenhope il Gio Ott 20, 2011 8:48 pm

Ma per visitata cosa intendete? Quando mettono le dita per controllare?
Perché anche a me l'hanno fatto ma io non ho sentito NIENTE! Sentivo la testa della bimba che si sollevava e il liquido che usciva... ma dolore proprio no.
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Ven Ott 21, 2011 8:31 am

sea ha scritto:
Ma anche questa è una procedura evitabile? Perchè la donna viene visitata in travaglio e durante la contrazione? Twisted Evil

La visita serve all'ostetrica per sapere a che punto sei. Dovrebbe servirle ad avere un'indicazione dei tempi, anche se sappiamo che è piuttosto teorica, perchè non è che la progressione sia lineare, e poi è molto diversa da donna a donna.
Se tu ti senti tranquilla e non hai bisogno di sapere i cm, a te non serve a nulla. Anzi. Io la vivo come un'intromissione odiosa.
Per giunta è una delle tante manovre che attivano la corteccia associativa e quindi finiscono con l'allungare il travaglio.
Non so se in ospedale ce la fanno a non visitarti, io sono riuscita ad averne due, una all'ingresso in ps ed una a dilatazione completa. Ma al tempo non avevo detto che non ne volevo tassativamente, non so come rispondano.
A casa o casa maternità invece puoi parlarne con la tua ostetrica.
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da Panicqueen il Ven Ott 21, 2011 8:40 am

Va ricordato che TUTTO può essere evitato. La paziente è in diritto di RIFIUTARE QUALSIASI intervento o procedura.
Non lo ripeteremo mai abbastanza.
Il controllo della dilatazione può essere utile, ma molte ostetriche che seguono parti in casa, ad esempio, preferiscono tenere questi controlli al minimo (anche per limitare i rischi di infezioni) e basarsi piuttost sul comportamento della partoriente e sulle caratteristiche/durata/frequenza delle sue contrazioni per stabilire quanto progredisce nel travaglio.
In ospedale ovviamente la cosa è diversa perché devono seguire protocolli ecc. e quindi probabilmente verificano la dilatazione con una cadenza standard. Ma si torna al punto di cui sopra.
E comunque non c'è MAI ALCUNA necessità di controllare la dilatazione durante una contrazione, è dolorosa e gratuita!!

Una cosa da notare: durante il travaglio, la dilatazione può variare, ovvero può anche "tornare indietro", in relazione soprattutto ad aspetti psicologici. La natura tutela la partoriente e il nascituro facendo stallare o regredire il travaglio se non ci sono le condizioni di sicurezza adeguate: luci forti, rumori, assenza di privacy, e in particolare aggressioni fisiche (così come il corpo può percepire la penetrazione di mani estranee durante il travaglio), possono far recedere la dilatazione (il numero di cm diminuisce).
E sapete cosa accade spesso in ospedale? Che l'ostetrica o il ginecologo che controlla e trova un numero inferiore a quello riportato sulla cartella alla visita precedente dirà che quello prima di lei/lui "si è sbagliato". Non c'è spesso alcun riconoscimento di questo fatto, che invece è fisiologico, e dovrebbe essere per chi assiste una partoriente un segnale invece molto importante!

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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da Leila il Ven Ott 21, 2011 10:58 am

Eccomi; per il mio secondo parto ho chiesto all'ingresso che non mi venisse somministrato l'antibiotico nonostante avessi il sacco rotto, di poter mangiare, che mi non mi venisse messa l'agocannula, di non avere il monitoraggio continuo e di non essere visitata.
Accontentata, mi hanno fatto firmare per l'antibiotico l'assunzione di responsabilità.

Ho subito una sola visita perchè mi ero dilatata molto velocemente, ho chiesto che NON mi venisse fatta sotto contrazione e così è stato ed infatti non si sente nulla...
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da LadySpank il Ven Ott 21, 2011 11:15 am

non é sufficiente una visita all'inizio del ricovero e una all'inizio della fase espulsiva, se tutto é nella norma? scusate la domanda ingenua, ma la necessitá della visita é legata solo alla dilatazione e alla verifica della posizione del bimbo: il ctg non c'entra, giusto? a me dá fastidio a prescindere, figuriamoci se fatta da un medico (per di piú uomo) che non ho mai visto. io voglio chiedere che venga fatta solo all'inizio e alla "fine"...
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Ven Ott 21, 2011 11:53 am

ma certo che è sufficiente!
a me in ospedale per il primo parto acconsentirono senza la minima storia
ma volendo è sufficiente anche nessuna
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mammamike il Ven Ott 21, 2011 11:59 am

Io ricordo benissimo i pianti che mi sono fatta con queste cavolo di "ispezioni" durante il primo travaglio: durato 15 ore e il ginecologo (nemmeno l'ostetrica), siccome aveva fretta di andarsene e quindi finire in fretta, nelle ultime 5 ore mi visitò 5 volte, ed ogni volta io piangevo dal dolore...Niente in confronto al travaglio.
Mettiamo da parte il discorso che io avrei DOVUTO obiettare. Ero davvero stanca e debole.
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da LadySpank il Ven Ott 21, 2011 1:43 pm

grazie mono I love you in fondo fa "comodo" anche a loro: meno lavoro...
@ mamma mike: immagino che dolore e che condizione psicologica: ma avevi consegnato un piano del parto?
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da sweethome il Sab Ott 22, 2011 1:16 am

mononoke ha scritto:
sea ha scritto:
Ma anche questa è una procedura evitabile? Perchè la donna viene visitata in travaglio e durante la contrazione? Twisted Evil

La visita serve all'ostetrica per sapere a che punto sei. Dovrebbe servirle ad avere un'indicazione dei tempi, anche se sappiamo che è piuttosto teorica, perchè non è che la progressione sia lineare, e poi è molto diversa da donna a donna.
in h serve per il partogramma che l'ostetrica deve compilare. Anche in casa ovviamente, con la differenza che lì ci sei solo tu e lei e non altre 5 partorienti da seguire in contemporanea l'ostetrica sta sempre con te, il rapporto è one-to-one, l'approccio molto rispettoso (è lei ospite in casa tua e non tu ospite dell'ospedale e soggetta ai suoi regolamenti ) e può valutare la dilatazione (o meglio la progressione del travaglio) da altri fattori: in primis semplicemente osservando la partoriente, cosa che in h non è sempre possibile o si viene disturbati spesso, oltre ai protocolli da seguire.Poi chiaramente se le cose non evolvono e c'è il dubbio di un malposizionamento allora una visita ci sta, non sotto contrazione preferibilmente!

Concordo sul fatto che per la partoriente sapere i cm è spesso controproducente. Altra buona ragione per limitare al massimo le ispezioni. In genere è grande lo sconforto alla sentenza dell'ost, "sei a 5cm" può gettare nello sconforto totale dopo che si è in ballo da molte ore... riportare il travaglio a una dimensione razionale (i cm) può sviare la donna dal suo lavoro, che è fatto di lasciar andare ed entrare "dentro di sè". Risvegliando la neocorteccia emergono anche le aspettative personali (di solito si pensa subito "se dopo tutte questo tempo sono solo a 5 non ce la farò mai ad arrivare alla fine...") Neutral
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Sab Ott 22, 2011 10:36 am

sweethome ha scritto:
Concordo sul fatto che per la partoriente sapere i cm è spesso controproducente. Altra buona ragione per limitare al massimo le ispezioni. In genere è grande lo sconforto alla sentenza dell'ost, "sei a 5cm" può gettare nello sconforto totale dopo che si è in ballo da molte ore... riportare il travaglio a una dimensione razionale (i cm) può sviare la donna dal suo lavoro, che è fatto di lasciar andare ed entrare "dentro di sè". Risvegliando la neocorteccia emergono anche le aspettative personali (di solito si pensa subito "se dopo tutte questo tempo sono solo a 5 non ce la farò mai ad arrivare alla fine...") Neutral

cosa peraltro non per forza vera, perchè magari si fanno 5 cm in 10 ore ed altri 5 in 2, chi lo sa?
senza contare i "ritorni indietro" della dilatazione come diceva PQ
per questo dico che a me sembra una violenza abbastanza gratuita, perchè come indicazione è un po' ... così
senza contare che quando una donna inizia la fase espulsiva se ne accorge da sè, non ha certo bisogno di qualcuno che le dica che il momento è arrivato
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da sweethome il Sab Ott 22, 2011 10:43 am

sono d'accordo con te caterina, era un esempio banale che può succedere, volevo sottolineare che l'aspetto psicologico influenza l'andamento del travaglio più del sapere a che punto siamo, che appunto è relativo a tutta una serie di condizioni e un parto da manuale è l'eccezione non la regola
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Sab Ott 22, 2011 10:54 am

sì sì la mia era solo un'aggiunta
volevo confermare quel che dici
magari una donna si fa prendere dallo sconforto perchè pensa di essere indietro, in realtà le sarebbe mancato pochissimo, se non avesse dovuto pensarci ...
i manuali, si sa, non li hanno scritti le partorienti, perchè avevano altro da fare
la progressione lineare e regolare è un'invenzione di un ginecologo sicuro
quel che mi scoccia è che secondo me la visita non è nemmeno troppo utile al personale ospedaliero, appunto perchè in base al dato che hanno, di fatto, non possono fare una previsione

inoltre per me è pericolosissima in ospedale la visita della dilatazione completa, perchè a quel punto si fanno prendere tutti dall'ansia dell'espulsivo ed iniziano a torturarti con trasferimenti di sala, spinte forzate, posizioni variegate ed amenità varie..
tu magari avresti avuto una fase di transizione di due ore e poi partorito in un minuto, ma quelle maledette due ore non le rispettano mai, e te le fanno vivere da schifo
e poi tu magari pensi di avere avuto difficoltà nell'espulsivo e di essere stata salvata da chissà che manovra ...
se non possono toccarti e sapere che sei ai fatidici 10 cm invece .. e chi ti disturba ?
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da greenhope il Sab Ott 22, 2011 11:08 am

mononoke ha scritto:
senza contare che quando una donna inizia la fase espulsiva se ne accorge da sè, non ha certo bisogno di qualcuno che le dica che il momento è arrivato

Ecco, a me per esempio non è capitato. Non sentivo quel bisogno di spingere, me lo dicevano loro...

mononoke ha scritto:inoltre per me è pericolosissima in ospedale la visita della dilatazione completa, perchè a quel punto si fanno prendere tutti dall'ansia dell'espulsivo ed iniziano a torturarti con trasferimenti di sala, spinte forzate, posizioni variegate ed amenità varie..
tu magari avresti avuto una fase di transizione di due ore e poi partorito in un minuto, ma quelle maledette due ore non le rispettano mai, e te le fanno vivere da schifo
e poi tu magari pensi di avere avuto difficoltà nell'espulsivo e di essere stata salvata da chissà che manovra ...
se non possono toccarti e sapere che sei ai fatidici 10 cm invece .. e chi ti disturba ?

E questo è quello che con tutta probabilità è accaduto a me e l'ho capito solo grazie a voi, dai commenti sul mio parto. Non sapevo nulla della fase di transizione.
Niente di così grave ma la sensazione che ti resta è di non essere stata capace di partorire da sola... frustrante in un momento così delicato quale è il puerperio... No
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da sweethome il Sab Ott 22, 2011 11:26 am

mononoke ha scritto:quel che mi scoccia è che secondo me la visita non è nemmeno troppo utile al personale ospedaliero, appunto perchè in base al dato che hanno, di fatto, non possono fare una previsione
ah certo, ma cosa ha senso in quello che fanno in h...? E' medicina difensiva, l'obiettivo non è la salute di mamma e bambino ma che non arrivino denunce per cui cercano di tutelarsi sempre, perchè se acceleri un parto hai fatto "tutto il possibile che c'era da fare" non hai deviato un parto fisiologico in situazioni iatrogene Neutral
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mammamike il Sab Ott 22, 2011 1:01 pm

LadySpank ha scritto:immagino che dolore e che condizione psicologica: ma avevi consegnato un piano del parto?

No, purtroppo no. Nella mia realtà di un piccolo paesino nessuno mi aveva consigliato questa possibilità, e anche al corso pre-parto l'ostetrica non ci ha preventivato questa possibilità e inoltre era molto sicura sul da farsi tanto che la prima cosa che ci disse fu: "guardate ragazze, che noi faremo l'episiotomia a tutte, lo facciamo di routine"!
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Sab Ott 22, 2011 2:40 pm

greenhope ha scritto:
Ecco, a me per esempio non è capitato. Non sentivo quel bisogno di spingere, me lo dicevano loro...

Green, così a naso mi vien da pensare che è proprio perchè tu nella fase espulsiva non c'eri ancora.
Poi per carità siamo tutte diverse, ma io in entrambi i parti ho provato la sensazione di spinta fortissima, proprio una roba impossibile da contrastare, tipo che il bimbo se ne esce e tu non puoi fare a meno di lasciarlo andare, è lui che spinge e manco tu (Odent lo chiama "riflesso di eiezione del feto"). E in tutti i parti indisturbati ne ho sentito parlare, quindi mi sembra difficile che ci siano donne a cui non succede del tutto.
Credo che non accada nei casi di malposizionamento, ma anche quelli spesso dopo un po' di tempo si risolvono da soli ed a quel punto il riflesso si attiva.
In effetti la fase di transizione che si prolunga, spesso serve proprio per guadagnare una posizione adatta all'uscita.

Secondo me per te era troppo presto per spingere, ma questa è una mia idea.
Però liberati del pensiero di non essere capace perchè non è così, di questo sono proprio sicura.
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da ArdathLilith il Sab Ott 22, 2011 4:06 pm

Ciao ragazze, io non sono incinta né programmo di esserlo a brevissimo termine (ma a medio termine sì).
Visto che non ho un buon rapporto con gli ospedali e che la mia ultima esperienza in ginecologia è stata piuttosto "rude" (ma per fortuna riguardava solo me e non un bimbo), mi sto informando per capire qui in zona quale sarebbe potenzialmente il migliore ospedale per me.

Nell'ospedale di Castelfranco Veneto, il reparto di ginecologia e ostetricia è descritto in questa (lunga) pagina.

Al di là di tutte le informazioni che danno, quelle che mi hanno colpito e interessato di più sono le seguenti (e cito qualche parte dal sito):

- assistenza personalizzata al travaglio di parto, ossia, modalità del parto definita, in accordo, con la paziente al fine di garantire la giusta alleanza terapeutica;
- libertà delle partorienti di muoversi durante il travaglio grazie alla presenza della telemetria per il monitoraggio cardiotocografico;
- possibilità di alleviare i dolori almeno per una parte del travaglio grazie alla doccia ed alla vasca della sala travaglio dotata di idromassaggio: sfruttando gli effetti antidolorifici dell’acqua si contribuisce al rilassamento del sistema neuromuscolare con diminuzione della sensibilità al dolore;
- assistenza al parto fisiologico con la possibile partecipazione del partner o di altro congiunto in sala travaglio e in sala parto;
- umanizzazione del parto mediante attuazione di tecniche innovative ispirate a metodi naturali di assistenza al parto da parte del personale ostetrico qualificato. L’episiotomia non viene effettuata mai di routine;
- possibilità di eseguire parto in acqua se rientra nei criteri di fisiologia e di gestione, stabiliti dal protocollo assistenziale;

Ora, io so che queste sono solo parole e che il tutto va approfondito in prima persona, però vi paiono delle buone basi di presentazione? Ci sono, ad esempio, ospedali che ti dicono che danno l'epidurale di default a richiesta (non in questo ospedale) ma che non citano minimamente parto naturale, assistenza del padre, possibilità di muoversi e assenza di episiotomia di routine...

Visto che ho un mezzo blocco alla gravidanza anche proprio per la paura dell'esperienza del parto, mi piacerebbe cercare di capire se questi requisiti sono buoni... Per poi, ovviamente approfondire. Ma magari, essendo inesperta, non mi salta all'occhio qualche eclatante mancanza o qualche "stortura" e quindi mi sembra tutto bello e buono, mentre invece non lo è!
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da LadySpank il Sab Ott 22, 2011 4:27 pm

mononoke ha scritto:
Credo che non accada nei casi di malposizionamento, ma anche quelli spesso dopo un po' di tempo si risolvono da soli ed a quel punto il riflesso si attiva.
In effetti la fase di transizione che si prolunga, spesso serve proprio per guadagnare una posizione adatta all'uscita.

é proprio quello che preoccupa me: troppi controlli porterebbero a interventi di vario tipo (vedi topic parto operativo), perché la posizione o la dilatazione non é quella che vogliono loro. io vorrei includere nel pinao del parto di essere lasciata in pace - previa condizioni di salute necessarie - dall'inizio del ricovero all'inizo della fase espulsiva. non ho esperienza, ma ho come l'impressione che piú ti controllano durante il travaglio piú sono "autorizzati" a intervenire, perché i parametri non combaciano con la realtá...e poi si innesca la frustrazione e la paura di non farcela o anche di peggio, che distrugge tutto. l'ostetrica ci ha detto che dal ricovero (cioé dopo la prima fase conclusa, per la quale - se la salute lo consente - non é necessario il ricovero) alla fine devono passare 6-8 ore. é possibile in un tempo cosí ridurre gli interventi, intendo realisticamente...??
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da mononoke il Sab Ott 22, 2011 4:41 pm

LadySpank ha scritto: l'ostetrica ci ha detto che dal ricovero (cioé dopo la prima fase conclusa, per la quale - se la salute lo consente - non é necessario il ricovero) alla fine devono passare 6-8 ore. é possibile in un tempo cosí ridurre gli interventi, intendo realisticamente...??

sai che non ho capito in che senso?
nel senso che lei calcola di portarti in ospedale quando ha la prospettiva che ti manchi tot?
mmh ... io di certo non sono un'ostetrica con esperienze di accompagnamento, potrei dire cavolate, ma a me sembra irrealistico che lei possa sapere quanto ti ci vorrà, come fa a saperlo a priori?
e poi perchè "devono" passare?

io penso che gli interventi tu possa ridurli per il tempo che necessiti
se neghi il consenso alla visita, lo neghi
se vuoi scrivermi un mp posso mandarti il mio vecchio piano del parto, oppure lo copincollo nel topic apposito, non so come sia meglio ... pq?
però io faccio riferimento alla legge italiana, dovresti provare a documentarti sui tuoi diritti lì

in ogni caso se tu vai con l'ostetrica dovresti avere anche la sua protezione aggiuntiva

e poi, ultima cosa ... Lady mi sto sentendo un po' in colpa ... cioè, io penso che tu faccia più che bene a voler essere preparata e ben difesa al momento giusto ... ma non vorrei che le cose dette ti stessero angosciando!
lo so che l'equilibrio è difficile, ma io penso che ci voglia, tra consapevolezza e fiducia
non è che ti stiamo facendo venire troppa ansia?

comunque sì la tua impressione è esatta: nella stragrande maggioranza dei casi più un parto è indisturbato (da visite, monitoraggi, spostamenti, parole, direttività, limitazioni...), più ci sono probabilità che abbia un buon esito e nessun bisogno di interventi. in linea generale è proprio così.
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Re: Parto in ospedale

Messaggio Da LadySpank il Sab Ott 22, 2011 5:59 pm

grazie mono: sei carinissima. ho molte paure e dubbi su questo parto in ospedale, ma penso che siano importanti per scegliere nel modo migliore, soprattutto per la piccina...se posso, un mp te lo mando volentieri: GRAZIE I love you
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Messaggio Da sea il Sab Ott 22, 2011 7:52 pm

Panicqueen ha scritto:
E comunque non c'è MAI ALCUNA necessità di controllare la dilatazione durante una contrazione, è dolorosa e gratuita!!


Io mi ricordo benissimo che quella ginecologa mi aveva detto di "dover" aspettare la contrazione per visitarmi, ma perchè l'ha fatto? Twisted Evil
Ma se io durante il travaglio in ospedale dovessi rifiutarmi di essere visitata cosa succederebbe? Loro sarebbero in grado di continuare lo stesso, oppure ci sarebbe il panico? I protocolli ospedalieri cosa dicono al riguardo? No, perchè non ho nessuna intenzione di ripetere quell'esperienza
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